4 • ~ EX-JUGOSLAVIA EX-JUGOSLAVIA: UNA GUERRA VICINA SARAJEVO DELL'IMPOTENZA DEIBUONISENTIMENTI Gia11Jra11Bceo11i11 Ho provatoun cupo sentimcn10di gioia. un giorno di giugno. quando ho sentito alla radio che era iniziata la "controffensiva dell'esercito di Sarajevo" contro gli assedianti serbo-bosniaci. Avevo incontrato.pochigiomi prima. il sindacodi Sarajevo.Tarek Kupusovic. EmvenutoaVenezia.città gemellataalla sua.nelcorso di un viaggio in diversi paesi europei per sostenere la causa bosniacaA. vevadovutouscirea11ravcrsiol tunnelsotto1·aeroporto. unica.foticosaviad'uscita dalla capitale bosniacaquando 1·assedio e l'aggressione si fanno più feroci. Da poco. infatti, il cerchio di mortee di violenzasi eradì nuovo strettoattornoalla città, dopo la lunga tregua dumta dalla scorsa primavera fino a questa (tregua. s'in1ende. qu0lidianamen1einfran1adai colpi dei cecchini e dei monai. ma che almeno consentiva i rifomimcn1ie le missioni autoriuate). Il nos1roamico Kupusovic- il legame fra noi venezianie lui. infaui. si è nel tempo fauo solido e intenso.durante vari viaggi sia nostria Sar..tjcvosia suoi. e dei suoi collaboratori.a Venezia- ci aveva raccontalodell'insostenibile situazione in cui versavaonnai Sarajevo.C'eravamo stati. l'ultima volta. a gennaio. Facevamolto freddo. i rifomimcmierano precari. ma giungevano: la treguaera ancora in vigore (anche se il giorno dopo la nostra partenza, l'ala dell'Holiday lnn incuieravamoospitati è statacolpitada unmissile: tanto per dire. Molto peggio, naturalmente,cm comunque andata ogni giorno agli abitanti). Rispetto ad allora. a quella situazione comunquedurissima. lecose sono precipitate- racconiavaKupu• sovic-e laciuà ricominciavadaccapo inunabissodidisperazione, paur..te bisogno. Da pochi giorni. tra \'altro. cm stato ucciso il giovane ministro degli Esteri bosniaco che avevamo incontratoa gennaio: moderato, lucidissimo,amante del dialogoe della trattati• va. era un uomo dalle idee chiare. democratiche. Ci aveva molto impressionato nel colloquio. Aveva posto a Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, domande molto pertinenti sulla situazione italianaeperfinosullasituazionedella nostracittà (suisuoiproblemi ambientaiieculturali. suIlasua naturadi città ··orientale''e mul1icul• turaleda sempre). L1 no1iziadella sua mone, avvenutaa seguitodi un attacco missilisticoall'aereo che lo trasponava, ci avevamolto muristati. L'incontro con Kusupovic aveva accentuatoquella tri• s1ezza.nel ricordoe nellaconsapcvolez1.adi aver perso una figura importan1etr..ìquelle impegnate nella difesaconcreia della Bosnia e del suo spirito pluralista. Così. pochi giorni dopo. quando fu annunciato l'inizio della controffensiva.nel tentativofinorapiùstrenuoemeglioorganizzato di spezzare l'assedio dopo più di tre anni terribili,quel sentimento gioiosononpoténonrisvegliarsiC. erto,nellapercezioneacutadella suacontraddittorie1à.dellasua cupezza.appunto.Nonci puòessere limpidagioia di frontea un auodi guerra. nemmenoquando. come in questo caso. si 1rauadi una guerra di liberazione nel senso più proprioe lcuernle. Per molto più di mille giomi, ormai. giorno dopo giorno. ora dopoora. gli abitantidi Sarajevohannoconfidatoinuna liberazione che prescindessedalle loro forLeesauste e disorganizzate.Giorno dopogiomo. hannoprovvedutoaconsolidarlee a megliostrutturar• le, quelle forte. ma li ha sempre accompagnati la consapevolezza del divarioconquelledell'aggressore. E.ancor pili, la fiducianella comunità intemazion,1leo. comunque. l'incredulilà di fronte all'ipotesi che il mondo potesse davvero lasciarlicrepare così. Ma è quelloche invece è successo: il mondo, la comunitàinternazionale, laNato, l'Europa.Clintoneccctcra, lihannopropriolasciaticrepare così. Riscossi dall'incredulità. usciti dal trauma dell'abbandono, hannodunque deciso dì fareda soli. Ostacolatidall'embargo sulle anni. che pone assurdamenteaggredito e aggressore sullo stesso piano. hanno preparato il tempo della controffensiva, cioè della guerra di liberazione. È difficile ora, per chi abbiaconosciuto i difensori di Sarajevo inquestianni,nonsperarechece la facciano.chevincanoconleam1i laguerrache ladiplomazianon è riuscilaa fcm,areeche la"polizia internazionale··non è riuscitanemmenoa ricondurreentromargini meno ferocie indiscriminati.Sulle ragioni di questa ignavia occi• dentale ci sarà da rinettere. Vi ha certo contribuito una tendenzaa meuere tuni sullo stessopiano, come se si trattasse davverodi una situazionenellaquale tortieragionivannocquarnentcspartiti,come se laBosnia,e Sarajevoinparticolare.nonfossero.crist:'11in1amente. le vittime, e solo le vittime. principali di questa vicenda. Che possano. in futuro,1rasfonnarsia lorovolta inaggressorie persecu• toridi qualcun altro. non è impossibile.Come abbiamovisto tante volte,chi subisce torti non riparabilia volte può ripeterlia danni di altri. Ma intanto,centinaia di migliaiadi persone sono ostaggio dì unveroe proprioesercitodi serial killers guidatoda odiosi fanatici, se non da veri e propri psicopaticie criminali di guerra.. A propositodi qucs1ocalderoneipocrita.nelqualetoni e ragioni si mescolerebbero,vadettoche probabilmenteesso è talesopratlut• toperi pilicinici responsabilipoliticidell'Occidente.Credo, invece, che agliocchi dell'opinione pubblicasia benchiaro chi è la vittima e chi l'aggressore. L'infonnazionc, sulla guerra.dì Bosnia, su tutta lavicendadell'ex Jugoslavia, ha fauobene il suo dovere. Anche in questi giomi di ripresa feroce dell'assedio siamo stati raggiunti puntualmente dalle corrispondenze degli inviati delle tv e della stampa(io hoseguitoquellepreciseedrammatichediAdrianoSofri su "l'Unità" e di Guido Rampoldi su "'la Repubblica", due ira i principalie più motivaticonoscitoridella cittàe della sua tragedia; maanchealtri.peraltretestate,lohannofatto).Econtinuanoa uscire testi di interpretazionee documentazioneodi testimonianzadircua,
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