88 COLACE/ IMMIGRATI sono tutti "buoni", come sembra dire Mohscn Melliti nel complesso e sinfonico Pa11ta11ella (e ognuno di questi testi in modo differente e originale ripeter impossibilità di redul'lio ad umm, del variopinto universo dell'immigrazione)- gli italiani non si presentano come un gruppo comp.Ulo e unitario. facilmente individuabile tramite ideologie o comportamenti preconfezionati. Come l'ex pastificio abbandonato nel centro di Roma, Pantanclla. raduna volli, voci e storie da t1utentica Babele dcll'cr:1 moderna, così l'Occidcnte- l'lialia percorsa da sud a nord da Salah Mcthnani. la Germania vista con gli occhi dell'adolescente Antonio in Lo memoria di A .• la Francia e poi 1·Italia in Vole,1odi,•e11U1breianco della franco-algerina Nassera Chora (E/0, 1993)-è un mondo variegato in cui imbroglioni e truffatori, egoisti e impotenti. cinici e vigliacchi si mischiano agli idealis1icagli espansivi. ai generosi e appassionati paladini del "diverso·· -per non parlare degli innamorati che cercano di imbastire universi Mfettivi meticci. Ese una caraueristicacomunc può risaltare talvolta. sulle ahre, essa non si presenta. inaspe11atamen1e,con il volto del ra.zzismo, quanto con quello di alcuni dei suoi i1lgredien1idi base: l'ignor;:mzn, il provincialismo, l'indifferenza, la chiusura. la paura. cocciuti e spavaldi sì. mt1fragili e istintuali, eccentrici .aqualsi~1sielaborazioneconcet• tuale o culturale. Al di là di questo tipo di lettura, che ci offre. appunto, uno spaccato inedito dell'Italia e del mondo occidentale dal punto di visia economico. sociale. cuhuralc. umano. esiste un secondo livello di approccio. senz';.1ltro meno narcisistico. che consente di penetrare le ragioni dell' "altro da sé": i testi in questione rappresentano. insomma . .:mche un efficace antidoto al luogo comune. allo schcmatbmo e all'ignoranza. cui si accennava poc'anzi. 11pubblico entra infa11iin contatlo non solo con modi. usanze. colori. stili di vita. abitudini alimentari e sessuali pecu• liari (da segnalare il saggio Dan:,a e musica in Africa di Nino Raddi Farxaan. S.G.M. Editrice. 1994). ma anche con immaginari. filosofie. psicologie. religioni. culture, orizzonti d'ancsa differenti. Lo "straniero·· si fa deposit,,rio di valori in parte sbiaditi per il nostro mondo.come il sensodellacomunitàedella dignità umana. della famiglia e delle tradizioni. dell'erranza e del rispeuo reciproco. ··Questi autori in vi;.1ggio"dice Ales~an• dra Ani di Sarro\ ··alla ricerca di un posto nel mondo occidentale esprimono un giudizio che suona per noi come una pesante condanna. E non si traua di rivendicalioni ideologiche né politiche. bensì dell'amara constat.izionc di ciò che non siamo più capaci di essere." È da notare che si tratta di osservazioni espresse il più delle volte non con accenti retorici o rivendicativi. ma con rigorosa lucidità e frcsche11a. con semplice candore. Da Chiamatemi Alì: "Co.,ì anch'io nel pomeriggio ho imbrogliato. E mi sono sentito molto in colpa perché la mia religione non vuole che si guadagni in maniera disoncsia". Un sentimen10 pare però funzionare da filo rosso pur tra sensibilità e universi così irriducibili: quellodellag/mrba. della nostalgia per la terra lontana. che in molti testi diventa un.ispecie di Provvide11y1 manzoniana. sorta di protagonista invisibile, ma corposa e viva. capace di muovere attori e azioni. di dare un timbro e una cifra alla storia. A tale sentimento si accompagna talvolt,1 il suo doppio, quello della delusione. della disillusione. che si fa rnnto più intenso quamo più urgenti sono state le proiezioni sul mondo sognato prima di intraprendere il viaggio. L'Italia e l'Europa, da paesi favolosi e mitici. vagheggiati ··da casa•· qual novella Itaca - una "Terra promessa" che sarebbe riduttivo interpretare unicamente souo il profilo materiale: non è vero che l'unica molla per la migrazione sia il fo11oreeconomico. gioca moltissimo l'alone fantastico in cui è ancora avvolto il mondo occidentale - si tingono dei loro veri colori: il grigio. prima di tutto. delle nostre città e dei nostri umori. delle stazioni della metropoli1ana e dei centri di accoglienza: il grigiore del r.1pporto con gli altri. della spersonalizzazione e. di nuovo. dell'indiffcrenw. (''Ero lì fcnna. aspenavo il tram e tu11'ìntorno c'era una cinà grigia in cui nessuno conosceva il mio nome. ma solo il colore della mia pelle.", Shirin Ramzan.ali Fazcl. da Ltmtmw da Mogadiscio. Datanews, 1994. p.27 .) Se. dunque, la migrazione non sortisce sempre cffc1ti positivi. se il viaggio si fa sinonimo di sradicamento. difficoltà. umiliazioni. rischi - alcuni dei libri in questione raccontano scacchi anche mortali - è pur innegabile che l'incrocio fra culture è comunque mo1ivo di accrescimento reciproco: la corlosccnla dell'altro si fa occasione per una conosccn1.a. approfondita di sé. di ciò che non si è pilio non ancora. Equcs10 è tanlo più vero sotto il profilo lc1ter.1rio.Se. infaui.1' ingresso e la conseguente integrazione del diverso sono real1àcui anche i pili restii dovranno prima o poi piegarsi. in vista di un mondo più equilibrato. giusto e autentico ("il mondo va verso una società multirazziale. e la genie deve convinccr:..i che questo meccanismo è inarrcstabilc•'(,). è proprio la strada del métissageche po1rcbbc rapprcsenlare una via d'uscita alle torpide sabbie mobili della cuhura occidentale. che rischia. se no. di morire soffocata dalle sue ceneri: "l'unica alternativa che resta al Vecchio Mondo e alla sua gloriosa cultura se non vuole isterilirsi fino a soccombere è assimilare il nuovo per conoscere un ,wovo sviluppo. aprirsi al mondo" 1 . Le opere di questi cittadini in viaggio rappresentano. allora. un·.autentica sfida a un sistema cristalliaato. e disegnano possibili. stimolanti linee di sviluppo. E non solo. come !-i è visto. dal punto di vis1a dei contenuti. Se alcuni libri nascono meticci perché frutto di un dialogo fra emittenti diversi. altri - per ora nncora un gruppo sparuto - fondano la loro istanta espressiva proprio sull'ibridazione. sull'incrocio. sull'irlcontro. Si traila di quei testi - alcuni dei quali ancora inediti - scritti direttamente in italiano da stranieri che. nel momento in cui si cimentano con il nostro codice linguistico. vi immettono un.i re1orica. uno stile, un immaginario e perfino un lc~sicoe una sintassi cari agli stilemi del loro universo culturale. linguistico e scrittorio. Bas1ipensare a come funzionano i referenti analogici in alcune poesie (Senti· menti dm1des1i11i. Albert Gardin. Venezia. 1992) dcll"iraniano Mohamad Khalaf: referenti che possono anche depistare il lcnorc italiano o europeo. Si allude. per tutti. alla poesia Il mio deserto, in cui l'arido spatìo sterminato ::assumeconnornzioni positive. affettive. che divergono scnL'altro dalla nostrJ percezione: "il deserto lo.tbbraccia/ solennemente. Canta/ la sabbia canta ...... dr1I ritmo festante di ballata. Oppure a immagini come quelle di Fiammedel Paradisodcll'algcrino Tawfik Sam (inedito e ancora in fase di rielaborazione): di nuovo un esempio per tutti. 1· inc,:ipit del romanzo: "Il sole apparve a Karim e Amel sulla linea del• l'orilZonte nel momento in cui la tempesta.che .iveva rovesciato la terra sul ciclo, cessò ... Il ciclo si schiarì da11·ovcs1.1·occiden1e si trasformava in Oriente ..... Lungi dal voler cedere a facili se non s1crili 1rionfalismi. ed esulando da un giudizio meramente este1ico che sarebbe fuorviante affrontare in questa sede. è possibile pensare che se a tali esiti meticci verrà concesso spazio - e non solo come effimero fenomeno alla moda. che dura lo spaLio di una stagione editoriale - essi po1rebbero con1ribuire. con la loro prosa dal sentore squisi1amcnte speziato cd esotico, al rinnovamento della nostra lingua leueraria. arrivando a scalzare dal basso certi suoi scontati meccanismi. facendola magari "lievitare" in forme e contenuti
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==