piccoli indi1i di volgarità (il "malloppo". ··ho ~mallito") non sono- mi sembra- casuali. Mentre prepara il registro ..alto". l"esito mistico. il 10110 ricattatoriamente solenne del finale. questo linguaggio esprime anche mol1ochiaramcntc una prore~. sione di fede artistica e morale. una vocazione estetica e un.1 ..filosofia··. Erri Dc Luca pretende di i,,c,m,are il paradosso del tempo presente e la sua ambiguità. L'orrore. il male. l'assurda violcn,a della guerra civile non fanno soltanto di Sarajevo il ··centro del mondo". Proprio perché ci riguarda molto da vicino, proprio perché tocca cosl intimamente la nostra cuhura - i nostri modelli di virn sociale e di democr.uia - Sarajevo rappresenta anche il banco di prova delle nostrcc:ncgoricdi pensiero politico e morale, il sigillo del loro follimcnto, l'esempio forse più clamoroçodclrincredibilececità selettiva di una morale \ecchia cdi una 1radiL:ioncpolitica sen1..n futuro. Ma per Erri Dc Luca. non è questo il pu,uo. Chi vuole provare a ..fermare .. la guerra è soltanto un'ipocrita e un militarista. Però l'Alfa e l'Orncgn, il basso e rallo sono la stessa cosa. La disgustosa banalità dcli:• guerra e le radici più \•itali della 1radizione morale occidentale si incrociano in un punlo e in un tempo precisi; in un gesto s1rano ma esemplare. Guidare camion "caricati a cibo'" tra le citt:\ ..scotennate" della Bosnia: lradurre un libro del Libro dei Libri; scrivere questa storia-il prima e il dopo. la vita e lo spiritosu un grande giomnlc. Sono gli unici gesti possibili. Siamo "impotenti'". cd è per <1ucs10che "dobbiamo partire" (e ritornare). Erri Dc Luca costruisce il suo articolo (il ..suo personaggio*' di scrinorc e il suo successo) c~attamente sulla schizofrenia assolu1~1- ma calcolata- di qucsrasituazionc. Prima vengono il "fare··. la "vita", !'"azione". Nel bene e nel mnle. Poi le parole riscauano lutto. 11..\crbo si è fatto carne", come Abele. li tono ..sciatto·· econfiden1inle. il linguaggio ammiccante ma volgare. lo stile da madre Teresa dannun1iana di queste pagine esprimono esattamente questa ··estetica·· della presenza e questa morale. Non saremo mai in grndo di raccontare onestamente r orrore della guerra. Il male dobbiamo viverlo. costeggiarlo. incarnarlo e fare presenza. vi1alis1icamente. Scopriremo cosl che gra1ie allo •·spreco degli sprechi"" possinmo finalrncnte tornare a dire 10 e a parlare liberamente di noi (dei nostri compleanni. del nostro passato e del no~tro futuro). Così lo scriuorc in mis~ione umanitaria riscatta se stesso. la pane "migliore" di una generaLione. la sua biografia personale e il suo mestiere. E diventa lui stesso il "centro del mondo ... Ma J-lo conoséiuto lo S/Jreco degli sprechi è soprattutto un testo moralmente abietto. È moltopcggiodella vanìtàodell'ipocrisia. Ln, isionedel mondo di Erri Dc Luca-il suo stile. il 'iuo modo di raccontare (e vivere) la storia. il suo narcisismo confidenziale - sono inacccua·bili precisruncntc in senso morale. Vorrei !-.piegareche cosa intendo per "abie1ione". Nel 1961, Jaqucs Ri,elle pubblicò sui ..Cahiersdu Cinéma·· un articolo che si intitolava appunto Del/'abie::,ione. L·anicolodi Ri\·eue commentava un film sui lager nazisti (Kopòdi Ponlecorvo). an1i un momento del film, un'inqlrndratura. Un personaggio si suicida, genandosi sui fili dell'alta tensione. Il regista riprende la scena con una carrella1a in avanti. dal basso verso l'alto. lentamente. Tramite la cinepresa. entra nella scena, "estetina" la monc, si inserisce ("IO c·ero") in quel frammento assurdo di stupido orrore che manteneva intatta sullo sfondo l'esperienza estrema dei campi di sterminio e dcll'olocaus10. JI ragioname1110di Rivette mi sembra· molto chiaro. Siamo tremendamente resix>nEX-JUGOSLAVIA/GIACOPINI 13 sabili del modo in cui guardinmo le co~ (e le raccontiamo). Moralmente parlando. i denagli wno esscn1iali e anche lo s1ile. Privi di un"imix>ssibile innocenza. per descrivere il male - l' o~cenità della violenza. la guerra civile o il ..centro del mondo·· -dovrcmmoalmenoimpnrare a mantenerci freddi. Freddi però non significa dis1anti. Significa forse imparare a ri,;pcttare la serietlÌ dei fatti, l'oggeui, ità di una S1oria che ci riguarda principalmente come spettatori. Significa ceru,meme evitare il narcisismo paras~iwrio. lo sciucallaggio e l'esibizionismo. Anche Erri Dc Luca de,;crive una morte: ..Se htti visto qualcuno esplodere d'inverno. sai che dal groviglio di ferite esala un vap0rc che va drino al cielo. come il soffio di una caffettiera". Non c'è. mi sembra, davvero ,iessmu, differen1.a tra il "cnrrcllo di Kapò" e questa leziosa forma di pornografia. Esanamcntc nellos1csso modo. Erri Dc Luca si inserisce costantemente nell'inquadratura. ri, endica le ragioni dell'arte (la sua) contro la storia, la magia redentrice del ..Verbo"' e il potere ineffabile della (sua) poesia. In questo compiacimento consiste · anche la sua abic,ione. Rivcue concludeva il suo articolo con ques1e parole: "l'uomo che decide, a questo punto, di fare un carrello in avanti per riprendere il c.1davcrcdnl ba,;so verso 1·a1to... ebbene quest'uomo ha diriuo solo al più profondo di~prcao''. Parlare di ..di,prcao" mi sembra ecces<,ivo. Erri Dc Luca (lo scrittore) è più semplicemente un furbo che non spreca niente. Mentre q11es10 ,iu,,iero è in corso di s1<1111pa, o pre,idiamola notizia della morte di Ale:ra,u/er Ltmger. parlamentare europeo, nostro m,iico e collaboratore. Vicini ai parenti e agli amici. ricorderemoAle.rnel prossimo numero. 3/95 Be1·tolt Brecht i11 prima pu.bblicozione mondiale: L'amante nella tenda (Quctttro storie erotiche dagli scritti postumi)
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