Linea d'ombra - anno XIII - n. 106 - lug./ago. 1995

28 1APORTASU IASCH QUESTIONI DI FONDO Filippo La Porta Lo scorso anno è scomparso Christophcr L,sch. il celebre smdiosoamericanoche,sulla basedi unacultura interdisciplinare e di una curiosi1àappassionata verso la rcahà, ha affrontato via via remidiversi. tutti strettamente legati alla vita pubblica.allacultum. all'etica e al costume americani: dalle ··s1oriche.. ricerche sul narcisismoe sull'io minimo alle riflessionispesso impopolari sulla famiglia e all'ultimo provocatorio saggio sull'ideologia del progresso, li paradiso in /erra (di cui il libropostumo, The remlt of rhe élites, di cui amicipimnoalcune pagine.~,pparecome una sona di appcndiceeulteriorcapprofondimcnto).Laschhail meritodi porre le domande sulle questioni fondamentali. quelle su cui un dogma filosoficonovecentesco ci imporrcbOCditacere.quelle intornoacui consenso e dissenso sono dati per scontati. e che perciò vengono silenziosamenteconfinate nel privato. li destino e il sensodella vita; l'idea di rcaltàequelladi limite; i bisogni imprescindibilidell'essere umano (e dunque i "moventi" a cui attinge la sua energia); e poi senso del mistero e adesione alle leggi dell'universo. l'cspcricnm della meravigliae quella della felicità; e ancora la parte ineliminabiledcl "male". del fai limento. nell'esperienza di ciascuno.Abituati n vedere queste cose consegnate a una stucchevole retorica. a un decorativo kitsch d'epoca. ripo!itedcntrolibri falsie furbi. sentiamo oggi l'esigenza dì tomareadeclinarle inmodi anche elementari:una specie di nuovo sillabariodelle idee e dei sentimenti. un prontuario ..filosofico" per il nuovo millennio (più e meglio delle citatissime ..lezioni" calviniane). Inparticolare// pt,radiso ;,, terra rappresenta una summa di tutti i suoi temi e interessi: rctrospeuivamcnte una sor1adi testamento etico-politico che in Italia ha avuto scarsa eco. Certo. un librocontro il "progrcsso"(conccuo OCndiverSOdaquello antico di provvidenza, come spiega Lasch) non poteva essere granché popolare inunmomento incui lepersonedi sinistrain Italia preferisconoesserechiamati ··progressisti". proprioper liOCr.u'!diia pesanti ipoteche ideologiche(e poi il progressismo. per lo studioso aincricano. proprio nella sua versione liberale implica sempre un·antropologiaeMremamenteriduttiva). Inoltrela passioneetica e civile delrautorc, e il suo isolamento nella sinistra americana. conduconoqualche voltaad affenna:,ioni molto tcnde1Mioscd. iciamo politicamente assai "scorrette.. e non sempre adeguatamente argomentate (ad esempio l'idea che dietro l'abono libero ci sia l'assunto che bisogncrcbOCfar nascere solo i bambini votati al s~cccsso:.oque!l'alt.raper cui un ~uartierc etnicamente omogeneo nspctta I mtegntà d1altre comunità più facilmente di un quartiere debole). Ma prima ancora di essere un sociologo dotato dTforte immaginazione culturale. un attento studioso delle ideeo un moralistaanimatoda ,•en·e polemica. Laschèsoprattutto un analizzatore e (splendido descriuorc) di stili: basti pensare alle pagine in cui contrappone, con lieve teatmlizzazione. lo s1ile luminoso di J.F. Kennedye quello a111iteticofa, bbricatostrumentalmentedai media, di Oswald. Proprio partendo dalle fittissime pagine del Paradiso in 1erra, ma cercando di tener conto di tutto l'insieme della riflessione di L.1sch,ho voluto sottoporrealcunequestioni aquaurocollaboratori della rivistadi diversa fonnazionc e nonnec.-cssariamentsepecialisti di Lasch (Giovanni Jcrvis. Alfonso Berardinelli, Carlo Donolo). conservandoquasi sempre la fonnulazione stessa dell'autore. nella sua provocatoriaunilateralità(e a volte"intraducibilità"), Le risposte naturalmente hanno il carauere di interventi assai liOCri.legati solo a questo o a quel punto. I) Sui limiti Forseil titolodcll'ultimosaggiodi Laschavrebbe potutoessere. più propriamcnte. LL, rnltura del limi1e. L"autoreinsiste continu.imente sul dovere che ha l'umanità di porsi dei fimili. necessità che nasce dal riconoscimento che in nessun caso l'essere umano può essere davvero padrone del propriodesiino (e aquesto proposito lo studioso americano si richiama a Emcrson. al conccuo di ·•vir1ù'' come coraggio maanchesonomissioncal la necessità).Eanzidi più: il "limite" vieneda luiassunto come ciò che precisamente dà fonna alla nostra esistenz~l.e quindi la w,loriw,. Benché il laicismo si associspesso ad una hybris neiconfronti della naturae del foto.oggi la parte più responsabile della cultura laica si interroga spesso drammaticamente sulla questione del limite e sul come "fondare" il limite stesso in un mondo abb.indonatodagli dei. nel 1empodel disincanto e dell'immanenza: Lasch aggiunge poi che destra e sinistra sono accomunate propriodalla rimozionedi una questione del genere. acceuando entrambe. seppure con una diversa visione della giustizia sociale. questo sviluppo. l'idea dì una espansione illimitata. ecce1era.Si trattadavvero di un punto così centrale? 2) Sul 1>0pulis1110 LaschcontrJppone polemicamenteai liberalispocchiosiesprez1.anti (i ''liberal da limousine'')..illasupponenzadei cetimanageriali. della cosiddetta "nuova classe". la sensibilità piccolo-borghese o populista (dei ceti medio-bassi. della stcm1inatamnssadei middle Americ<ms), con la sua peculiare critica della societàe cioè: scetticismo sul progresso.dignità del lavoro, primato della "vocazione" sull.icarriera.diffidenza perii successoe peri media. lealtàe fedeltà (dentro lacomunità). rifiutodel guadagno non meritato,opposizione allaproduzione su grandescalae a ognicentralismo. valoredella famiglia. Nel libropostumo.cui primaaccennavo. ipotiuaappunto una vera "rivolta delle é/ites". che "hanno perso il contatto con I.i gente nonnale. con la vita comune··. Lasch usa spesso espressioni che per noi suonano ambigue. come ..gente". ··gente nom1a1e··. come forse potrebbero fare suoi illustriconnazionali (Bruce Springstcen. Roben Altman...); ed è ben consapevole dei rischi di una prospeuiva populistadel genere(provincialismo. razzismo.eccetera). maè come se nonvol~se Mfidarci,neramentealladestra. e alla sua pericolosa retorica. quest'insieme di temi e di suggestioni. In Italiauna sensibilitàpopulis1a è stata in larga pane all'origine della vittoria di Berlusconi,ma può esistere un populismo diversamente declinato da quello dei Funari e dei 1-ìorello(e dunque non necessariamente regressivo)? Con tutte le differenze di contesto immaginabili (la nostra piccola borghesia non è composta da artigiani. piccoli proprietarie agricoltori...) non sarà che anche per aver rimosso le domande che pone la tradizione "populist,1", la nostra sinistra si trova oggi ad essere così sprovveduta e miope? 3) Su illuminismo e pensiero critico La critica radicale allaScuola di Francofone. inparticolare agli studi sullapersonalità autoritaria(degli anni Trenta). ad Adorno. ai suoi pregiudizi e .illasua falsa obicttivilà (ovvero: il meglio della

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