Linea d'ombra - anno XIII - n. 106 - lug./ago. 1995

scolarizzata,un JXl' analfabe1adi ri1omo.un po' conrusa e frastornata dalle mille offerteculturali del giorno. Vinto lo scoramentodi queste e analogheconsiderazioni. ben sapendo che siamo condannati a questo true tmd 011/y 1,eawn. veniamoai temi di Lasch. 2. Vengono in menlc tanti pensieri di fronte ad un'operacosì unitariae politematica.Tocco però solounpunto:laricerc:1dilimiti. chehaconnessionicon altri temi comequella dellacomunitàedel populismo. Sul limite È un tema caro a Laschperché trasversalerispettoa unaserie di questioni cruciali nei suoi studi. Infami. il limite come problema della modcmìt.1d.eriva dalraffcnnazionc di due potenze scatenate (nel sensodel Prom,,1l1euws1bo1111tletl di Landes): la 1ccnologia. cioè l'incremento sistematico dell'ambi10di ciò che è fattibile,e l'individuo ipcnnodemo. au1oi111eressateov. cn1ual1nen11e1arcisista. monade del consumoe dell'appropriazione. Le due potenze si coniugano. nell'esperienz;.1s1orica del Novecento. nella fonna egemonica della grande organiuazione razionale rispetto allo scopo. Nessuna di queste for,..c:tecnologia, individuo, organizzazione è in grado di darsi o r"iconoscerclimili. Eventualmenteun limitederivadalla lorostessa hybris: quandoesageranoe s1rafanno finisconoper au1odemolir.,i.Icosti soggettivi.collcuivi e socialidi questi ••fallimenti''(come del restoquellidei loro"successi'') sono enonni, e in molte aree ci hanno condouo vicino alla soglia di rouura: non sostenibilità.non riproducibilitàe vasti ·•cimiterisono la luna" di sperimenti tecnologici. sociali o anche individualicon esito 1ragico. Po1en,...scenza limiti.specialmente senza la capacità intrinseca di darsi limiti,assumono la fonna di alloridcresponsabiliu..ati.anzi irresponsabili.Latecnologiaconoscesolo la viadi terapieomeopatiche(malio rischi tecnologicisonocuratidalla ricercacd adozione di ulteriori tecnologie)che spesso risuhano i,urogenea loro volta. L'individuo possessivo e autointeressato tende a recidere legami sociali.pesi ed oneri. sempre meno disposto a contribuire (per via fiscale.con la cooperazione. l'oblazione o anche la semplice elica professionale)a risarcireil suo i111cnscoonsumo di reni pubblici. Non è un caso che nell.i società dei 2/3 i gruppi sociali più deboli sopponino il massimo onere fiscalee la massima deprivazionedi beni pubblici. La grandeorganizzazione(non è qui necessariodis1ingucrctra grande impresao grande apparntoburocratico pubblico,perché le logichesono assai più prossirne sottoquesto profilodi quanto non si creda)prosperasullediseconomieesteme prodotte, rompemolti cocci che poi s.:ìr:.cìompito di qualche altro sanare (l'operatore pubblico. se può. più s1~sso individuie famiglieche sopponano i costidcli' adauamentoallacontinua 1urbolen1.daelleorganizzazioni complesse): ambiente e materie prime. ma anche professionalità. culture. identit?l,s1n111ucreomunilarie. vinù. Limi1inon se ne può, né vuole imporre;già lecondizioni della competitività internazionale impongonodi cslemalizzare il più possibile le voci di costo e di intemalizzarealmassimotulle lerisorseprovenientidal1·ambiente na1uralee sociale. Quindi limiti pochi. e fragili e subito obsoleti. Eppure nelle societàdemocraticheci sono vincoli:dalla costituzione all'impero della legge. dalle regolazioni fini ai principi costituzionali.dalle residue vinù celate nella base moraledella socie1à,agli anivismi civici. È chiaro però che. sebbene i regimi democratici siano in qualche modo regimi 1empera1i.basati sul compromesso e sulla compensazione,e legiuimati proprio dalla lorocapacità di rendere disponibilibenipubblicinellaqualitàequantitàd~iderata, viviamo DONOLO SU LASCH 3S un equilibrio instabile. precario e sempre prossimo al collasso. Limiti vigenti sono spesso inefficaci, la modernizzazione li usura continuamente. nuovi limiti ;mdrebbcrocercati, ma spesso non abbiamo a disposizione istituzionie processi di selezione sociale ada11pi er individuarnedi nuovie piùefficaci.Oppure i tempidella ricercasonotroppo lunghie lasoluzionearrivatroppotardi.Si pensi alle rincorse tra fattibilità tecnologica e regole nel campo delle biotecnologieo anchedelle comunicazioni di massa. 3. Da quanto finora dello dovrebbe essere chiaro almeno un pun10,che giustific.:ila 1roppolunga prcmes!)a:l;.1qucMioncdei limiti non è filosofica.ma sociologica.deriva da evidenti contraddiLionidellatardamodernitàe puòessereesplorataproduuivamente solo con gli strumenti delle scienze sociali. Ovvero "il principio responsabilità..(Jonas)deve esseresociologicamenteinfonnaioo è privo di sensoe di sostanza.Perciòloscartoo lamancatacomunicazìo!le dì cui parlavo all'inizio mi sembra pericolosa cd anche, oggi. ~o seria. Accenno velocementecome. nelle scienze sociali. si conlribuisce a 1cmatir.zarcla questione dei limiti. Il punto d'attacco più rilevante resta la tesi della razionalità limi1ata(Simon) e difficile (Elster.Calabresi.Levi.Schellinge tantiahri). Si 1rat1,dti unacritica immanentedel paradigmadell:Jra,ionnlità sinotticache sottolinea i limiti propridell'elabomzione della conoscenza. della previsione e della capacità di concggere errori propri non solo della mcnle umana. ma - ancor più - dcll'intelligcn,.a delle organiu..11.ioni complessee delle is1itu1.ionsiocialiingenerale.Suquesto sfondosi svolgeattualmenteun comple~solavorodi dcco!.lru1ioncdel paradigma neoutilitaristico(si pensi ai lavori di A. Sen. ma anche agli scrini di Pizzomo) dell'attore. Un'implica1io11dei questi approcci -qui ovviamente appena accennati-e la '•riabilitnzionedellaragion pratica··di aristotelica e kantianamcmo1ia.ovvero loslittamentosemanticodella no1ionc di raLionalitàversoquelladi inlelligenza(legata al sensodell'agire e alla cap.1citàdi autocontrollo dell'attore) e di sagge1.z. .a. intesa appunto come senso del limite nelle cose pratiche, che porta a valori1.zarcle fonnedi collaborazionetra saperi.poteree saper fare diversi in una specie di reciprocadivisione dei poteri e quindi di autocomrollo.Tante attualidiscussioni sullabioclic;io sui processi di innovazione o sullo sviluppo della capacità istituzionale per governareo innesc:.ìreprocessicomplessi vertono i ntomo a queste antiche e sempre nuove idee sull'agire sociale e sulla fonna del legame sociale. Ahrc fonti per rine.~sionidi questo 1iposono Siate le analisi sull'implementazionedelle politiche pubbliche con la ··scopena·· delle loro controfinalitàe in generale della connessione altamen1c sorprendentetra problemie soluzioni (da l-lirschm:.111 , Wildavsky. da Boudon a Olson). con la conseguCn1epossibilità di concepire politichepubbliche"fini'' (diques1osidiscuteIragli addettiai l,wori all'ombra della crisi dello staio sociale.men1rei dcci!iorial vertice menano fendenti alla cicca), ovvero di passare nel campo delle sceltecollettiveda una logicamcccanicis1icae protomodem.:n1una più tennodinamiea, più allenta ai circuiti alle retroa1.ionì.alle reversibilitàe agli cffc11di i alone. E ancora lutto il dibattito sul rapporto trJ istituzioni. rischi. tecnologie(specialmentedopo il lavorodi M. Douglas) richiama raucnzionc sulle logiche intricate della vita istituLionale.il loro rappono con la fom1azionedelle prefercnLcdegli individui. le canaliu.azioni per le sceltecolleuivc. In rapponoalla politica,si sotlolineachcgovernabilitàesocietà comple.,;;ssaono tennini quasi antitetici,e che untlloroconnessione produttiva è possibile solo tramite un incrementodi intelligen,.a delle istituzioni sociali. Si trana di puntare su un incremento di

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