Linea d'ombra - anno XIII - n. 106 - lug./ago. 1995

18 FERRANTE·MARTONE/ l' AMORE MOLESTO molto rinsistcn1..a sul boato di voci nella scena del pranzo). Mi convince poco. invece, che Delia riferisca a Giovanna (scena 6) .. ,a frase" che è all'origine anche (non solo) del suo blocco verbale. Le dico perché: mi sembra sbagliato che Delia ricorra al dialetto nelleprime scenedel film, in un ambientelontanoin 1uui i sensida Napoli, quando invece l.1 sua cadenzae le sue frasi decisamente dialctt..'ldliovrcbbcroemcrgcrcocomcunareazioneistintiva(''strunz" griderà inseguitoal giov:monomolesto)o comeungradodellasua approssimazionead Amalia; ma soprattuttomi sembrasbagliato che scntiamo<1uclla f rasc-dalla bocca-subito. Essa ha una storia che noi dobbiamo percorrere a ritroso: partiremo da Amalia, ne sentiremounmisteriosoaccennodapartedi zio Filippo:la collocheremo chiaramen1e sulla bocca di Delia bambina: sapremo che lei l'avevaasco1t,1d1al vecchioPolledro:e soloalla fine capiremo come l'ha riadattata e la scn1iremo pronunciare in modo libera1orio da Delia adulla. Non mi persuade insomma che la frase sia riferita. n inizio film. da Delia (non lo forebbe. Ira l'altro. sorvolerebbe: o direbbe una fonnula generica. in imbarazzo. incapace di tollerare il fas1idioper la frase ma1ema). Tendo a credere che la frase debba comparire nilida sulla bocca di Amalia. insopportabile per Delia. Sar:.ìil rcslo della storia a farci pensare che quelle parole sono state pronunciate da Amalia, forse in uno stmo d'ansia e di labilità mentale. come segnale di pericolo (con mc c'è Caserta: tuo padre vuole ancora fan11idel m;\leetc.}ocome uno sfogo di vecchia ubriaca o come un ano disorientato di riconciliazione. lnsommaquelleparole. secondo me. dovrebbero essere ascoltale dallo spettatore, con chiarez.,:;\,alla fine della scena 5. tra altre oscenità ovattate pronunciate da Amalia per telefono: per sbattere subito dopo sull'espressione smarrita di Delia: la sua prima espressione capace di segnalarci ricchezza interiore e sapere derivato dalla sofferenza. Il "Mamma, con chi stai'!"' potrebbe essere pronunciato da Dcli:.1dopo quella frase di Amalia. come una specie di soprassalto della memoria. Quanto alla frasc in sé. vorrei cautamente osservare (non ho le idee chiare in proposito) che essa è realmente. insopportabilmente oscena (e questa non loè) o suggerisce l'osceno attraverso una totale indctcnninatcu.a. L1 sua frase è di questo secondo tipo; perciò propenderci per l'climinationedi quel "sono·· che. proprio perché dettaglia. può suggerire allo spettatore che dettaglia troppo poco1 • Infine. ancora su ques10punto. leggendo ho avuto l'impressione che. a conclusione della scena 44. qu.mdo Poliedro si al1,ae esce. potremmo già vedere il padre e sentire la voce di Delia bambina che riferisce la frase del vecchio Pollcdrocomc se l'avesse pronunciat:1 Caserta rivolto ad Amalia. Poi si potrebbe passa.rea Delia che dice: "E se poi sono malata .....; quindi attaccare con la 12. Questo per chiarc1. .za di raccon10. perché ho avvertito il bisogno di sapere direttamente quale uso Delia bambina abbia fatto delle parole di Caserta il vecchio. Mn forse mi sbaglio. Sto scrivendo in freua. senta il tempo necessario per limar via suggerimenti insensati. C"è un altro tema che mi ha suscitato qualche perplessità: lo sfruuamento economico del lavoro del padre di Delia. Punterei sì. percaraueriuarc i traffici tra i Ire uomini. su un Caserta che. come si dice nel libro. traffica con "'gli americani". ma darci più deuagli. Da come lei ha costruito r inc:if)it della scena dello schiaffo (altr:1 buona soluzione). sappi;:1111p0oco di cosa facessero realmen1c quei tre signori: il grido esultante di zio Filippo non ci dice granché. Se lei sviluppa. invece. le poche righe del libro in cui si accenna ai "ritratti americani". zio Filippo potrebbe - mettiamo - arrivare. nella scena 4. con delle foto e dire qualcosa tipo: "Adda fa 11·a1ri quatlro ritratt'americani. Caserta dice che li vuole subito. Aggio purtat ·e fotografie·· (mi perdoni questo ridicolo abbozzo pscudodialcttale). E noi potremmo vedere in dettaglio le foto portate da zio Filippo (c'è qualche cenno descrittivo nel libro). l'ultima fissata al bordo del cavalletto e in un angolo il ritratto che ne è stato appena ricavato, altri ritratti gi?t pron1i, mescolati a mareggiate e scene campestri. Delia poi potrebbe dire. a pagina 31: "era lui che trafficava coi marinai americani in galleria e gli faceva 1irar fuori le fotografie di famigliae liconvinceva a farsi fare il riunuoaoliodella mamma. della fidanzata. della moglie. Sfn111avala nostalgia e ci faceva mangiare a tutti, compreso a 1c ...". I maneggi di Casena. almenopcrquel che riguarda il padre di Delia. consisterebbero in tal caso nel contattare marinai e trasfonnarli in committenti di rilratti a olio tratti da foto (le loro foto. quelle delle fidanzate. quelle delle madri lontane. ccc.). L'altro mediatore. Migliaro. interverrebbe in seguito per sottrarre il p,1dredi Delia a un mercato probabilmente in esaurimentoericollocarlo su unaltromercatodeltuliodiverso.in espansione con 1·espansione piccoloborghese degli anni Cinquanta. Le suggerisco qucs1ecose perché temo che il punto visivamente più dcboledel suo tcs1osia proprio ladefinizionedell'attivi1àdi Caserta e del padre di Delia. Se lei accenna a questi traffici "anistici" niente ;1ffatto improbabili con gli americani. ottiene una concretezza (le foto. i ritratti sparsi per la stanza) che- mi pare-manchi perora ncll'imizionedi zio Filippo tutta centrata (molto efficacemente. del resto: non va 1occata}sulla "zingara··. Non ho altro da suggerirle. se non piccole annotazioni che le elencherò qui di seguilo per numero di pagina (ma attenzione: mi rendo conto di essen11igià ampiamente lasciata prendere la mano. Ho scoperto che per certe mie idiosincrasie poco razionali1...zabilile ho cancellato persino quel "nor nella battutn di Delia a pagina 5: ;·Tuo padre sta ancora inquestura. noT. Via il no. Sia clemente.per favore). Pag. 13.Va meglio il dialogo tra le sorelle. ma res1anocosechc modificherei. Innanzitutto il ··tantissimo'' di Delia: mi sembra vago e sospiroso. lo sos1ituirci con un numero approssim.itivo (ma c'è la scena in cui Delia ha rivelato alla madre il suo rifugio in ascensore. all'ultimo piano. Quando è accaduto'? Due anni prima'?Tre? Delia può rispondere. senza contmdditioni: "Già. Due o tre anni"?): oppure lascerei solo il "già": oppure lo sostituirci con un "sì. parecchio". Inoltre seguita a infastidinni la risposta di Maria Rosaria: forse ci sento un pericolo implicito in tutte le battute in dialeuo: lo s1crcotipo in agguato della recitazione a scadcn7.,anajX.>lctana. lagnosa. zuccherosa. tremolante. sovr.110110d.i un sentimentalismo esibito che non comunica scmimcnti. Vero è che esiste una comunicazione in napoletano. nella realtà. che haquestecarancristiche (e nel testo sene senlonoquae làgli echi in tio Filippoe nella Dc Riso}. ma non l'aggraverei già nella scrittura con la mimesi peggiorativ:.1 del recitato a teatro. al cinema ecc. Farci unaMaria Rosaria che cerca di con1enere la commozione con un più secco: "Era mamma che si doveva mettere in treno e venire da te a Bologna". un mezzo rimprovero: poi il pianto, su cui si introducono con un ceno fastidio Wanda. Pag. 25. Nella battuta della Dc Riso. in fondo alla pagina: non è meglio "st'appartamcnto". eliminando ••ingalleria··1 Pag. 28. Mi è venu10 in mente che nella vecchia foto ingiallita, mostr..uadopo la carta di identità(che Delia naturalmente non apre). sarebbe bene che ci fosse nnchc Amai ine che noi potessimo vedere bene il suo viso. la sua acconciatura. Ma pare necessario che lo spettatore abbini alla cana di identità una immagine fotografica di Amalia ben definita. in modo da poterlo sorprendere meglio quando Delia. dopo la lite con Poliedro, controller.ì la carta d"identità e scoprir.ì che la fototessera (di vecchia data) è slata ri1occa1a.Ma va bene qualsiasi altra invenzione che ci pennetta di vedere Amalia in fotografia ·•prima·· di arrivare alla scena con Pollcdroeallasorpresa della carta di identità.

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