EX-JUGOSLAVIA 11 EUROPAEBOSNIA 1ADIPLOMAZDIAELCINIS/v\O MarcelloFlores Gli avvenimenti che hanno continuato a sconvolgere l'exJugoslavia negli ultimi due mesi hanno portato alla luce, in modo più limpido di quanto non fosse prima, l'atteggiamento morale e politico della ricca e democratica Europa di fronte a questa guerra che la lambisce da tre anni ìn modo continuo. L"emozione e l'indignazione sono stati, in alcuni momenti panicolarmente acuti del conflitto, il livello più alto e spesso unico di "risposta" collettiva che 1·opinione pubblica europea è stata capace di offrire. Non si è trattato, credo, di emozione o indignazione in malafede. Il senso di impotenza che accompagnava quei sentimenti, tuttavia, sembrava quasi impedire una rincssionc su ciò che accadeva e sul perché, nonché sui motivi della nostra impotenza. Non è mancato, naturalmente. chi è stato capace di offrire un'informazione coraggiosa e del le prese di posi zio ne altrettanto schiette: ma in genere è prevalsa l'autoflagellazione sulla debolezza mi Iitare e strategica dcli' Europa. costretta ancor oggi ad "attendere" il piacei e l'appoggio americani; debolezza che avrebbe costituito il "motivo'' principale per s1ar fermi a guardare~ insieme, naturalmenle. alla più o meno convinta litania sulla "guerra civile" in atto nei Balcani, sulla complessi1à e contraddittorietà della situazione, sulle responsabililà di tutti i con1enden1i, sulle atrocità commesse da ogni pane in conflitto. Solo per ;:1lcunigiorni. quando l'emozione per gli attacchi alle enclave musulmane (e "zone di sicurc1.z.a•· dell'Onu) di Srebrenica,Zepa, Tuzia, Goradze. BihaceSarajevo si è fatta più forte, è sembrato che finalmente si "potesse" individuare e dire chi era l'aggressore e chi l'aggredito. Poi l'offensiva croata, accolta con aperta soddisfazione perché poneva fine all'impotenza occidentale, metteva in imbarazzo qualcuno per l'efficienza e rapidità della propria pulizia etnica e ridava fia10 ai sostenitori del non-intervento. del ''sono tutti uguali", della "diplomazia ad ogni costo" e del "comunque tacciano le armi" (una posizione, questa. sponsorizzata dagli irriducibili della rivoluzione. sempre attenti. da noi. ai "diritti" degli slavi ortodossi ... storicamente'' anticapitalisti e rivoluzionari non solo nei Balcani). Nessuno può negare, ovviamente. che la realtà sia davvero complessa e che l'intreccio di cause vicine e lontane, di torti recenti e antichi, di conflitti e tensioni artificiosamente moniati o davvero latenti nella storia di una vicinanza forata e di una coabitazione difficilmente pacifica, renda arduoseparnrc i torti e le ragioni. attribuire ruoli precisi, moralmente e politicamente univoci. Ciò vale particolarmente quando si accetta. da parte occidentale, la stessa ..autodcfinizione" etnica delle fori;e in lotta: per cui ogni "civile" ricade giocofor1.a entro il gruppo di appartenenza stabilito dai capi militari-politici locali e accolto supinamente dalla diplomazia occidentale. La necessità di "approfondire", tuttavia. non autorizza a in1crdirsi il diritto/ dovere di dite la verità, pur se sgradevole o non in sintonia con le nostre preferenze geopolitiche (una ..scienza" tornata di moda per la felicità dì generali e strateghi e di quanti aspirano a diventare e sentirsi ''Nazione·•). Riconoscere la verità, tra l'altro. non comporta l'obbligo di scelte d'azione "conseguenti". I comportamenti (politici. diplomatici. militari, economici o fìnanco umanitari) si possono decidere in base anche ad altri parametri (interessi, opportunità, paure, egoismi): ma la storia di questo secolo ha insegnato che sottomettere la verità a quei parametri è sempre un tragico errore; pur se forse è un atteggiamento connaturato alla natura della sfera pubblica, soprattutto sul piano internazionale, in questo secolo della modernità. Dire la verità è forse l'unica responsabilità che l'occidente potrebbe davvero assolvere: ma la gran parte degli intellettuali europei non sembra più pronta neppure a questo minimo impegno. L'Europa e l'Onu non hanno solo ..fa11ito"nella ex-Jugoslavia. tanto in base a criteri politici che a considerazioni morali. Hanno mostrato la loro profonda immoralità: primo per non essere riusciti a fare ciò che avevano promesso; poi per aver promesso ciò che non potevano e non volevano attuare (le vittorie croate hanno fatto piazza pulita, in pochi giorni, delle ridicole paure di un ''Vietnam bosniaco" o della mitizzata capacità militare e strategica del boia Mladic). È possibile che l'Onu sia ancora, sul piano della cooperazione internazionale e delle relazioni tra gli stati, la soluzione meno peggiore. Non è possibile. però. appoggiarlo acriticamente, come ha continuato ,1desempio a fare il Pds (per bocca, in genere. dell'ineffabile "esperto" Fassino) e nascondere il proprio immobilismo dietro la sua incapacità e impotenz:1. Certo, 1·i111potenzaa far rispettare (ca "voler" far rispettare) il diritto internazionale è connaturata alla democrazia di massa; e non. come pensa qualcuno, alle democrazie ··cteboli" o vigliacche come sarebbe la nostra. 11 paese democratico per eccellenza, rlnghiherra, ha messo su rapidamente una forza enorme per difendere i diritti di poche decine di suoi concittadini in lande lontane e desolate (le Falkland); ma sulla Bosnia ha speso solo qualche parola più dura di altri e qualche promessa in più. Lo "spirito" della democrazia l'ha ben espresso uno dei numi della sinistra democratica. Ralph Dahrendorf, che ha giustificato il non intervento perché in Bosnia ''c'è una guerra civile" tra barbari e non si può fare nulla. Quando, a oltre Ire anni dall'inizio della guerra, il dibattito sembra polarizzarsi tra chi auspica l'intervento armato (a parole; nei fatti per interposta Croazia) e chi mette in guardia ed enumera i costi di questa scelta. la sconfitta si è già consumata (anche se, per adesso, senza le tragiche conclusioni di Monaco 1938). Si può solo, allora. dare veste razionale alle emozioni pubbliche che. un po' spontanee e un po· artefatte, esplodono di tanto in tanto. Il giorno dopo il tardivo e cinico raid aereo della Nato (cinico perché tardivo e perché ha voluto attendere, coscientemente. l'ennesimo massacro al mercato di Sarajevo). il "Manifcs10 .. ha rispolverato la sua natura "buonista'' prendendosela con i '"falchi"' internazionali (tutti tranne la Russia di Eltsin e la Serbia di Milosevic, sembra di capire); mentre la ..Repubblica" ha ricordato che l'intervento è potuto avvenire solo dopo le vittorie croate e che "la ripresa del confronto ira i due grandi nazionalismi balcanici è stt11aun'idea strategica geniale". La democrazia "ricca·· dcli' Europa vive all'insegna dell'interesse immediato: anche per questo nessuno sembra più intenzionato, se mai lo è s1a10.a pensare in 1crmini di progetto: che
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