Linea d'ombra - anno XIII - n. 106 - lug./ago. 1995

nirc. e lo farò così come li ho annotati mentre leggevo senza troppe pretese. Molle annotazioni le sembreranno immoli vate. dettate pili da come la vicenda e i personaggi sono rimasti nella miatesta.chedacomcsonoormai nella scritturJ. lnoltrcforsenon tengonoconio abbastanzadel suosforzo di reinventare in chiave cinematografic:.1 il personaggio di Delia. Le chiedo perdono in anticipo. Pag. IO.L·accennoad Augusto: Delia è una persona contratta in ogni muscolo. in ogni parola. gentile e gelata, affettuosa e distante. I suoi rapporti con gli uomini sono non esperienze, ma esperimenti per mettere alla prova un organismo s1roz1.ato: esperimenti tutti falliti. Non può, iocredo,godersi nessunasolitudine. L1 solitudine per lei non è una parentesi. una vacanza in una vita densa: è un arroccamento trasformato in modo di vi1a. Ogni suo gesto o parola è un nodo. Sarà la vicenda a scioglierla. Non è utile, mi pare. accennare a una sua vi1a nonnale, fana di frasi e senlimenti comuni. Seci fosse un Augus10. Delia non ne parlerebbe. Insomma eliminerei questo puro nome e l'accenno alla solitudine. così come anche il "ci raccontiamo un po' di cose". Pag. 14. La banu1a di Maria Rosaria mi pare eccessiva. la sostirnirei con un'allra capace di dar subito un segnale preciso sulla gelosia del padre. Approfitto per dirle che forse andrebbe chiarito che il padre è stato "sempre .. geloso. È infaui a panireda questa gelosia paterna che Delia ha costruito un·immagine di '·madre infida". Si è forse convinta. da piccola. che Amalia l'ha proiettata fuori di sé solo per separarsene e darsi al mondo sregolatamente. Questo fantasma dì Amalia- non Amalia reale - è il punto di incrocio del1e ossessioni paterne con il senso di abbandono. sperimentato da Delia bambina (accenno al ripostiglio. nelle prime pagine). Pag. 16-17. La seconda battuta di Maria Rosaria e quella seguente di Wanda mi sembrano scarsamente motivate. Dicono cose che tutt'e tre le sorelle già sanno. Sono formulate come domande retoriche. utili forse allo speuatore ma non ai personaggi. lnohre il 10110di Maria Rosaria non è in contraddizione con quanto sta dicendo del marito e di se stessa'? Se il tema è la fuga da Napoli e dalla loro vicenda familiare. forse conviene che le tre sorelle lo affron1ino con formulazioni che rivelino a ciascuna qualcosa delle altre. Pag. 18. Il corpo delle vecchie macchine d.a cucire e la sua esplorazione da parte della bambina polrebbe introdurre al lavoro a domicilio della madre. al tema degli abiti (quell'entrare in vesti che si immagina della madre e che in gran pane si riveleranno scelti per lei), alla ferita al dito. Sono (macchina. ago. gesso, ditale, cuscinetto degli spilli. e guanti e stoffe e vestiti) i segnali che rimandano a come Amalia nascondeva o potenziava il suo corpo '"disobbediente··, ··da punire ... Ma desidero anche sottolineare che il lavoro di Amalia rimanda alla battaglia, in certi ambienti, per passare. tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta. dalla pura sopravvivenza a forme di vita più agiate (il tailleur blu e il cappotto di cammello di Caserta sono stati agli occhi della bambina Delia la prova di un·a1tra vita della madre fuori dal suo mondo). Alla radice della vicenda di L'amore molesto c'è il grande spreco di energie per passare da uno stato di precarietà sottoproletaria ai simboli di qualche agiatezza paraborghese. Bisogna immaginarsi che i traffici di Nicola Polledro abbiano alimentato la pasticceria periferica di suo padre; che Nicola Polledro abbia avuto una fase florida usando ..l'arte·· del padre di Delia; che sia poi scivolato verso piccole imprese illegali, fino a vivacchiare da vecchio ai margini delle illegalità camorristiche del figlio. Bisogna immaginarsi che il p:1dre di Delia avesse all'origine un suo talento rozzo-forse è davvero suo il quadro FERRANTE•MARTONl'EA/MOREMOLESTO 1S delle sorelle Vossì -deviato dal bisogno di arrangiarsi prima e dalla necessità di non essere da meno di Caserta dopo (il benessere che Caserta ostenta lo ha reso invidioso. cattivo). Bisogna imma• ginarsi che ques10 sforto rivolto al passaggio di status abbia sprigionato in lui tensioni e violenze inestricabilmente fuse alle gelosie. ai terrori sessuali. alle vendette per il talento deviato. per lo sfruttamento subito. Questo lavorio sembra alla stessa Delia cosa di uomini. Ma sono importanti i momenti in cui si rende conto per la prima volta che quel lavoro della madre produceva danaro per la famiglia: che il corpo dcli.amadre era stato il modello ';nudo"' da cui era derivata l'immagine della "Zingara": che la rottura tra Caserta e il padre (e rimmischiarsi di Amalia)eraavvenuta intorno alruso economico della immagine di quel corpo. Pag. 19. Perché è posta qui la ..voceoff' che prepara l'episodio dell'ascensore? Non sarebbe meglio vedere Amalia che, sul pianerollolo. chiama Delia. e poi tornare sull'episodio? Pag. 33. La prima batluta di Delia mi sembr.1 immotivata. lnollrc nella mia testa. la violenza gelosa del padre c'è stata sempre. A questo punto, semplicemente, le sue motivazioni di geloso si fanno più complesse e cresce la furia. Pag. 34. La figura del padre di Nicola Poliedro- il nonno di Antonio- mi pare poco presente (ma forse mi sbaglio). D'altra parte va individuata con chiarezza per il ruolo che ha. Caserta non vende il bar. ma spinge il padre pasticciere a venderlo. Il vecchio va immaginato come ..messo al lavoro" da Nicola, che intanto ..fa il signore". Pag. 38. Il tema del quadro potrebbe essere arricchito, al di là del mio libro; è l'unico momento in cui il padre di Delia può efficacemente oscillare tra vanteria e talento tradito. Pag. 53. Il cambiamento d'ambiente non mi dispiace. Temo solo, come le ho già detto, che si perda una caratteristica del personaggio di Delia: il suo corpo si è bloccato in una sorta di rovcscioprogranunaticodella figura sessualmente densa che lei ha attribuito alla madre. O la scena comunica l'ingorgo del corpo di Delia tra repulsione e desiderio. e insieme la sua umanità sofferen• le, o rischia di essere un obolo erotico pagato allo spettatore. Pag. 68. Eliminerei quel ··guarda, guarda, guarda ... " Non mi pare un tono da Delia. Pag. 69.11tema del quadro-insisto-forse avrebbe bisogno di un tratto in più. Il versante della ricerca di emancipazione economica e sociale e cuhuralc attraverso la mitizzazione dell'''arte", in un talento socialmente svantaggiato, non coltivato ma ambizioso. potrebbe essere il tratto ..positivo'' del padre. Ma non credo che si tratti di aggiungere: forse è solo da visualizzare. quando lavorerà con l'attore che farà quel personaggio. Pag. 74. La battuta di Delia è difficile. Va pensata non come una scoperta (è una scoperta per lo spettatore. non per lei) ma come lo sfor.io di dirsi una verità nota che però solo in quel momento sta per diventare parola. Per ultimo: non mi dispiace l"attualizzazioneelet1omle, purché resti "paesaggio··. suono lontano, particolare non indispensabile. Spero che lei sia clemente con me. So poco o niente di come si legge una sceneggiatura, probabilmente ho annotato con qu.alche rozzezza cose che le erano già chiare, che erano già presenti nel suo testo, o che hanno poco a che fare con un racconto per immagini. In questo caso cestini il tutto e conservi solo la mia ammirazione per la sua ricerca, per il suo lavoro. Del mio libro quel che mi importa (e mi lusinga) è che se ne sia nutrito per avviare immaginazione e creatività, le quali le appartengono integralmente. Con stima Elena Ferrante

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