16 DOPO L'ATOMICA/ MORIOKA statodistruttotutto. La nostracasa,i nostriaveri,lagente,tutto.Inun istante. Ma non è tutto. "Mia madrenonpotevafar nienteper me.Nonpotevacomprare niente,neanchedei medicinali.Si era fuso tutto, la nostracasa. Mia madre ha dissotterrato degli oggetti. dei pezzi di metallo che ha trovatonellaterrabruciata.per venderli.Nonsapevamonientedelle radiazioni.Ma è cosìchesiamosopravvissute. "Mia madre non voleva mai parlare della bomba, della guerra. Non sopportavache io soffrissi. Non sopportava il modo in cui la gente mi trattava. L'ho aggredita: •Ridammila faccia!' Non ha mai detto niente.Oggi,capiscomiamadre.Quando è mortalehannofotto l'autopsia: il corpoera pienodi frammentidi vetro. ''Ma io, ioerobruciata.Unaragazzache era accantoa menon si è bruciata per niente-penso che la mia ombra l'abbia protetta. "Avevoquindicianni.Se quellabomba non fossestata lanciata. avreiavuto unavitadiversa,più agiata.Mi sareiS(X>Satav,reiavuto dei figli. "Avevo un saccodi sogniquandoho inizialolascuola.Era bella lavita.Mi piacevanomoltogli spon. Ero grande,e piuuostorobusta. Il mio professoremi diceva: ·Quando arriverannogli americani,tu potraibaueni controdi loro, sei abbastanza fone·. "'Nel 1944 c'erano moltiaerei americaniche lanciavanobombe ovunque. Ci chiedevamoperché nessuno lanciassedelle bombe su Hiroshima.Giravanovoci.IopensavocheHiroshimafossecosìbella chegli americanivolesserorisparmiarlaper fame uncentrodi riposo per i loro vecchi. Hiroshimaera bella. prima della bomba. Le case erano tutte in legno. ..Ma c·erano militari dappenuuo. Passavano di qui prima di imbarcarsi per l'Asia. Ho visto molti soldati che sono tornati a Hiroshima,feritie storpi.Ci facevanopena.Mahannoammazzatoun mucchio di gente in Asia. L'abbiamo saputo dopo. E hanno perso. Questa è la guerra.Eravamocosì ignoranti.Nessunopotevacriticare il governo. La poliziamilitare ci avrebbe imbarcati. "Ero mobilitalaper lavorareper la guerra. Potevo studiaresolo un'ora al giorno. Le ragazze non avevano diritto di portare abiti femminiliodi truccarsi;ci avrebberoaccusatedi 'spreco'. Ma nonci lamentavamomai: era per il paese. "Molti civili sono stati uccisi. Non era necessario. Eravamo ignoranti.Non sapevamoniente. "Nonho mai ritrovatoi mieicugini. Sonospariti. Eppuredonni• vanoda noi quandola bombaè esplosa.Ma non ne abbiamotrovato neancheun osso. ··Quellamattinanon avevo vogliadi usciredi casa. Non avevo donnito molto.Non so. avevo forse unpresentimento?Ho lasciatola casa alle otto meno cinque. C'erano studentiovunque nelle strade eranostatimobilitati. I piùgiovanisonomortiquasi tutti.erano fuori, come me. ''Ero instrada.All'improvviso.ho sentitoun rumoresordo,come un rombo. Il rumore dell'aereo. Non mi preoccupavo- non e•era l'allanne. Poi.ad un tratto, il lampo. Era moltobello- abbagliante. multicolore.Nonhomaipiù rivistoquel colore.Ma ho sentitola mia facciagonfiarsicome un pallone. "'Mihannosvegliatadei piantidi bambini.Ho sentitomiamadre che urlava- ero sepohanelle macerie.Qualcuno mi ha tirata fuori di là. Penso fossemia madre, non so come ci sia riuscita. "Ho vistoun'amica. leho parlatoma nonmi ha riconosciuta.Ha detto: 'Ma che cosa vi è successo?' Dopo, è saltata nel fiume. ed è morta. Pensosia morta al posto mio. ''Le persone erano completamente bruciate. Ce n'era una che tenevaqualcosain mano-erano isuoi intestini.Comeunasalsiccia. Quelli che avevano guardato direttamente l'aereo. per loro. era il peggio.Si sono fusi gli occhi. "Avevol'aspettodi unmostro. La miafacciaeradiventatagrossa ildoppio.Mi hannomessodell'olio vegetalesulle scottature.C'era• no vermi ovunque - brulicavano nelle nostre piaghe. C'erano mosche ovunque. Erano enom1i.Mangiavanole persone vive. Mi sonochiestacomemai lemoschee i venni noneranostatiuccisidalla bomba.Bruciavanolepersone;venivano messe suungrossocumulo e cosparsedi benzina.C'era quell'odore. C'erano cadaveridappertutto. nei fiumi.Questa è la guerra. "Mihannomessasuunabarcaperportam1isuun'isola dovec·era un centrodi soccorso. Intornoa memorivamoltagente. Erano vivi. ma un attimo dopo, erano mon.i.Perfinoquelli senza ferite. Non si capiva niente.Credevoche sarei mona anch'io. Pensavocontinuamentea mia madre. "Nonpossodimenticarequelsoldatochesièoccupatodi me eche mi ha dato dell'acqua e del cibo. Mi ha salvato la vita. •·Ma è statodopo che è iniziata la vera sofferenza.Nonabbiamo mai ritrovato i nostricugini.Non avevamosoldi. Ma miamadre mi ha curata,con dei cetriolie delle patateche mi ha messosullapelle. Poi, l'ospedale. Sei mesi dopo stavo meglio. Ma avevo cicatrici dappertutto,sulla faccia,sullebraccia,sul petto e sullaschiena. Ero bruna come la fame. "A scuolaeranosicurichefossimorta.Miavevanopersinomesso nella listadei morti.Quando sono tomaia. all'inizio mi hannopresa per un fantasma. "Ci sono molte differenze Ira i sopravvissuti.Alcuni avevano ancora la casa, i genitori, e potevanostudiare. Sono cose che non amanodire.Si lamentanotuttidi esserestativittime,manoneravamo uguali. Ci hanno rubato tutto a più riprese, anche gli ortaggi che coltivavamo. "Abbiamocompratounamacchinada cucire-è così che siamo sopravvissute.Abbiamoconfezionatodei vestiti recuperandodelle divise militari o dei kimono e ispirandoci a modelli trovati nelle riviste femminilioccidentali.A causa delle cicatrici non riuscivo a muovere le dita né il collo. Non potevo lavorare bene in quelle condizioni.Mia madredoveva lavoraregiorno e notte. "In tramlagentediceva: 'Non viavvicinate,èbruciata, è sporca'. Mi hannotrattatacomeuna lebbrosa.Hogridato:'Chi l'ha cominciata questa strama1edettaguerra? È colpa nostra tuttoquesto?' "Alla fine ho cominciato a frequentare la chiesa cattolica. Ho incontratoaltrevittime,donne che eranostatebruciatecomeme. Ero consolata dal fattoche c'erano ragazzeancora più bruttedi me. "Alloracredevoche l'imperatore fosseundio in terra.Duranteil bombardamentopensavochesarei potutamorireper lui.Maquando ha deuochc provavapietàper noi,ma che labombaera 'inevitabile', allora sono uscitadai gangheri.Questa tragediasi potevaevitare. ''Mi hanno rinfacciatodi essere andata negli StatiUnili a farmi curare: 'Tu ti fai curaredal nemico?' Ma nonc'erano soldi. Dovevo fanni curare.Ancoraoggi, c'è chi mi rinfacciadi essereandatanegli Stati Uniti. ··NegliStatiUniti,alcunepersonesi sonoscusateconme.Ci sono americanicontrari alla bomba. "La gente mi dice: 'Devi essere comunista, con quelle idee strampalate', ma io vogliodire la verità.È importantedire la verità. Mi criticano perché dico quello che penso, ma non mi importa. Adesso, ho vogliadi parlare. "Sono stata operata ventiseue volte, ma non ho riavuto la mia faccia. La chirurgiaestetica, va bene per gli edifici, ma non per il nostr0corpo.Ho persoil miocorpo, puntoe basta.Unavoltache hai quellabombadentro.nonte ne liberipiù. La medicinamodernanon può nulla. Perlomeno, riesco a lavorare, ad avere una vita. Sono riconoscentedi essere stata operata. ''Ci dicono che le bombe hanno portato la pace. Ma come è possibilecostruire la pace sulla miseriae la sofferenza?
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