Linea d'ombra - anno XIII - n. 106 - lug./ago. 1995

VEDERE,LEGGERE,ASCOLTARE 75 JEANCLAIRALLABIENNALE VIAGGIONELNOVECENTO GianfrancoPardi "Porre il problemadel corpo e del volto, ili q11esto scorciodi secolo ossessionalodal sesso, dallamalattiae dallamorte era 11110 deipossibilifili co,uluttoridi que.sra rijle.tfio11e. È quelloche obbiamo seguito". Jea11 Clair Di unacosa bisognasicuramenteringraziareJeanClairper la grande mostra che ha organiuato in occasione del centenario della Biennale di Venezia: ha suo malgrado dimostrato che le grandi operedella piuuradiquesto secolopossonosopravvivere a qualsiasi maltrattamento. Caricate a fort.a su una specie di vagonepiombato,strattonatecon inauditaviolenza.strettesu un percorso così impervio dalla ossessione didattico-classificatoria dello studioso.beneo malese la cavanoe con qualchepuntadi malcelato orgoglio di classe. sgomitando. nei limiti del possibile perché lamostra è molto fitta. riescono a farla in barba al loro torvo persecutore. La mostra di Palazzo Grassi offre al visitatore una selezione di opere di eccezionale qualità. Allineate nelle sale secondo un percorso tcmatico.spiccanocomecrisialli luminosi nella penombra claustrofobica immaginata dal curatore. Opere che. insieme ad altre non presenti. hanno rivoluzionato quella che Cézanne chiamava •·ouica" del nostro tonnentato secolo. Proprio la riproduzione di un quadro dì Cézanne apre la mostra; incastonato come una finestra luminosa in un enomlC e plumbeo quadro di Denis. scmbm volere suggerire quel percorso possibile che l'ideatore della mostra non ha voluto o potuto seguire. Un percorso incerto. dilat:i.to, che, aumversato dal dubbioso esitare della ricerca o dalla lacerante provocazione dello sberleffo nichilista. ha saputo reagire e lottare contro le grandi utopie assolutiste di questo secolo così come ha saputo opporre resistenza ai ricorrenti tentativi di imporre una qualche fonna di ritomo all'ordine in nome di una sana critica delrelitarismo dell'avanguardia. Dice infalti Jean Clair nel testo di presentazione della Biennale che ''il decennio che ha osato sottoporre a critica tutte le avanguardie - politiche. filosofiche. tecnologiche - non ha osato affrontare la doxa dell'avanguardia" e ancora: "Che 06is1a una avanguardia, e che sia questa la pietra di paragone della creazione artistica, è un credo che nessuno osa contestare .., E ancoraci spiega: ··L'immagine rimane un tabù, laddove gli scritti, i libri si lasciano più facilmente contestare." Ma davvero nel secolo delle grandi utopie gli artisti eranoeosl supinamente allineati al dominio politico, filosofico o tecnologico che mutilava la storia? Se per doxa dell'avanguardia Jcan Clairintendc che nel susseguirsi sempre più frenetico dalle mode, in grande misur.\ detenni nato clallamerrnmiliw,zio,ieemuseifirnzione dell'arte. si è assistito al prevalere di volta in volta di una corrente sull'altra, all'appiattimento dell'arte ufficiale su schemi ritualmente manieristici, non credo che il suo veemente attacco all'arte ''edonistica'' possa sortire un qualche rimarchevoleeffet• to. In ordine almeno a quella che appare come una nuova crociata contro il fonnalismo e la "litania modernista''. Questa tenninologia, così simile, purtroppo. a quella usata dal nuovismo politico tanto in voga in questi anni, altro non sembra che w1 affrettato allineamento alla moda semplificatrice di un ceno qualunquismo politico che sta allargando la sua azione al "culturale''. Altre, più autorevoli rivoluzioni culturali, non sembri un caso, attaccavano l'arte modema,e il rock 'n' roJ/, usandoglì stessi abominevoli strumenti propagandistici. In tutti i circuiti di Fonnula Uno e di tutte legare di alta velocità si stanno da tempo approntando le cosiddette "vie di fuga", sono grandi spazi riempiti di sabbia fuori dalla parte esterna delle curve veloci. servono a far si che in caso di uscita dal tracciato. le automobili, o le motociclette, non incontrino ostacoli pericolosi ma vadano rapidamente a perdere velocità per insabbiamento. Questo della veloci1à. della perdita di aderenza, è un po' il problema dell'arte in questo secolo di grandi rivolgimenti e di grandi accelerazioni, l'arte cerca disperatamente di non uscire di strada. Ma non ci sono vie di fuga! Nell'epoca che ha sperimentato le grandi guerre di massa, i campi di stenninio e la stmge atomica, che ha visto la nascita e la caduta delle grandi ideologie, il consolidarsi delle grandi rivoluzioni nlCrcantile e tecnologica. il lavoro, la parola degli artisti hanno sempre testimoniato una posizione di margine. L'artista sa che il suo è un balbettio disperalo: ma il silenzio sarebbe terribile. 11 margine è il territorio della poesia. Da quel margine che si affaccia sul nulla. da quell'indefinibile confine che non supera il suo limite estremo lo sguardo si fa acuto. Queste zone di confine. lontane dal clamore del centro. dalla luminosità accecante della conccntrnzione dei fuochi. favoriscono un ascolto aperto e uno sguardo penetrante. Può sembrare questa una definizione verosimile di una pane essenziale della pittura contemporanea? Non sarà stato. il Novecento. ''il secolodell'autoritrauoe non dell'arte astratta?", si chiedeJean Clair, e si affanna a dimostrare questa stravagante, originalissima tesi esponendo di Mondrian un'autoritrauo. Colpo da maestro. come se per dimostrare il contrario avesse di Bacon esposto i giovanili quadri astratti. Si rassicuri ilcuratore Jcan Clair, questo è stato il secolo aperto dalle dcfonni bagnanti di Cézanne, e dai corpi contorti delledémoiselles di Picasso. questo secolo ha visto gli alberi di Mondrian scomparire dì giomo in giorno sono il peso di una oggeuività. insostenibile, gli allucinati autoritratti di Beckmann sottratti con la ferocia della sua pittura all'illusione dello specchio. le brutali ma poco "tautologiche'" donne (americane?) di De Kooning, corpi riscattati alla devastazione dalla sensualità della pittura, i feticci iconografici della Pop americana insieme al corpo, alJ'oc. chiodi Rothko impiastrato alla telachedipingeeall'ariadi Parigi dì Duchamp e al boogie-woogie di Mondrian e all'esasperata, ossessiva acutezza dello sguardo di Morandi e ai corpi debordanti di Matissc risucchiati nel.colore. Quei corpi, irrigiditi nella. luce, delle bagnami di Cézanne. sono contemporanei al quadro di Dcnis che apre la mostra. Quei corpi che chiudono tragicamente l"epoca romantica. che annunciano una definitiva rottura con una concezione letteraria, simbolista della pittura del diciannovesimo secolo e che con violenza inaudita vanificano l'illusione naturalistico scientifica

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