Linea d'ombra - anno XIII - n. 107 - settembre 1995

foto luigiTozzori/G Neri po poco. Per questo dissi a Don Tonino Bello. l'allora presidente di PaxChristi: ··Voial ritornodovrete pur dire qualcosadi diverso rispetto alla panenza, dovrete pur tornare con una proposta!". Leggendo le cose scriueda lui, da Bettazzi e da altri partecipanti, nonmi pare siaemerso nulla di ciò. Mi ricordoquantodettomi dal rappresentante della comunità islamica di Sarajevo: "Lei è un 'verde'. Seci fosse da qualche parte del mondo un gregge di 300 mila pecore assediate. in nome dei diritti degli animali non invochereste la fine dclrassedio? E ora che cosa dite?". Queste reticenze, questo invocare la pace senza dire che cosa è necessario fare, mi paiono limiti principali di un ceno pacifismo che rifiuta qualsiasi azione di ·'poli1;ia intemalionale" e non va oltre alla richiesta della pace, la quale, se non convince coloro che ad essa si oppongono, rischia per rimanere fine a se stessa. Gianfranco Benin nel suo ro"umza Sarajevo May Be r(lff<mtadi w, gio\Janepacifista dei "IJea,i i costruuori dipace" che nel corsodi mw marciaavrebbeesclamato: "Se guardi i111e11same11te negli occhi 1111 cecchino, questi sarà conquisu,10 dall'amore 1mfrerSlllee 11011 sparerà". Ma ci si può accome,uare di 1111 pacifismo eti<:od,e si limita alla testimo11ia11:oC?he si acco,11e11ta di piantare la propria bandieraa Sarajem per poi ,·enirsene \'ia? È 1,empre molto difficile criticare delle persone che rischiano la propria vita. Pcrc\Cmpio, ho potuto conoscere Moreno Locate Ili. il giova!le ucci\o da un cecchino \u un ponledi Sarajevo nel coNo di un·a,ione ..,imbolica. La sera prima mi imitò a partecipare alrini,iativa. ma gli ri..,po..,iche non vedevo alcun senso nell'andare proprio là dove c'cr.mo gli a,..,edianti. qua..,i a dire. con il dito PERALEXLANGER 9 alzato, "siete cattivi! ... Non voglio attaccare gruppi come i '·Beati i costnittori di pace" ma, a mio giudiLio. un pacifismo che punta solo sulla conversazione individuale di qualcuno tra i belligeranti finisce per abbandonare a se stesse le vittime. Si limita a essere più la manifestazione incontaminata della propria virtù pacifista. anLiché la ricerca di un risultato. Oggi bisogna necessariamente mirare a realizzare risultati. Faccio un esempio pratico: l'Unione Europea si sta allargando ad Austria. Svezia. Finlandia e Norvegia. Quattro paesi con grande esperienza nel mettere a disposizione dell'Onu i propri militari e civili. Eppure la battaglia per costruire all'interno dcli' Unione Europea un corpo civile di pace accanto al corpo militare. che rimane necessario. ha lasciato indifferente gran parte del movimento pacifista. Scè vero che chi usa la forza per affermare le proprie ragioni non bada se non alla forza di chi lo può fennare o intimidire. allora se non vogliamo ritrovarci solo a piangere le nostre lacrime. dobbiamo predisporre degli strumenti idonei. anche civili: come dei corpi di osservatori. cioè di monitoraggio, o corpi di intcnncdiazione, da non confondersi con l'interpo~iLionc simbolica. spesso invocata, ma irrealistica. perché non c'è nessuna situazione in cui dei disarmati possono realmente po~i tra i fronti contrnpposli e credere che questi non sparino. In Kossovo. ad esempio. dove il conflitto non è ancora guerreggialo. sarebbe imponante la prc..,en.wdi mcdialOri che sappiano far incontrare albanesi e serbi. denunciando le ingiu\li7ie alle autorità internazionali. il che presuppone laconoscen7a della lingua. della storia e del contesto sociologico. Ma se quando ,cdiamo un'arma o un'uniforme cominciamo a dire che la cosa non ci intercs\a più. perché quella non è pace. allora 5.iamo condannati a fare del p.icifismo per auto..,oddisfalionc.

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