Linea d'ombra - anno XIII - n. 106 - lug./ago. 1995

vagare smanioso per strade congestionate. anditi, negozi, pononi. scanlinati,attraversoilbrulicaredellagente.Siamobenlontanidalle ..passeggìme··esistenziali di Antonioni: Anna Bonaiuto-Dcliasi espone all'estraneità viscosa della città esibendo una sorta di bandiera dello smarrimento- un vestito rosso impudico, estremo regalo della madre-e così va sulle tracce di un'immagine.anzi di unapelle.acui aderire.acui rcincollarc un·espcricn1..a infantileche ha stornato verso il non-detto. il non-confessabile.Quel che nel romanzodcli~,Ferranteèmovimentodi scrittura, sinusoìdalcde1ec1io11 dell'anima. Manone sembr.1 ritradurlo nclrimmaginc forte di quel vestito che si bagna.che s'appiccica alla pelle. che sembra correre solo nella sua indecenza verso un fantasma ugualmente indecentedi madre frantumata.scheggiata. rifiutata (il motivo del ves1i1-0 anzi dei vcsliti.unoarancione unoblu- esisteanche nel romanzoma più debole).Non solo: Manone aggiungeanche il particolaredi una fortemiopia e di un paio di occhialiche. quando c:.ldonoesischeggiano.esas1'.k)ranioldisoricnlamentodi Delia.Ma disorientamentorispettoa cosa? Rispettoai nodie agli svincolidel passato.certamente.rfapettoalle fantasiefemminilicadutedentrola trnppoladi un soverchianteuniversomaschile,ma ancherispettoal rugginoso labirinto partenopeo: •·unncittà scn1..acolori. strozzata dagli ingorghi.. nel romanzo: una sequenzadi str.1dee marciapiedi ingombri. di volgarità edilizie, di masse sciamanti nel film, e soprattuttouna presadircna che penalizza volutamenteildialogo a favoredell'ingombr.mten11noredi fondo. ElenaFerramefa soprattutto sentire il fastidio per la città attraverso la censura opernta sul dialeno. Manone dilatando racustica diurna (ma ci sono anche nonumi strappi d'.ascen~orcche suonano come ulcerai.ionidella memoria)e schiacciando le prospettive metropolitane in angusti. asfissiantipertugi di cinà - quella del centro. ulcer.ua.franantee quelladelle periferie.neradi viadotti.graffiata,senza identità. Che si,1Napoli. lacittà, la veraprotagonistadel film,non vi sonodubbi: basterebbe ilmodo incui il registacc lapresenta laprima voltacon unaassolatainquadraturadi caos e massacriedilizi sucui 1rascorrc, non vista, una lenta m1lxcompatta che tutta l"oscura.Una città madre-matrigna presa ncll'ombrn a cui non si fa ritorno se non attmvcrso untributo rituale.se non a11rnvcrsounprezzopagatoalla memoria -di per sé non salvifica. né "buona... Elena Fcmmtc ci moslra le umide volu1esintattichedi questa memoria nonconsolatoria,ci fa sentire ilbatterecupo. assiduosuquellemura.ci dispiega il gioco cubistadegli ..slittamenti somatici... degli scambi di ruoli, delle sovrapposizionidi desideri e proic1.ioni.A Manone sarebbe bastatoquella figura-in-rossoche s·aggir.i nell'Ade partenopeofra um:1folladi fantasmi senza nome e fantasmi che ~ireincarnano(le ridicole corse del vecchio Caserta, la remi~~ivasoffcren/.a del giovane Caserta. il padre di spalle al c.ivallcllo). contenendo il rico~ai numerm,itropposfumati nashback(decisamentel'aspetto pilideboledel film). 11fastidio per ilpassato è fastidioper il dolore. e !'"avventura" di Delia- sia nel mm..1111ch.0e nel film-è una !-Ortdai dichiarazionedi guerra contro l'insisten,.a..dellasoffcrenw. contro il buioche continuaa creare.contro le mali.1.iedcll'ombral.i passatoconfonde, imbrogliale tracce,graffia sui volticome un'unghia cattiva, abrade. Quando nell'ex negozio delle sorelle Vossi compare il direttore. Delia non riconosce in lui Antonio. il piccolo compagno di giochi dell'infanzia, il figlio di Caserta, non meno segnato di lei da quel frego caparbio che l'aniglio del dolore mulo o, se si vuole.degli amori molesti, lasciae loma a lasciare.ostinato. sui volti. sulle cose. Se un riconoscimento si dà. è quello maturato al di qua dellamemoria.quando lacondivisionedella pena chiama a raccolta là rabbia.o forse una speranza. In tal senso l.1masturbazione-risarcimentodi Antonio. così come Manone la isola nella pi~ina tennale. poco sotto gli ignobili giochi dì un pranzo prcROUO/ l' AMORE MOLESTO 23 elettorale. sembra ristabilire la giusta misura di cos'è veramente gioco: è ilprimospiragliodi unosguardoche si volia indietrosenza paura. E non a caso. Delia può tornare dopo quella fanciullesca intimitàdentro lacittà-madre.dentro lapelledellamadre,dentroun altro vestito.Comeper Elena Ferrante.anche perManone Napoli è !omanada tutti gli stereotipi. .inzi.di piìt è il luogo a cui si torna malvolentieri e che malvolentieri accoglie chi se ne è andato. Diversamentedal neo-nmuralismosociale di un Piscicellì. dalle franedialettalidi unAnnibaleRuccello.edagli agghiacc1.1n1inicubi partenopeidi Moscato,Martoneci rovescinaddo~o il m.1::;1na di un universometropolitanosemplicementeo~tile. lc geometrieimplose di una cittàcheè muro.barriera.maanchestridore.grida sepol1c.In L'amoremolesto nonc'è alcunasimpatìn,sia pure rovesciata.per il degradoC. 'è im'ece la nella percezionedi un nodo che si stringe. di una brutalità claustrofobica mescolata a un molesto rumore di fondo,di unacondizioneche pareconniuualc ma in realtà~ilimita a rimandarescheggedi instabili1àe males!-.CreN.ons'è mai ,,ista al cinema una Napoli così sorda alla tentazione dell'estetica del degrado. o anche di una pasoliniana "disperata vitalità..: lo stesso dialettoche il romanzocassa e il film necessariamentereintroduce è scrostatoe soffoc;;unc". suonato'' sen7.a. virulcn1.cmclodramma1ichc ma anche scn1.a. s1raniamentiallusivi. Se Martonc pecca ineccesso, è quando fa concludere la de1ec1io11 con unaabreazioneclassica-alla Hitchcock,per intendercitemendoforsedi non po1errestituireilmurmurcfondodel romanzo nel suo addivenire. svolta a svolta. al nodo centrale della sfida di Delia.allariappacificazionefra1·immaginesuae quelladellamadre che sigla entr.1mbii finali.del romanzoe del film. _______)(_____ IPERBOREA DALNORD LA LUCE Kn\lt lbmsun SOTTOLAITTILI ~LA rn,nw E:};1~1 1920.Knulibmwn aprtron~oro- !MlZID, prma panr dtllarosl drtu 'tn lopadrl\unwnlt", laf:asc-r1111:i:ru1r.1ffllc ml., cnRcw..,dtlla5UI parabolamatll'I MiUWtliffl ft\'E RSE \'ANBROOKLYN' \'A\ BROOKLY\pp.120 UI'(' 16.ro.l eh •~·r:=:. ._ p:,,'al'leprcsoa1lac • ci~ .. 1... ,., sionr pn la bdla t C'lf'O('(ÌOuf"mt,la• , t ~~~:~ '' ,~- D>allonrnlmm!t \'li$Ul.1tllllllll. 1.,nc..,.,.,. STORIA STORIA OO\CA.\'E CONCANE .,,,..I~: SC'brilla.-tmn'ltf I( n1111la, riilru10llC' ., 1i,,. mora~ di G11mh mt, STlJlCE \U,OllO sonsuJlanosmn ti dn'Olla tn quesro uh1mnromanz:uon pottntr, mmiant( dmllttes&s.1mzulcG«!,,~ O."""' STRISCE • ~ElfJElO pp 1-IO•Lin-18.00l SuJ ro&ISJIC' Joodo ddl,S«<i,.c,nf,,. ~IÌ rifffl111Ctt1I $tuditfilf1Uli,un,o. nmzo.rirordo sulla rt"Jltàdtibgtrromt :~; 1;h~~J/::~nu~ C'Oln\'olirnteCr'o scicnlr'pttd,tv,a Palestro, 22 • 20121 Milano• Tel. (02) 781458 Fax (02) 798919

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