Linea d'ombra - anno XIII - n. 106 - lug./ago. 1995

Le guerreculturali che hanno sconvolto l'America dagli anni Sessantain poi. si comprendonomeglio se le vediamocome una specie di guerra di classe. in cui un'élite illuminata (un'élite, almeno, chesi consideratale). cercanon tantodi imporre i propri valori alla maggioran1.a(una maggioranza considerata incorrcggi· bi I menterazzista,sessista, provinciale e xenofoba),e menoancora di convincere la maggioranzacongli strumentidel dibattito rnzionale,quantodi crearedelle istituzioniparalleleo "alternative'' incui non sarà più necessarioscontrarsi con i non illuminati. Secondo Kaus, la politica nondovrebO: cercare di opporsi agli eff cui delmercato(che,inevitabilmente.promuovel'ineguaglianza dei redditi). ma di limitarne la portata, "restringere la sfera in cui il denaro ha importanza''. Riprendendo quanto ha scritto Michacl Walur in SpheresoJf usrice, sostieneche I' obieuivodelliberalismo civico, contrappostoal "liberalismo del denaro", è quello di "creare una sferavitale in cui il denaro abbia menovalore, per impedireche chi ha il denaro concluda d.i essere superiore". Analogamente, Walzersi prcoccupadi limi1are"lapossibili1àdiesrrarrcdalmercaio non soltanto ricchezza,ma prestigio e innuenza".11problemadella giustizia. per lui. è un problema di contini e di ''revisione dei confini... Il denaro ha una tcnden1..aa, lquanto superiore a quella di altrecose desiderabili.come la bellezza. l'eloquenza e la simpatia. a '"superare i confini", a voler acquistare delle cose che non dovrcbOOroessere in vendita,come l'esenzione dal serviziomilitare, l'.unore e l'amicizia. e le stesse cariche politiche (visto il costo csorbitantedellecamp.'l.gnedì propaganda).Per affermare il principio di uguaglianza. a suo avviso. più che cercare di assicumrc una distribuzionceguali1ariadel reddito. bisognerebbesfor1..arsdii porre dei limiti all'imperialismo del rnercato. che "trasfonna in merce Poi,lody,R~hie fola D Ruef/G Ne<i SAGGI/ LASCH 27 ogni bene sociale". ·'Ciòche vamesso indiscussione.. egli scrive.. è il dominio del denaro al fuoridella sua sfera". C'è molta saggezza in queste parole, e chiunque abbia a cuore lademocrazia dovrebbe prestarvi ladovuta auenzionc. Ma è altrettanto importante ricordare una cosa che, in ultima analisi, non negano né \Valzer né Kaus: l'ineguaglianza economica è intrinsecamente non desiderabile. anche quando si limita alla sfera sua propria. li lusso è moralmente ripugnante e la sua incompatibilità con gli ideali democratici è largamente a.ffennatanella tradizione che impronta la nostra cultura. La difficolt?tdi porre dei limiti al potere della ricchezza fa capire che è la ricchezza stessa a dover essere limitata. Quando il denaro parla. tutti sono costretti ad ascoltare. Per questo una società democratica non può penneuere un·accumulazioniellimitataL. ·eguaglianzacivicaseocialepresupponealmenouna buonaapprossimazionedieguaglianzaeconomica. L'l...pluralitàdi sfere"di cui p.1.rlaWalzerècertamentedesiderabile, e noidovremmo faredi tuttoper rafforz.are i contini che le separano l'una dall'altra. Ma dobbiamo anche ricordare che i confini sono penneabili, specialmente quando c'è di mezzo il denaro; che la condanna morale dell'eccesso di ricchcZ?.adeve infonnare ogni difesa della libertà di mercato e che questa condanna morale dev'essere sostenuta con un'azione politica concreta. Ai vecchi tempi. gli americani riconoscevano, almeno in linea di principio, che gli individui non possono pretendereuna ricchezza che ecceda troppo i loro bisogni. La pennancnza di quest.'lc.onvinzione, anche se a un livello di controtenden1.a. rispeno alla celebrazione della ricchezzache sembra minacciaretuttigli altri valori.ci fa inqualche modo sperare che non tutto sia perduto. dal capitolo introduuivo··11malc"scrcdella dcmocr.uia", in UI rfrolta delle élites (in tradu,ionc prcv,oFeltrine lii.,, curadi Carlo Oliva).

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