14 DOPO L'ATOMICA/MORIOKA e dove il fiume, vicinissimo.servivada ricoveroa chi avevaancora la forz.a di scivolarvi dentro per placare il dolore delle bruciamre prima di crepare. Alcuni bambini si arrampicanosulla montagncnacircondatadi ghiaia,mentre i lorocompagnipreganogiudiz.iosamcntedavantaiun ahromonumento.All'improvviso, spuntaladonnavestitain nero,e li cacciacon la scopa. Si allontanano,lasciando ladonna sola. Da trent'anni, giorno dopo giorno, d'estate come d'inverno, questa donna si occupa della moniagnetta, che è semplicemente il mausoleo del parco della pace. sotto il quale riposano le ceneri di 100.(XX) corpi inceneriti e non identificati. I morti senza tetto di Hiroshima,unitidalla bombaloromalgrado,daquella incatenati.Un mucchioenonnedi cenerecheci ricordaquantosia ingordaranna atomica. Con i suoi colpi di scopa incessanti,ladonnaritornaogni giorno per commemorare i morti che ha adottato.quei bambini che vuole proteggeredalla polveredell'oblio. Ma ancora per quanto? Per leicome per gli altri sopravvissuti.non si trattadi unamassa anonimadi I00.000o 200.000personemortea Hiroshimail6agosto o più tardi. Sono il figlio, il padre, la madre, i fmtellie le sorelle, il professore,il vicino. I mortidi Hiroshima e Nagasaki sono uno, più u,,o, più ww. più uno, masoprattutto, uno meno uno. meno uno, meno uno... l'annientamentodi unacomunità. Quella comunità ha lasciatodegli orfani, dei sopravvissutiche rivanganoil passato, come quella donna che cerca la sorella. il cui corpo non è mai stato ritrovato.accantona la divisa, accuratamente piegatasulla rivadel fiume;o come quell'uomo che portaogni notte suo fratello ferito. come il giorno in cui aveva cercato aiuto per chilometrisenzaaccorgersiche era giàmortodatempo;quelladonna che cerca le paroledell'amica. lacui bocca è rimastaimmobile una frazionedi secondo, il tempodell'esplosione, per poi disintegrarsi. Cercanosenzacapire,colpevolie insiemefelicidi essereancoravivi. Umu.seo Attraversoun corridoioscuro, con altragente- genitori,bambini,uomini,donne,o innamoratiabbracciati-per poi,inunostesso slancio,dirigenni con loroversoungrossocerchio incui unplastico rappresenta la città distrutta. È un cerchio perché lo spostamento d'aria si è propagatounpo' come se qualcuno,lanciandoun sasso in uno stagno,fom1assedeglianelli.piccoli,grandi,sempre piùgrandi, che finisconoper travolgeretutto e che vanno poi a morireai piedi delle montagneche cingonoHiroshima. Deibambini, troppo piccoli per vederebene, vengonosollevati dai genitori.Sidisinteressanosubitoalplastico.Inquestononci sono treni, né alberi. né automobili, né case. né uomini, né donne, né bambini, né gatti, né cani. Niente. Solo un'immensità grigia. con qualche muro grigio. La bomba, bella rossa,sospesa al di sopradel plastico, li attira un po' di più. Mamma,cos'è quello? È una bomba. amore. E a cosa serve? L'attenzione del bambinosi è già rivoltaa un'altra cosa. senza lasciareallamadreil tempodi rispondere,eciò la solleva.Dietrouna bachecac'è una bici da bambinocompletamentecarbonizzata. Di chi era quella bici, mamma? Poi, unorologio fuso ritrovatoa 200 metridal punlo d'impano, unpaiod'occhiali a 150metri,unpaiodi pantalonia 100metrie, nel puntozero, dei pezzi di vetro liquefattjche hanno imprigionatodei brandelli di 1essuto,come se fossero ambra o insetti antidiluviani intrappolatiper l'eternità. Ho visto abbastanza. È l'ora dell'appuntamento. La signora Y. Vado a trovare la signoraY., una superstiteche mi ha invitataa casa sua. È natanel 1930, a Hiroshima.Tre anni dopo lasua nascitamuore il padre. La madre l'alleva da sola, facendo lavori di sanoria a domicilio.Durantelaguerra.vienemobilitataper lavorareall'ufficio centraledei telefoni. Leiha quindicianni quandoscoppia la bomba. Si trovaa menodi unchilometrodalcentrodell'esplosione. Sopravvive miracolosamente. È gravementebruciataal viso. al colloe alle braccia. La madrenonhaabbastanzasoldipercomprarledei fannaci. Le applicadel succodi cetrioloe di patatasulle ferite, e lamassaggia (la signoraY. pensache lecicatrici sianoguarite relativamentebene grazieaquei massaggiquotidianipiuttostocheallamedicinamoderna). La lorocasa è stata completamentebruciata,distruttotutto ciò che possedevano; madre e figlia vivono provvisoriamentein una baracca allestitadal comune per alloggiare i senza tetto. Acausadelle cicatrici, la ragazzanonescequasimai: solamente sei anni dopo l'esplosione. nel 1951, comincia a frequentareuna chiesacattolicaa Hiroshima,dove incontraaltre ragazze,sopravvissute come lei. Nel 1955,grazie all'aiuto di un famoso giornalista americano,lei e una ventinadi altre ragazze riesconoa sottoporsia una seriedi operazioniestetichenegli Stati Uniti.Verrannosoprannominate le ··vergini della bomba''. La signora Y. subisce in tutto ventisetteoperazioni.Nel 1956 ritornainGiappone,dove continuaa viverecon la madre. Le due donne sopravvivonograzieai lavoridi cucito. La signora Y. insegnacucito in una scuola. Nel 1975,trent'anni dopo la bomba, si esprime pubblicamente per la primavoltainun anicolo. criticandol'imperatoreche, durante unaconferenzastampa.hadichiaratochc "la bombaerainevitabile". Dopola mortedella madrenel 1979,vienericoverataper un cancro. Uscitadall'ospedale, cominciaa parlare in pubblicodelle sue esperienze. Lavora con diverse associazionidi vittime, ma finisce per abbandonarle,desiderosadi mantenerela sua indipendenza. Sono stata subito colpitadalla suagrande franchezza.Del resto, mi avevanoavvertitache era unadonna ''difficile",conosciutaper le sue opinioni mordaci. t molto truccata - nonostante le numeroseoperazioni. il viso reca chiaramentei segni della bomba: la pelle ha un aspetto irregolare,dato che la cute prelevatada altre parti del corpo (dalle anche, dall'addome)è piùliscia,perchépiùgrassadi quelladel viso.Capita di frequentenelle donne che sono state operate. Lei ride: "La pelle dell'addomeè piùgrassa.quindihomenorughedellcdonnedellamia età!" Guardandoleil viso penso alle paroledi un'altra sopravvissuta che ha perso un occhio nell'esplosione: "Le donne, perlomeno, possono truccarsi. Gli uomini sfigurali hanno solo i capelli per mascherarele cicatrici''. La signoraY. vive sola nellacasa che ha costruitocon la madre quarant'anni fa. Unacasa minuscolavicinaalla stazionedi Hiroshima, nascostadietrounafiladi edificimoderni. I murinonsonodritti; il pavimento è storto - ci si sente trasportati in un altro Giappone, quellodell'immediatodopoguerra. La mobiliaè un'amalgamacuriosa di oggetti trovati.di regalie di oggetti fabbricati.Lei è fieradella sua casa. ''Non butto via niente", mi dice. All'inizio mi mostra delle lettere che ha ricevuto da bambini incontrati nel corso delle sue attività. Mi dà anche dei consigli per sbarazzannidei mieimaldi testaemimassaggiale spalle;è abituata: gliel'ha insegnato la madre. Questa sera fa molto caldo, siamo in agosto. Mangiamodella carneai ferri.Nonsopportapiù ilpesceallagriglia; le ricordatroppo i cadaveriche dopo l'esplosionesembravanosardineo calamari alla griglia. Sprigionavano,quando venivanobruciati. un odore dolcia-
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==