Linea d'ombra - anno XIII - n. 106 - lug./ago. 1995

34 BERARDINEUI SULASCH com:relo una visione uitica dei rapporti sociali e dei feticci ideologici. 4. Ora che l'alternativa comunista e rivoluzionaria è tramontata (e non vedo magie verbali e volontaristiche che possano resuscitarla)credochesia molto importante capiremeglio quello che già si sapeva: e cioè che il capitalismo ha una sua logica economico-socialeche non i ncremcnta lademocrazia. non mantiene in vita i principi libcrnl-dcrnocrn1ici.ma anzi li contraddice. li nega. li 0s1acola. La democrazia. e perlino l'etica liberale. che sembrano ideologie moderate. in realtà sono '"utopie", ideali orientativi che devono esercitare una funzione critica, di controllo nei confronti della trasformazionedi tutta lasocie1àin unmercato efficiente. Naturalmente la stessa ••filosofia·· liberal•democrati• ca. irrinunciabile come teoria politica, può e deve essere criticata sul piano culturale: devono essere messi sempre in luce i suoi limiti filosofici (che cos'è libertà? che cos'è l'individuo? a quali condizioni di cultura si tratta di reahà ed esperienze reali e non di princìpi astraui'!). Ritengo impossibile. illusoria, mistifica1oria ogni forma auuale di "rinasci1:1 religiosa". Lo stesso pensiero teologico contemporaneo (salvo eccezioni: per esempio Simone Weil) mi sembra spesso un'impostura. un abuso verbale. un vero e proprio ··nominare il nome di Dio invano" .. , Credo però che la nascita della cultura modemacheculmin.1 nell'illuminismo abbia anche ..amputato" fonne di sapere di cui ci si accorge di continuo di non poter fare del tutto a meno. Molte forme di pensiero e di sapere arlli·illuminìstico sono entrate nell'esperienza artistica e letteraria moderna. Sono learti che hanno per certi versi ereditato fonne di conoscenza più trndizionali che il pensiero scientifico tende a espungere e cancellare. e il pensiero teologico ripropone in forme astratte. retoriche. innccettabilmente arcaiche. Voglio dire che rileggere la Bibbia e il Vangelosen1 .a. Kierkegaard.senza Dostoevskij e Tolstoj. senza Fr.mzcr e Simone Wcil può far nascere fomle di religiosità posticcia. dolciastra. edificante ... L'interesse di pensatori come Nicola Chiaromonte e Isaia Bcrlin èdovu10 non tanto ai principi generali che qualche volta enunciano (non e· è principio generale che serva. ,i Ila fine. come toccasana critico). quanto piuuosto al fa110che la loro rincssione poli1ica e s1orica si serve di grandi testi letterari. mette in circolo quelle conoscente che si ricavano da opere teatrali. poetiche e romanzesche: il loro è un liberalismo critico. non è formale e tautologico come quello di Bobbio, ma impone. ix:r così dire, una alimentazùme culmrale più vasta e ricca alla riflessione etica e politica. Non si deve credere, insonunn. che il sapere ·•mitico··, 1cuerario. artistico. sia riformulabilc in termini puramente concettuali e traducibile senta residui in una teoria chiara e autonoma in se stessa ... Non c'è teoria sociale. non c'è ix:nsicro teologico o filosofia etica che possano surrogare quel "'senso di reallà" che viene dal I'esperien:ta di retta nutrita dnl rapporto con leoix:red" arte. Per questo. la nostra cultura politica e sociale corrono grossi rischi se il sistema culturale, il mercato culturale. la scuola e la trasmissione del sapere si inceppano o girano a vuoto. interrompendo il rapporto con quello che chiaminrno. un po' burocraticamente. il ··patrimonio culturale··. Qui l'intuizione allarmistica di Benjamin mi sembra giusta e tuuora valida: infoui tutto il pa'isato è in pericolo, se la stupidità o la barbarie oggi trionfano. Si tratta muuralmente non di ··conservare" certe opere e beni culturali. ma di mantenere auivc certe altitudini. la capacità di accogliere. •t5coltare. e magari ripetere, eseguire, riforeciòche è stato fono. E il mpporto col pas,.ato non è solo cspcric1u,a del singolo. è un rapporto sociale, anche se può riguardare un numero limitato di persone. CONGU OCCHIAPERTI CarloDono/o I. Ripensando ai temi di Lasch - ma il discorso non sarebbe diverso considerando il lavoro del vecchio Bell. di Senneu o di Bcnnan, cioè di modem i cri1icidella culturadiversamcntccollocati politicamente, ma tuni impegn;lli a cercare di decifrare processi di lunga durata cd esiti problematici della modcmità - sento un imbarazzo preliminare. pcnsando:.llmodo incui tali analisi possono entrare nel circuito della nostra comunicazione cultumlc e politica. L'imbarauo deriva da una scoraggiante constatazione: la comunicazione tra i risultati dellcscicn1.csociali, nella lomonnai fin troppo ramificata varietà. e la discussione filosofica. o anche solrnnto saggistica. è troppo carente o posta su binari equivoci per poter portare a risultati significativi. L1 storia di questa incomprensione è lunga.Oggi peròèdifficilmente giustificata. Va s0110iIneato infatti che la mancata comunicazione non è più imputabile alla cattiva qualità della ricerca sociale rispetto all'au1orcvolczza di quella filosofica: in molti casi si potrebbe comunicare ad anni pnri. Certamente è la sociologia la prima vinimn della carente o distorta comunicazione tra livelli della rincssione. Si impoverisce. diventa superficiale. Però necessariamente anche il pensiero filoso-- fico diventa sfocato e non infonnato. si muove nel generico, diventa impressionistico. Questa situazione viene poi da noicapitaliz.z..1tain due modi: o estremiu.ando l'equazione filosofia-narrazione (allora abbiamo diversi romans philosophiques. in cui l'elemento biogrJficodiventa importante. ma non nccessariamen1cmolto illuminante) o sforzando ancora una volta l'esoterismo della comunicazione filosofica. Una parte consistente della s.1ggistica (per esempio delrenncncutica lenemrìa) punta a riprodurre aura. là dove in principio non ci potrebbe più essere. Comunque sia. una sociologia teoricamente impoverita e una rinessione filosofica non solosen1..1 fondamenti. ma poco infonnata, difficilmente penne nono di ricavarequalcosadi significativo per 1·interpretazione della geistige Sit11a1iodt1er Zeit (secondo 1·espressione di Jaspers. ripresa da Habem1as). Voglio solo sottolineare rasscnz.a tra noi di prodotti confrontabili con l'opera di Lasch. odi Bennan o di Scnnell. E quindi anche la difficile vita che ,mende questi lavori. Accolti dal silenzio delle discipline socinli che lì dovrebbero valorizzare e dnl fuoco fatuo degli epigoni di un pensiero altrui. Le cause di questa insoddisfacente sitmuionc sono ceno di natura istituzionale (comeèorg,rniz.zata la prcxluzione e comunicazione del sapere qui da noi) e sociale, cioè il modo in cui una audience ristretta e disorientata si segmenta a seconda dei gusti appresi e dei gusti subiti: ci sono i ••fiss.ui''.piccole conventicole di tifìcio1uulos e di adepti (così fu con Foucault. così è stato anche. più nascostamente, per Batcson); ci sono i '"sugheri...sempre sballouati dall'ultima moda che si sussegue incessante; i "cinici .. per partito prcso(molti di questi devono rìlrovarsi oggi tm la 110111·elle mguedei liberali di sinistra): e infinite altre schegge di una società un (X)

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