Linea d'ombra - anno XIII - n. 107 - settembre 1995

22 DOPOL'ATOMICA/HAYASHI dc11·cs1atecmanandounodore di umidità. L'odore di prato. umido e infonne era lo stessodebole odore dei corpi carbonizzati trasportato dal vento dai campi bruciati. "Mttmma. sento l'odore della bomba;• disse Wakako, coprendosi il naso.Obatchan.che ora camminava al fianco di Wakako sullo strettosentiero,ribaué: È salvia. Non ti piace il suoprofumo? Sei troppo sensibile.Waka-s.111.R"ise come se avesse respirato la risata dalla sua bocca senza denti, '·Ho-h-ho". ··Waka-chanha scampato la mone. quindi vivrà a lungo;· disse avocealtaunuomochetenevalamanoaShigerivolgendosi aTsune che gli stava davanti. "Grazie a tutti, sì. Voglio che viva quanto Obatchan,''disseTsune, inchinandosi; ma anchementreparlava. era preoccupata del visoesangue di Wakako. Quando finalmenteWakako giunse a cas~l.distese il suo corpo stanco sul pavimentodi legno vicino all'ingresso. Ilpavimento lucidatocon lacruscadi riso rinfrescò il suo corpo febbricitante.Sebbene non avesse nemmeno un graffio. le braccia o legambeerano talmc111pcesanticome seavc~sedovuto trascinare il mondo; la testa era un peso che non riusciva più a sopportare. Cadendo il pesodella testa al pavimento,Wakako aprì leggcnnente le labbra. Questo la fece sentire meglio poiché alleviò la tensione intorno alla mascella. Oba.tchansi piegòper guardareWakako,dicendo, ··sei bellissima, Waka-san. Come una bambola di cera." Anche Tsunc guardò la pelle pallida e lrasparentc di Wakako e dovette ammettere. persino trattandosi di sua figlia, che era bellissima. Comunque, questa era una bellezzache non aveva riscontrato nella Wakako in buona salute che aveva detto ''Tornerò" cd era partita con Yoko quauro giorni prima. Se questa bellezza cm qualcosa che aveva portatodaNagasaki. non significavamortecome dicevano le voci? "\Vakako. non ti senti bene? Chiedi scusa e vai a donnirc un po':· disse Tsunc. ·'Sì, sì è meglio. Yo-chan tornerà a casa alla fine. È sopravvissuta. vero Waka-sanr' Obatchan rivolse a Wakako uno sguardo ambiguo. Le labbra di Wakako tremarono leggermente quando guardò sua madre. "Sì?" Tsune guardò gli occhi di Wakakoche parevano supplicarla, ma Wakako guardò in basso senza rispondere. Anchegli abitantidel villaggio.che si erano raccolti all'ingresso, osservavano la sua bocca in attesa di una risposta. ''Per favore fatelariposare; è stanca," Tsune sa\u1òtutti, sorreggendo Wakako per le spalle. Guardando la sua espressione, si domandò cosa poteva essere accaduto all'amicizia tra sua figlia e Yoko. "Obatchan ti stadomandandoqualcosa.Siigentileedillcquello che sai," TsuncrimproveròWakako,mentre appendevaunazanzariera in una stanza che dava sul mare. Qualsiasi piccolodettaglio poteva essere utile. Yoko e Wakako erano fra le studentesse chiamate a lavorare nella stessa fabbrica. Dato che facevanopane della stessa zona di lavoro,Wakako non potevacavarsela dicendo semplicemente che non sapeva cosa fosse accaduto a Yoko. Comunque l'indescrivibileorrore del nuovomodellodi bombaera già arrivato nellecase del villaggio.Non ci sarebbero stati problemi se avesse rispostoche non lo sapevaperché era stata sopraffattadalla p.1ura.Unap.1rolasuYokoavrebbedatopaceaObatchan eagli altri. ''Yo-chan ... è mona. è così?" Wakako rimase in silenzio, e si coprì il visocon il futonestivo. Nonaveva nulladadirea TsuncoObatchane agli altriche dicevano cose come "Dillequelloche sai," oppure "'Glidei tihanno protetta." '·È solo ilprofumodella salvia,··con indifferenzae senza timori, gli altri ridevano della pianta selvatica lungo il sentiero. I quattro giorni che Wakako aveva trascorsoa Nagasaki erano ad anni luce di distanza da quella semplicità. "Donni unpo' .''Tsune accarezzòicapelli diWakakochechiuse gli occhi senza opporre resistenza. Lescenedi Nagasaki.dove leiera stata finoa qualcheora prima. ricomparvero davanti ai suoi occhi chiusi. Wakako non riteneva sbagliato quello che aveva fauo a Yoko sulla montagna in cui si erano rifugiate. Comunque. se avesse descrillo fedelmente agli abitantidel villaggioquello cheera accaduto, l'avrebbero giudicata spietatamente. Come poteva capire chi non era stato là? Anche coloroche ci sono stati. manmano che il tempo passa,dimenticano l'incredibile proiettiledi fuoco. ricordandosolo i giudizi suciò che è stato. Una voltaa11enuatelecircostanzeche avevanodetenni nato il suocomportamento e una volta rimasti solo i fatti,come avrebbe reagitoWakako? Solo un momento prima. Wakako aveva incontrato Yoshi, la madre di Yoko. Indossava il suo monpe1 nero. e aveva dello che stava andando a cercare sua figlia.Wakako le disse che parevache Yo-chan fosse fuggii.i fra le montagne. Pareva- no. Wakakosapeva che era vero. "'È fuggitada sola? È viva. vero?'" Vedendoche le lacrimeriempivanogli occhi di Yoshi.Wakako annuìcon decisione. Le lacrimenegliocchidelle numerosepersone che aveva vistoneicampibrucialisgorgavano ed erano appiccicose come quelle di una tartaruga marina. Le lacrimedi Yoshieranochiaree brillanti.Guardandola.anche Wakakosentivale lacrimesgorgare.Tutt~wiamentìa Yoshi. Leduc ragazze, Wakakoe Yoko ferita, erano fuggite sulla montagna alla periferia di Nagasaki. E su quella montagna Yoko era mona. ..Ho portatodelcotone nelcaso abbiadelle ustionigravi. Aveva delle uslioni?" Fuggendo lo sguardo di Yoshi che faceva una domandadopo l'altra, Wakako scosse il capo: non so. Ilgiorno incui fu lanciata labomba. c'era una fieraa Nagasaki. E faceva caldo. La fabbrica a cui Wakako e Yoko erano state assegnateera una grande anneria situataalla periferiadi Nagasaki. Si diceva che la fabbrica producesse siluri. Tuttavia nessuno aveva mai visto nemmeno un siluro finito. IlGiappone era a cono di materie prime,dicevano gli operaì. Fischiettavanoallegramente e aggiungevano, "Perderemo." Wakakocd altriche erano statichiamati a lavorarenon avevano nulla da fare se non gironzolaree chiacchierare in un angolo della fabbrica. Unoperaiodalla vistaacuta,anch'egli connullada fare.avrebbe scopertole ragazzeachiacchieraree avrebbe fauo rappono.11capo, che si vantavacon orgogliodi aver perso un braccio nell'Incidente Cinese, avrebbegridato, ,;Lucidate i vetri, pronti, via!" La loro vita in fabbrica significava puliziaquotidiana delle finestre. Ogni vetro della fabbrica luccicava sempre. Il capo. che non mancava quasi mai era assente quel giorno. Wakako e Yoko stavano chiacchierando appoggiate alle grandi e linde finestre. Yokocon addosso i suoi pantaloni monpe bianchi e blu marina era in piedi dando la schiena alla finestra più grandedella fabbrica. Questa pane della finestra,di cui era così orgoglioso il lorocapo. si diceva fosse di uno spessoredi tre millimetri. La finestradi vetro, che beveva il sole estivo, risplendevasulle guance di Wakako. SiccomeWakakoera molto sensibilealla luce, trovava il sole troppoaccecante.Quando si rifugiòall'ombra della grande colonna di cemento acct1111a0lei, qualcosa di biancoparve galleggiare in un angolo della finestra. Unanuvola?domandò Wakako.Assomigliavaad unparacadu•

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