16 FERRANTE·MARTONEL/'AMOREMOLESTO Napoli. 10 agOSIO1994 CaraElena. leggere quanto mi ha scritto è stato per mc non solo cmo1ionan1c,ma prei;ioso. e per certi aspeni fond,1mcn1alc. La ringr:vio moltissimo di questa disponibili1à. Se la disturbo ancora è perché spero di avere ancora qualche indicazione prima di cominciare le riprese. Nella stesura che le invio con quc\ta lencra 1roverà dei cambiamenti imponanti. Ne elenco alcuni: -Delia abiterà a Bologna e non più a Roma. Lospuntoèdalo dal fatto che Anna Bonaiuto (che è di famiglia napolernna) ha un leggero accento settentrionale. ma la ragione della scelta è la convinzionecheunamaggioredi,tanzageograficacon1ribuisca cinematograficamente acstrerninarcc chiarire il contlitto. Bologna è poi una città dalla creatività diffusa dove che fa fumetti può trovare uno sbocco, e non a caso proprio a Bologna vivono le disegnatrici di storie a fumetti che ho conosciu10 per lavorare sul personaggio di Del in. Più .i nord di Bologna sarebbe stato comunque 1roppo lontano per immaginare una consuetudine di Am;llia ad andare su e giù col treno. Ma disianziarc Delia da Napoli credo che aiuterà. - L'l ei.lsa di Amalia si troverà in uno dei palaai della Galleria Umberto I. È. ira i tanti palazzi che abbiamo visto, il più vicino all'atmosfera di quello descritto nel libro. ma la sua strana collocazione consente di mettere la modesta casa di Amalia al centro di un complesso fomlicaio umano. Sarà per me importante riprendere la "gente" napoletana di oggi (farò anche delle riprese "rubate"), e mi piace l'idea che questa storia abbia un centro nel cuore della città per poi espm1dersi verso i suoi confini e le sue periferie. Si conosce la galleria come luogo di artisti (Viviani) o per l'immagine che se ne ebbe nel dopoguerra, ma credo sia interessante tomare a raccoruarla così com'è ora, inseguendo un rapporto tra il presente e il passatoaeui mi invita incessantemente il suo libro. E poi, non è Caserta un perSonaggio da galleria? -1 nashback sono ora disposti secondo un ordine diverso e dirci più chiaro. Nella stesura che le avevo inviato mi ero ancora limitato a trasporre i ricordi di Delia dal libro senza cercare una strada autonoma di racconto. Ora credo di averla individuata. Vedrà che ora Delia bambina è sempre presente e in un certo senso protagonista. Abbiamo quindi, come si dice, un pun10 di vista. I ricordi per Delia affiorano secondo una progressione precisa: all'inizio riguardano il suo innamoramemo per la madre e via via ne mettono a fuoco il distacco. Lo sguardo maschile su Amalia diventa per la bambina l'eletnento che le ruba l'amore materno, e così gelosia e invidiasi fondono scena dopo scena fino alla bugia finale. Accan10 al film del presente scorrerà quindi un film del passato con una sua propria vita. li tema degli occhiali (che nella sceneggiatura che le avevo i1wiato era appena accennato) è inoltre importante per introdurmi visivamente nelle immagini defonnate e trasfigurate della bambina nell'interrato. - Credo adesso di poter rare a meno di molte voci fuori campo. soprattutto nel finale. Se ci si riesce senza danni per la comprensione, questa può essere unaconquis1a importante. Tutte le volte che un film si appoggia senza inventiva alla letteratura. si indebolisce. C'è bisogno di tempo. JX!rò, per assimilare profondamente il senso di un libro e trasfigurarlo attraverso un altro linguaggio. Ecco perché sto arrivando per gradi all'abolizione dei passi letterari (che nel film risulterebbero "spiegazioni'" facendo così torto anche al libro). Vedrà comunque che ho lasciato per ora la voce fuori campo che anticipa la scena in ascensore tra Delia e Amalia, nonostante a lei non sia piaciu1a. L'ho fallo perché ho paura che se non viene ··detto·· che quelln scena è avvenurn realmente, lo spettatore tender..) a considerarla una "visione·• (come l'apparizione di Amalia nel gabincuodel bar). Mi suggerisca comunque. se vuole, una ipotesi altemativt1. Troverà nitri cnmbinmen1i nella sceneggiatura. Ilo preso in considerazione 1u11cle sue no1a1.ionie spero così di aver:.1pportato dei migliommcnti. Alcune sue riflessioni sono siate ri\elatrici: cosa accade a Delia ncll;i scena delrinterra10. la ccrtczn che il padre ha davvero dipinto il quadro delle sorelle Vossi. J'ìnsistenza sulln sofferenza di Delia nella scena di sesso con Poliedro. Mi era chiaro il tenrn sociale della ris.ili1a piccolo borghese nel dopoguerra, che intuisco sia per conoscenza personale. sia per derivazione teatrale (è ira i 1cmi più significatividi alcune commedie di Eduardo), ma mi ha molto confortato vedere quanto le sta a cuore. Mi sembr..1info11iche lei così voglia souolineare r aspetto reale. concreto del suo racconto, e io sono assolutamente d'accordo con lei. 11foscino del libro sta nella cap~1citàdi ere.tre un mistero senza poc1icismo e senza facili evocazioni es1ctizzanti. Anche per mc, se ne sarò capace. sarà determinante questa condizione di credibilità e di verità, Cominciamo le riprese il 22 agosto. So che ci siamo quasi, ma se riuscissi ad avere un suo cenno quanto prima, mi aiuterebbe molto. Ancora una volta, la invito a esprimere qualunque riflessione sulle scene, sui perSonaggi. sui dialoghi, senza timori di alcun genere. Nel ringraziarla ancora per la disponibilità. la saluto con affeuo. Mario Martone Caro Martone, questa ultima stesura mi convince ancor più di quella precedente. ma mi è difficile spiegarle con chiarezza perché. So solo che sono riuscita a leggere il suo testo con una intensità e una partecipazione che il mio per ora mi nega. Più lei reinventa l'amore moleslO, più io lo ritrovo. lo vedo. sento cosa trasporta con sé. È una sensazione su cui devo rifleuere. Per ora, del risultato. sono contenta sia per lei che per mc. Sulla collocazione di Delia a Bologna, ho poco da obienare. Roma non ha nessun ruolo nella vicenda: al massimo con re riva a Delia una collocazione più anonima, da donna sola, con un piccolo talento che le serve per nmntenersi, dura verso se stessa e verso gli altri quel tanto che basta a proteggere il suo equilibrio precario: ma fragile. ansiosa. in qualche modo infantile quando le visite della madre le impongono una regressione verso la città na1ale. Bologna invece, per quel che ne so, suggerisce un di più di "anistico .. edi "altemativo"che nel personaggio. almeno nelle mie intenzioni, non c'è. Ma. se lei pensa che questa città le sarà più utile per la costruzione del profilo lavorativo del personaggio e per la sua verosimiglianza. va benissimo così. Mi appassiona di più che abbia deciso di collocare la casa di Amalia in uno dei palazzi della Galleria. Sono edifici che conosco. Mi sembra una buona scelta, resa ancor più promettente dalla sua sensibilità per la storia o per le modificazioni antropologiche di quello spazio. lo mi ero immaginala un vicolo in un'area meno impegnativa. Ma mi è piaciuta molto l'immagine di Delia affacciata sulla Galleria e investita dal rimbombo delle voci dialettali. Anche le modifiche che ha apportato alla scena notturna nell'edificio- mi immagino indotte dalla scelta del luogo- mi convincono, sebbene fossi affezionala al movimento di Delia dall'alto verso il basso (il suo "rifugio" adolescente è "in alto",
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