Linea d'ombra - anno XIII - n. 106 - lug./ago. 1995

NOVITÀ Ciinther Anders ESSEREO NON ESSERE DIARIO DI HIROSHIMA E NAGASAKI A cinquant'anni dalla bomba atomica una rinessione di drammatica attualità. Il 6 agosto 1945 è cominciata una nuova era: in qualunque momento, ora. l'uomo può trasformare l'intero pianeta in un'altra Hiroshima. I doveri morali nell'era atomica. pp.256.Lire 15.CXX> Paolo Bertinelli DALL'INDIA Un panorama pressoché completo di una produzione letteraria di straordinario interesse. il romanzo indo-inglese e della diaspora indiana. Un profilo della letteratura indiana in inglese attraverso i romanzi e gli autori apparsi in traduzione italiana pp.168.Lire 15.000 Norberto Bobbio ELOGIODELLAMITEZZA E ALTRI SCRJrn MORALI Per la prima volta una raccolta di scritti di Norbeno Bobbio che si collocano nell'ambito della filosofia morale. Verità e libertà. Etica e politica. Ragion di stato e democrazia. La natura del pregiudizio. Razzismo oggi. Eguali e diversi. Pro e contro un'etica laica. Morale e religione. Sul problema del male. pp. 224. Lire 15.000 Bianca Guidelli Serra STORIEDI GIUSTIZIA, INGIUSTIZIA E GALERA Cinque casi esemplari che hanno segnato nell'arco di mezzo secolo la memoria e l'identità del l'autrice: testimonianza dcli' impegno politico e sociale di una famosa penalista democratica. pp. 160.Lire 15.000 Cees Nooteboom COMESI DIVENTAEUROPEI? Un grande scrittore si interrogasull'identitàe il futuro del vecchio continente in un vivace ìntrecciodi analisi storico•culturali, narrazione autobiografica e ironica riflessione sul nostro presente. pp 112. Lire 15.000 Amitav Chosh DANZANDOINCAMBOGIA L'indagine di uno scrittore indiano su Poi Pote sul suo ambiente, i suoi familiari, i suoi maestri e seguaci. Non una guerra civile, ma una guerra contro la storia. A cura di Aww Nadoui pp. 80. Lire 12.000 1 LiNEAD'OMBRA 7 A .P E ·R T V R -E riflessività nelle istituLionie negli attori, altrimenti una debole governabilità scivola facilmente verso un degrado opportunistico cd occasionalislico. ben sperimentato in Italia. o verso 1en1azioni populis1ee di democrazia autoritaria. Piùinpositivo.a partiredai limitidella razionalitàpr.:11icabileda attori. organizzazioni ed istituzioni. il problema della ricerca di limi1idiventaequivalente a questo:occorre valutaresempremeglio glieffettinon voluti.daun lato nel sen"°chc l'attore deve fare la sua pane per intcmalizzarli. dalraltr.:1perché collenivamente è indispensabile utilizzare i limiti come occasione di apprendimcnlodi nuove soluzioni. Di questo si tratta in lutta la tematica dei beni ambientalie culturali a rischio. li limite si trasfonna in possibilitàquando è un legarsi le mani consapevoledelle responsabilitàdi chi agisceed anche un inizio di scavo di una diffcrcnta un il tecnologicamentefattibilee il social· mente accettabile. È evidente che non si trattadi mura.ma solodi sogliecui accostarsicon piùrispetto e più intelligenza.Anche i limiti che ci poniamo sono mobili in funzione della nostra intelligenza dellecose ovverodi quanto riusciamoad apprendere.L'assenza di limi1i.connessa allo sviluppo delle potenze sociali che abbi:uno ricordato. è una fonna di ouusità: infatti il suo impatto è distruttivo immediatamentee scaricasulle futurcgenerazionicos1ie condizio-- ni ai limitidella tollerabilitàe della sostenibilità. Per lavorare sui limiti si 1raua di valorizzare le risorse che abbiamo: principicoslituzionali, regole. standard.saperi. tematiz• zazioni intelligentidei problemi che sentiamo pili urgenti. Non si tratta di moralismie mornlità.madi scelte pubblichepiù razionali. Del resto solo queste possono contribuire a modificare il senso comune. intcriori1.zn10dalrattorc autointeressato, che ritiene il mondo ai suoi piedi e il suo prossimoun fesso da bidonareappena possibile. 4. Comelaquestionedei limitiabbiaachefarecon altrilemi.con quellodellacomunitàequindi del populismo.forscomè piùchiaro. Lasch certamente pone il problema dei limiti piuttosto in rcla• zionc con lo sviluppo di un certo tipo di individuonella societàdi massa (sullo sfondo delle analisi di Riesman. Della personalità autoritaria. di Beli e aggiungerci e volentieri anche nomi come Coles. Kcniston.Slatero Lifton)che nega il legamesociale,quindi non riconosce limiti e responsabilità sovraindividuali. Dietro a questo individuo sta il declinodella comunità (evidentementenon la Gemeir,sclu,ft. ma la .rn,a/1tmrn. il villaggio di frontiera o il quartiereoperaio e di piccoloceto medio). Salvo grossolani fmin• tendimcnti. ben possibili data la semantica del tuno diversa della parolanegliUSAe inEuropa.ilpopulismosarcbbcquella ideadella politica e della democraziache penncue ,1 un individuocon radici e responsabilitànellacomunitàdi farv~1lerle propriebuoneragioni (autonomia. libertà, indipendenza,autogoverno,senso del dovere, virtùciviche e perlino forse una fonna di internazionalismocome quellopraticatodamassedi soldatinelledue guerremondiali)anche in una societàdi massa. inunastruuuracontinentalcconfedcrale:un populismoche affronta i problemi sociali con un mix di politiche sociali centrali e il ..rimboccarsi le maniche··.qualcosa il cui seme da noi è statopercepibilesolo nell'afremuu/J di disastricolleuivi tr.1 Seveso e terremoti o alluvioni varie. Un populismocosì inteso è capace di darsi e riconoscere limiti (anche nel senso indagatodalle scienze sociali)e soprattuuocostituisce un limite polente a quelle potenze scatenate da cui siamo partiti. Il tema è suggestivo. la rispostaproblematica. Siamo rinviati da questi problemi alla questione dell'erosione delle basimomlidellanostmsocietà-un tema tantocaroa Pasolini -e di conseguenzaall'erosioncdclla relazione fiduciariache lega ciuadini ed istiluzioni.ed anchegli individuitra loro.Di inefficien-

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