Linea d'ombra - anno XIII - n. 106 - lug./ago. 1995

Giulia Colace NASCITADIUNA SCRITTURAMETICCIA Gli l/y\/y\JGRATFIRICANINI ITALIA Non si ha opera lcncraria al di fuori del circui10 autorepubblìco. Un qualsiasi scri110. anche il più levigato. avvincente e Mraordinario. non si offre come testo fintanto che res1a recluso nell'ambito del privato. stipato nel cassetto del timido - o troppo consapevole - autore. Si sa che è proprio l'atto della lellura- una lcuura affrancnta da un riduttivo ruolo ancillare. sottraila alla pura passività-quello che permette a un tc~todi costituirsi come tale. di entrare nei giochi della comunicazione. del mcrca10. della cultura ... Perciò. possiamo definire l.:ì letteratura. fondarncntalmcn1c.comc luogodell'incontro: un incontro non solo di immaginari. di espressività. di oriaonti di a11csa diversi. ma anche di visioni del mondo, di prospettive. di progellualità. Per molti scrittori, da Manwni alla Morantc. per finire con Salm<m Rushdie (..La narra1iva dice la verità in un"epoca in cui le persone cui è demandato di dirla inventano storie ..:· da ..Linea d'Ombra ... gennaio 1995). la letteratura è l'ambito in cui la rcaltù si svela più intensa. radios.t. accecante e incbrianle che mai. Coniugata l"ultima frase al plurale - democraticità e relativismoob/igent! - si può affermare che il testo così in1eso diviene luogo del dialogo. dell'intreccio di realtà e punti cli vìsta differcn1i: soggeuivi sì. ma capaci dì 1ra11eggiarc.insieme. immagini del mondo. squarci e approssima7ioni di ..veri1à... Un gruppo di testi. una doaina. scriui negli ultimi quattro anni in Italia da immigrati stranieri. soprattutto arabi e .ifricani. sembra più che mai corrispondere. pur con pccul iarità di impostaLione.di schema narra.tivo.di contenuto. disti lidiversi. a11·assunto di parterm.1. e cioè alla convinzione che l'opera lelleraria sia cssenzialmen1e un - o ••il"'- luogo dell'incontro. Prima di tutto. alcuni di questi lesti - Immigrato (Thcoria. 1990). lo. \'enditore di elefanti (Garzanti. 1990). LJ.1 promessa di lfam(l{/i (Dc Agostini. 1991). Chit1111t11emAilì (Leonardo. 1991). il recentissimo UI memoria di A. (Dc Agostìni. 1995)- nascono proprio da un confronto, d~•un dialogo fra soggeuività diverse. perché scritti grazie alraiu10 e al supporto di italiani. Confessa Daniele Miccione. che con Carla Dc Girolamo ha curalo la stesura di Chiamatemi Ali. il diario del marocchino Moh:1med Bouchanc: "Non sempre è stato un lavoro facile. a volte Mohamed si angosciava talmente al ricordo dei momenti più difficili della sua esperienzacheeravnmocostrcni a lavorare a singhiozzo ... Questo succedeva soprattutto parlando del primo periodo, quello della clandestinità, periodo drammatico e difficile. All"inizio qualche difficoltà, qualche incomprensione l'hanno provocata, non lo n~1scondo, i nostri mondi. le nostre culture, tanto diverse. Pian piano però abbiamo imparato a conoscerci meglio. oggi ci scherziamo sopra e tuuo finisce lì'' 1 • E osservazioni analoghe fa Oreste Pivetta. che con Pap Khouma. COLACE/IMMIGRATI 87 senegalese, ha scritto il fortunatissimo lo. venditore di elefemti. quando afferma: ··ascoltando le vicende di Pap, mi sono un po' rassegnato ad accettare il suo punto di vista. E dico rassegnato perché la mia predisposizione politica mi portava in un.i certa direzione. mentre il suo era l':111eggiamentodella persona che scopre un nuovo mondo, una nuov.i realtà con occhi privi di pregiudizio ... Quindi giudicava questo nuovo mondo con un aueggiamento laico ... E la narrazione del libro nasce da questo a11eggiamen10ottimistico. dal quale dovremmo trarre urmgrande lezione. Noi infani viviamo immersi nei pregiudizi. memre Pap non dà giudizi a priori ..."2 • Il rapporto fra due o più interlocutori fa sì che il libro prenda corpo in seno.i una sorta di "coo~rativa meticcia"": da Unaparte c'è il padrone dell'idea-in questi casi. lo straniero immigra10 - dall'altra. colui che rende fruibile l"ide~1- lo scrittore italiano. È un primo incrocio. che va molto al di là. e risulta più intenso e vero, del rapporto. pur fecondo ma mediato. fra autore e traduuore: .., nostri libri. U, promessa di Hamadi e La memoria ,li A.·· dice Saidou Moussa Ba. senegalese. a proposito del suo lavoro con Alessandro Micheletti. nel corso di un incontro presso il Circolo Cuhurale Muhietnico L.1 Tend:.1di Mil.ino (che ha avuto e ha il merito di promuovere rinc~sioni e dibaniti su questa ..,eueraturJ nascente"), assumono un senso politico. proprio perché l'immigrato e l'italiano si sono messi insieme. hanno voluto provare insieme. Questi libri sono stati libri di confronto. di di;.1logoedi cultura.'' (Soltanto uno dei testi pubblicali. Pa111a11ella.C,mro lwigo le, stmdt1 del tunisino Mohscn Melliti, Edizioni Lavoro. 1992, nasce da una prìm.1 stesura inedirn in arabo: sì tratta però cli una traduzione-a cura di Monica Rucx:co - sui generis perché seguita passo passo dall'autore). li dato più imponante e qualifican1e delle opere prese in esame rcs1a. comunque. l'opzione di fondo: la scelta di esprimersi nella lingua del JX>poloospitanle. l'italiano. che nella maggior parte dei casi è una 1er1:alingua per l'immigrato (il fenomeno ricorda infatti più quello degli scrinori turchi in Germ~mia. che quello degli autori francofoni in Francia). significa volontà di parola, di contatto, bisogno di farsi ascoltare. di produrre domande.di offrire proprie intcrprct,uioni sul paese in cui si vive: è, insomma. una provocaLione al di.llogo. al confron10-scontro. se necessario: la domanda di accoglienza non si limita più e soltanto all'ambito socio-economico, ma si estende aquellocul1urale. La scehadclla lingua va.dunque.di pari passo con quella dell'interlocutore: ..i destinaiari di ques1i libri siamo noi. non certo i senegalesi. i marocchini o i tunisini: dalle pagine di questi immigrati il leuore non solo viene a sapere i retroscena drammatici e pietosi di un problema che lo assilla. di tanti fatti di cronaca che occupano i giornali. ma M:Oprcciò che si dice di lui. In queste Morie il pubblico non vuole solo vedere. vuole essere visto, giudicato dal punto di vista dcll'altro··--1. Un.i prim.i chiave in1erpretativa dei libri presi in esame sta appunto nelropportunità. per chi vi si .1ccosta. di leggere se stesso e il proprio universo da un ·altra tmgolazione: uno dei loro meriti sta nel fornire una sorta di geografia alternativa, gremita di punti di riferimento, luoghi. saperi ... 1ipicidi chi non è di casa in Italia. ma cerca con tes1ardadcterminazionc un proprio posto. Si ricava 1alvolta il resoconto di miserie tutte nazionali. il Sud teatro di una sorta di guerra fra poveri, il Nord con il suo efficientismo omologante. forse falsamente cortese, nel migliore dei casi paternalistico. E intercss,mte è notare. però, che dell'Jtaliaedcgli i1aliani non vengono offerte visioni unilaterali, schematiche, banali. Se gli s1ranieri non sono lutti uguali-non

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