te, disseungiovanottoche passavaportandounbarattolodi grasso e facendoun pesantee seccorumorecon i suoi zoccoli di cedro. L·orologiodellafabbrica.che rimanevaindietroesattamentedi unminuto ogni ora.scoccòle undici. li capodaun bracciosoloera un uomo preciso:ogni maninaal suoarrivo mettevaa postol'ora. Quel giorno rimase indietro. ·•E quasi ora di pran1..0H. o del riso e omeleue." Yoko andava matta per le omelette dolci. Troppo impazienteper aspenare mezzogiorno,prese il cestino del pranzo dal banco e sorrise, annusandolo dall'esterno della confezione. Proprio mentre Wakako vedeva i bianchi canini di Yoko qual• cosa di bianco entròdiagonalmenteattraversola finestradi vetroe oscillò violentementeavanti e indietro, sull'asse del sole. Inquell'attimo, una lucecolor porporaparveauravcrsare tutta la finestra.Fino a quel momentoWakako aveva creduto che luce scorressecomegli aghi acuiie appuntitidei sostegnimetallicidelle piante per le decorazioni floreali, e sparisse immediatamente. Il lampo che era caduto sulla montagna arancione quando aveva cinqueanniavevaunafomrnappuntita.avevadisegnatounastriscia seghettata e lasciato una traccia di luce esattamente come nei fumetti.Anche i lampicheavevavistobalenaresulmareeranocosì. Ad ogni modo, questa luce fuori dalla finestra era diversa. Si spargeva in tuttoilcielocosì lentae tenaceche gli occhi riuscivano a seguire il suo cammino. Poiché la sua massa pareva tangibile, questa luce era diversa dall'energia senza spessore che Wakako, fino ad ora. avevadefinito "luce... Il vetrodella finestraandò in frantumi,e contemporaneamente la lucefuorisi inte[T\Jppei,lluminandolespalleeia schienadi Yoko che abbassòil viso. Quandoiframmentidivetrocolpironoilpavimentocomefrccce da uncannelloossidrico. i frammentidi metalloaspiralesi sparsero sul pavimento in un vortice. Una crepa nera attraversò una trave rotondaquando precipitòdai soffitto. Wakako capì chiaramenteciò che accadde in quel momento. Tuuo cambiava inun auimocome le immaginisu una lantemache gira che scorrono rapidamentelungo la superliciedi un occhio. Era veroquelloche stavaaccadcndoa Wakako,ocra l'episodio di un sogno? Inuna vaghezzaoltreogni comprensione,udì il lieve rumore stridente del vetro che colpiva la schiena di Yoko e le trafiggevala pelle. Era lostesson.imorechefacevala buferavariopintasolloil sole d"autunnoagliincontriscolasticidi atletica,quando l'enonne palla di carta si rompeva e perdeva pezzettini di carta che danzavano emettendo un rumore secco. '"Ancoraultima?Non sci brava. Wakako."Yoko,che vinceva sempreil fioccorossodel primoclassificato,rimproveravaWakako perché era lenta nellacorsa. Lo stesso viso orgoglioso apparve in mezzo alla pioggia di frantumidi vetro.Si contorse in unmodoche Wakakoaveva visto raramente, e gridò: Aiuto! Guardando la scura bocca di Yoko, Wakako fece eco al suo gridocon il medesimo tono dì voce. Wakako giacevasotto le maceriedella fabbricacrollata. Parevafossescoppiatoun incendiovidedelle fiammevicinoai suoi piedi "Aiutatemi! Non c'è nessuno che mi aiuta?" un uomo strisciòfuoridallemacerieaggrappandosia tutti i pezzidi cemento che poteva. Di fronteallesuemanic'era una piccolafessura.li fumoentrava da quella fessura facendo muovere l'aria intorno a Wakako. Era l'unica via di fuga. Wakakotiròlegambedell'uomocon tuttalasua forzae lopregò di aiutarla. La gamba pelosa delruomo che indossava zoccoli di DOPOl' ATOMICA/HAYASHI 23 legnolediedeuncalcio.Wakakononmollòla presaneancheallora. L'uomo si levò il robustozoccolo fatto in casa. e colpì la sua esile spalla. Le sue ossa scricchiolarono. La gambe pelosa scomparve dalla vita con la velocitàdi uno scoiattolo.Wakakocapì che nessuno l'avrebbe aiutata e cominciò a spostaretuttelemaceriec-hepotevacomeaveva fattoquell·uomo. Quando tornò in sé, era in piedi fuori dall'edificio. Intornoa lei c·era un maredi fuoco. Il vento soffiavacaldo. di tanto in tanto i suoi capelli bruciavano. In mezzo al vento che soffiavaimpetuosoe le fiammechecircondavanolenuvoledi fumo, apparveuna figuraumana. Era una ragazza dai capelli lunghi, forse una studentessa. Wakako la rincorse. Wakakonon ricordavadache partedellafabbricacrollatafosse strisciata fuori. Comunque mentre sgusciava fuori, qualcuno le avevaafferratolacaviglia.Ricordavacinquedita umideaggrappate ostinatamentealla sua caviglia mentre lei cercava di fuggire. Come l'uomo. ancheWakako avevacalciato quellamanocon il tacco delle sue scarpe. Con riluttanza. ad una ad una le lunghe umideditaavevanoliberatalacavigliadiWakakoederanosprofondate nellemacerie fumanti. Sembravano le dita di Yoko. con cui Wakako aveva spesso intrecciatole proprie in un atto simbolicodi amicizia. Ho sentitodireche unastudentessadi unascuolamissionariaha cercato di aiutare una suora rimasta intrappolatasollo le macerie della chiesa.Quandola ragazzasi è avvicinatadi corsaall'edificio, la suorahagridatoalla ragazza,Non venire, è tuttoa posto. scappa. La tunicadella suoraavevapreso fuoco ... e la ragazza,dicono,era scappatapiangendo.Che penache deveaver provato.Una ragazza giovane, pochi anni alle spalle. Nella stanza accantoObatchan stava parlando. Nonè statamagnificaquella suora'?- Tsune aspirò rumorosamentecol naso.Undebolesorrisoforzatoincrespòlepallideguance di Wakako. Quella storiaè falsa- Wakakomonnorò fra sé e sé. La storia diObatchanèunacolorita invenzione,nonè laverità.Come lastoria di UrashimaTaro, incui un giovane pescatorediventa un anziano signore in un buffo di fumo bianco, qttel giorno Nagasaki si è trasformataall'istante in una città di morti, in un lampodi luce. I sopravvissutieranoamalapenariuscitia salvareleproprievite,Chi sarebbe volontariamentetornato indietro per aiutare altri'?Non ci potevaessere il tempo di preoccuparsidegli altri. La studcntcss..c'lhe è tornataa casa probabilmenteha inventato lastoriaquandoha raccontatolasuaesperienzaai genitori,I' immagine della suora che aveva abbandonato la perseguitava. Forse voleva credere nella propria buona volontà. L1 storia inventataha commossoObatchan, ha fattopiangereTsunc, e avrebbe lo stesso effetto su molte alt.repersonedalle buone intenzioni. Con il passaredei giorni, labugiaavrebbe fattopartedi lei e lei stessa avrebbecominciatoa crederci. Per la prima volta, allora. si sarebbe sentita liberadalla suora ProprioperchéWakakoaveva inconsciamentementitoa Yoshi, un giorno avrebbe forse raccontatoa Obatchan e Tsune di Yoko, alterandodove necessariola verità. Speravache quel giornoarrivasse in fretta. Mentrerifiutava la storiadi Obatchancome unabugia, pane di Wakakopensavache forseera così che doveva essere. Quandoaveva vistol'espressionedolorosasul viso contortodi Yoko in mezzoalla pioggiadi vetro,un lampodi crudele soddisfazione, sebbenesolo per un attimo, le aveva attraversatola mente, Wakako non si capiva più. Si domandò se in qualche modo
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