12 EX-JUGOSLAVIA/MAlVEJEVIC Unadecinadi anni fa. nel mio libroU,Jugosltwittìdi oggi (che scrissi perché già temevo quello che sarebbe accaduto), ho visto l'odio, ma non il furore, ho sentito l'intollerMza ma non l'accanimento fratricida. Nelle lc11eraturcjugosl;1vcI,vo Andricè senza dubbio stato il solo a presentire una simile malcditione. Ci ha lasciato uno stranoscrit10. intitolato Leueradal 1920. Mi permetto di ricordarvelo brevemente. perché è stato dimenticato. Aspcnando un treno in una stazione di provincia - nei Balcani i treni erano sempre in ritardo- il narratore incontra un vecchiocompagnodi scuola,che si chiamavaMaks Lcvcnfcld, di origine ebraica scfardita, il quale si accingeva a lasciare la Bosnia e la Jugoslavia che era stata appena unificata. Durante la notte a s~1raje\foL,cvenfeldavevasentitosuonarela stessaora.a intervalli più o meno lunghi. dalla cattedrale ca11olìca.poi dalla chiesa ortodossa e infine dalla torre Salwr della moschea del Bey. ·•Dio ~olo sapeva che ora fosse per gli Ebrei. che la si calcolasse alla maniera scfardi1a o alla maniera askenazita". Quattro calendari che non riescono ad accordarsi, "fossati che separano le diverse confessioni. così profondi che sohanto l'odio rìescequalche volta a superarli", "volti emaciati e sinistri che a volte si incrociano vicino ai luoghi di culto", "vecchi istinti e spirito dì clan nascosti in fondo alle anime". ceco cosa spingeva Maks Lcvenfeld. medico e umanista, a lasciare il paese dove aveva visto la luce e sentito per la prima volta il monnorio del fiume Miliatzka che attraversa la città ...Tutto ciò che potete avere di più sacro si trova al di là di monti e valli. mentre l'oggcttodel vostro disgusto e del vostro odio è qui. vicino a voi ... Am,ue ardentemente la vostra terra natale, ma in tre o quattro modi che si escludono a vicenda csi scontrano frequentemente.con un fervore che genera un'ostilità senza tregua". li medico che inviò al narratore la lettera dalla quale sono stati estratti questi passaggi emigrò prima in Francia dove curò gratuitamente i nostri lavoratori emi grati in una periferia parigina. Morì in un ospedale dell'esercito repubblicano bombardato dagli aeroplani fascisti nella Spagna del 1938, "in una borgata aragonese della quale nessuno dei nostri compatrioti riusciva a pronunciare correttamente il nome. Questa fu la fine di colui che aveva rifuggito l'odio". Sarebbe ingiusto pretendere. a dispetto di tutto. che Ivo Andric non avesse visto negli sguardi dei suoi compatrioti nient'altro che odio o intolleranza. Molte delle sue pagine sulla Bosnia, la regione che è nel cuore di unta la sua opera. e più particolarmente su Sarajevo. sono impregnate di speranza e di fede nell'intesa fraterna tra gli Slavi del Sud. In occasione dei censimenti della popolazione. dopo la Seconda guerra mondiale, si faceva rcgistrarecomeJugoslnvo. né Serbo. né Cromo. né altro. Come parleranno domani dei suoi libri coloro che hanno deciso nell'ex-Jugoslavia di separare. se non di distruggere. lutto ciò che si possedeva in comune, ciò che non è diviso né divisibile della cultura più alta? Attraverso i secoli della vita e della storia di quei popoli. ci sono stati tanto amore recipl'OCO.tanta generosità e anche tanto buon senso. I migliori tra noi si sono adoperati per la nostra unificazione e hanno spcr.uo nella nor-.traunità. Ciò che resta da scoprire e da spiegare. sia per noi che per gli altri. è come l'odio abbia potuto a wl punto prevalere sull'amore. la ristrettezza di spirito sulla generosità. come il male proveniente da chissà dove - dalla vita o dalla storia. comuni o separate - abbia potuto opporsi al buon senso. soffocare in tal modo l'ìntclligcnta. È ciò che ha intuito, forse per primo. o forse lui solo. il più grande scrittore jugoslavo. Qualche volta la letteratura va pres~•sul scrio. TURISMDIIGUERRA UNOSCRITTOIRNEMISSIONUEMANITARIA VittorioCiacopini .. Ho conosciuto lo Spreco degli sprec/11~·. Inizia subito dicen• do IO. L'articolo di Erri De Luca sulla guerra in Bosnia (''L'Unità'', 2 giugno 1995) è uno sconcertante esempio di narcisismo intellettuale e di pura abiezione. Intanto il tono, il linguaggio. lo stile. "In questi giorni ritorno da u11altro viaggio in Bosnia come autista di furgoni caricati a cibo ho iniziato a tradurre il libro che si chiama Kohelét nella sua lingua''. Kohelét (!'Ecclesiaste) fa parte del ··malloppo di scritti'' dell'antico Testamento. "Mi sento pronto", aggiunge Erri Dc Luca: "aedo di avere la stessa età dello sconosciuto che scrisse quei versi e di stare nell'ombra della sua notizia". Tradurre un libro della Bibbia. Era l'unica cosa da fare, o la più opportuna. L'Ecclesiastc parla della violenza e della futilità delle nostre azioni; del l'infinita sproporzione tra ì nostri gesti e i loro risultati; della Storiacheci circonda e che ci sfugge. Dall'uccisione di "Abele diventato parola" (è questo lo "spreco degli sprechi''), Erri De Luca vive nell'ombra di questa notizia. Sta in quesw storia. in prima persona. Se ne seri ve con sciatto e viri le Iirismo è solamente perché l'ha vissuta; se ne parla è percM può dire: IO c'ero. Non è la prima volta che Erri DcLucalOrnadallaBosnia. '·Da un anno e mezzo ho cominciato a fare l'au1ista di convogli per la Bosnia e hosmaftitn là i due ultimi compleanni, tra gente che apprezza in modo diverso il valore vitale di questa ricorrenza ... ho visto Abele ... mi sono affezionato a lui e alle sue città scote1111ar.e.. ho saputo che non sono nemico di nessuno ... non ho nemici in quella terra". Non ha nemici ma non è innocente. Ci tiene a sottolinearlo. Lo sc:riuore in missione umanitaria fa anche i conii con i sensi di colpa di una gcncra.t.ionc. con tutta la sua vicenda politica e morale. ··Ho partecipato di una generazione che ha versato il sangue ... ho partecipato della m11uramista di una volont?t di giustizia che ha consumato la parte migliore della mia generazione ... La parte peggiore. rimasta a casa- senteil bisogno di intervenire. per esempio in Bosnia. 11clflll'alme11te non di persona ma per interposta truppa". Naturalmente. la "parte migliore" vive nell'ombra di un'altra ,imizia. ··Solo da inermi e da dispersi in terra si può stare un poco dalla parte di Abele". La parte migliore di quella genera• zionc festeggia (anzi "smaltisce") i suoi compleanni in Bosnia. Torna a casa; traduce I' Ecclesiaste; e cc lo racconta dalle colonne di un grande giornale. Ecco: il tono. il lìnguaggio. lo stile. 1..·esibizionc narcisista è forse solo il tratto più appariscente. l'aspetto più ovvio. più evidente. Erri Dc Luca sa usare le parole. Sa costruire una "situazione". li tono. il linguaggio. lo stile per prima cosa - allora sono probabilmente un po' fuorvianti. li lessico deliberatamente "sciatto", queste parole stentate e inconsuete. questi
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