Linea d'ombra - anno XIII - n. 106 - lug./ago. 1995

7 4 STORIE/NOTARI dal campodi concentramentoper recuperare i capolavori lasciatia Victri.Mi chiesedi accompagnarloa casa. "'Perstmdaparlammodegliamicistranieri.Glidissichequierano rimasti in pochi. Allora Max, leggendola miaansia.accennòaquel giorno... al viaggio.Dissedi aver perso le traccedi Gcnrud e degli altri quasi subito. Era stato il p1imoa scendere: a Viterbo. "Facemmoil restodella Via Nuova senza parlare. "La casacmstatasaccheggai rn.Non trovammopiù nulla.senon dei cocci all'ingresso.Mi chinai per raccoglierli. "Li ricordoancoraquei capolavori.Max nonavevavoluto mai venderli.Conservava i primipannellidi Dolkcr. fatti quandoancora erano soci: scene mitologiche.raccontidcli' AnticoTestamento. le famoseprocessioni.C'erano i servizida tavoladelladittaCantagalli di Firenze.decoraticonbellissimescenedicacciaalcinghiale,epe1.zi di Guido Gambone.di IreneKowaliska.di GiovanninoCammo. ··Max pianse.Fu l'ultima voha che lo vidi.'' ··u avete ancorar ··cosa?'' "Quei cocci.'' "'Certo,1ornatoacasali esaminai attentamenle.Appartenevano a due opere diverse. Provaia mcucrli insieme:da unaparte il muso mansuetodi un asinello verde ramina, un pezzo di tunicaquadrci., tata. una stella. gli occhi scuri di una popolana; dall'altra la punta di un· isolarigogliosa,uno specchiodi mare trasparente.una frotta di pesci. Non ci voleva molto per riconoscerli, nel palmo di una mano sola stringevodue anni della mia giovinc1.za,il ·35 e il '37. la poesia di Irene Kowaliskae un'Isola felice di Guido Gambone. "Da quel giorno cominciai a raccogliere tulli i cocci che trovai neicortilidellefabbriche.negliangolideidcposi1i.nellediscariche.·· ··Perchénon collezionaste oggetti inlcri?Nonera meglio?" "Potrei dirti perchéero povero. Ma non fu per questo. Fu solo perchéi cocciconservavano pc.- me tuna ladrammaticitàdc11·cvcn10 che ne causò ildistacco.Nellaloro fonna stessa.spigolosae agu1..7...;1, c'era qualcosadi dolente. ··Perchémidestavanonostalgiae struggimentoper1·operaintera. e unacuriosità inappagabile. "C'era sempreunsuonoad accompagnarli.omeglio lamemoria di un suono:un tonfo sordò. un rumorea cascatadi pezzisparsi.uno schiaffodatocon rabbia.una voce che ammutolisce.'' li ragazzoavevaraccoltoun frammentoe loandavarigirandofra le mani, conlC se volessecarpirne il suono. "No. questoonnai è muto.·· Allameravigliadel ragazzo.Procidacontinuò:.. Fuper casoche scopriiil fenonlCnoE. rogià stancodei suoniche andavoraccoglien• do, si avvicinavaperme lastagionedel silenzio.quandounamattina, passeggiandosulla spiaggia, fui attratloda qualcosadi lucente che affioravadalla sabbia. ·'Era uncoccio:pochicentimetripunteggiatidicobaltocdi giallo. Lo fissai incredulo. se non avessi conosciuto a memoria i suoi pannelli,avrei dubitatodei miei occhi. Ma lo s1iledi Gamboneera inconfondibile. "Erano passatidicci anni dal lugliodel '56. quando i giomali di tuttoilmondoparlaronodelrAndrn, Doria. Già invistadi NewYork. crJ stata speronata da una na,·e svedese. Il relitto si era inabissato ncll'Atlanticon una profonditàdi scuantnmetri. "Quel giorno Guido Gambone non venne in fabbrica. A cas.1 pianseil lavorodi unanno. il suograndeorgoglio:idicci pannelliche l'architetto Zoncada veva sceltoperarredarela piùprcs1igiosnaave italian.1dcdl opoguerra.Nonti s1oadescrivcrli.tidiròsolochcpcrnoi della fabbricaera statodifficilesepararcene. "Ora il mare. dopo dieci anni. aveva restituito un framnlCnlo dc11·opcrad. opo averlaCU!)to<linteall'oscuritàdei suoi fondali in un ~\ltrocontinente. ··Provaiad ascoltarneil suono.Miaspettavol'urlo dei passeggeri o il piantodelledonne,che so. una voceal nlCgafono losfor1.odelle macchine.oppure l'ultimogigantescorisucchioche inghiottìdcfil1itivamcn1e l'Andrea Doria. ··inveceniente, il framnlCntorestòmuto. Fu lo stessocon lutti i cocci che raccolsisulla spiaggia. "Ci volle del tempo per capire: il mare, arrotondando i loro spigoli, aveva distnmo ogni rappono con l'opera i1uerJ, reso impossibile la ricostnJLione. I suoni lentamentesi erano smorzati. avvoltidal buioe dal silen1iodelle profondità. ··Forse è per questoche i vecchimarinaiannullanolasventuradi unospecchiorotto(ben sene anni),gctrnndoin mare i suoi frammcn• ti.'' Si fece sera. ma la sacca non si riempì. Ilvecchioe il raga7..7. .0 rifecero i centoventiscaliniperritornarein Via Scialli. Il raga1.zoavevain serboun'ultimadomanda.Parlò5iOloquando si fennarono alla rotonda.per riprenderefiato: "Perché li raccoglietese non hanno più suono?" E Procidarispose:"Sono per la mia tomba". A ,·,·ertcn-za Figureispiratrici.da un punto di vil>taei;clusivamcmeartistico.sono siate Salvatore Procida e GuidoGambone. grandiceramisti. Ma il protagoni..,ta della storia.MicheleProcida. è un pcrwnaggiodi fanta.~ia. coslcome la sua vitae ogni ~i1um-.ioncarrata.Qu:11.~iasi riferimento a pcn.onc reali. perciò. è del tulio casuale. (Domenico Notari) da Phihppe De P1erpont e disegnato da Stefano Ricci. Una s10fla cupa. 1ra magia e follia. m cui Stefano Ricci, Philippe De Pierpont Gr:1naia Press, Collana Trame 64 pagme. 8/N, L. 12000, in libreria Osca(Cosulich, L'Espresso Nicol:.~ un pas1orela cui unica compagnia~ quella del soo cane e dtlle pecore che conduce al pascolo, Mariaflgclauna canlante di rama internazionale, la cui camera s1 ~ misteriosamente in1errot1ae che vive scolpendo delle inquietanti smue in una cava di tufo. Tufo racconta l'impossibile n'lppor10 111N1icolae Mariangela, scri110 l'osscss1v11dàel 1ema t resa perfettamente dal segoo, un "nero su nero" da cu, la loce sembra banchta e che pemlelte di dtsumcre i contorni dei pro1agoois1i solo auraverso il filtro di una OSCUl'llà dell'anima, capace persioodi annientare il sole del meridione italiano. dove si svolge la vicenda. ... attorno, ignoran1e ironia del paese, di gente concreta oberata da d1socc-upazione cantieri chiusi. Sullo sfondo appalti, clientele e autostrade non terminate. Forse, per questo, Nicola il pastore ha peno il senno. Thomas Martinelli, il manifesto

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