10 EX-JUGOSLAVIAM/ ATVEJEVIC del tempo. La cittadina di Travnik, residenza del visir turco della provincia occupata della Bosnia. doveva risorgere da quelle tenebre tra l'ottobre 1806 e il m:1ggio 1814. sfiorJta improvvisamentedallastoriaeuropea: NapoleoneapreaTravnik unconsolnto. Per non lasciargli quel vantaggio l'Austria fa :iltreuanto. Questi faui. appare111cmcnteprivi di un grande interesse storico. sono chiamati a coprire un ruolo analogo aquello del ponte sulla Drina a Visegrad: sembra che la ,•ita possa stru11uran,i intorno a un avvenimento ... aqualchccos:1··.1a popola1ionc. poco prcpar:lla ai cambiamenti. disapprova i nuovi venuti che \compigliano il trantran abituale. Ecco l'occa-;ionc per Andric di usare virtum,isticamcnte tutti quei rcghtri. Vediamo. come !!.fondo.la rai(1 (lennine peggiorativo con il quale gli invasori 011omani de~ignavano il popolo). Serbi e Croati. i primi guidati dai loro popi (filo-russi e conseguentemente an1i-naJX)lconici) e i secondi dai loro frati fr.mce!lcani (anche loro o~tili a Napoleone a causa dei suoi problemi con il p.ipato. e piuuo,10 favorevoli all'Austria cattolica): accanto ad e,,i una piccola comunità ebraica; sopra tutti quanti. i Turchi. con la loro singolare gerarchia culminan1c ncll'onniJX)tcntc visir. conqui,tatori venuti da lontano che cercano di .iccauivarsi gli indigeni \lavi islamiuati. In mezzo a questo brulichio si tro\a il con<.,olefrancese. di nome Om ille. con la famiglìa e il giovane viceconsole Dcs Fossés. circondato da un personale consolare recluiato chissà come: di fronte a questi. i loro omologhi austriaci. Mcscolanl~letnica e storica ad u11tempo. gua11abugliodi credenze e di tradi1ioni diver.,e. punto d'incontro di mentalità e di co<.,cienze divergenti. il testo ripropone in qualche modo gli av\•Cnimenti alluali .. L'intcres~ in effetti !iiconcentra. in modoqua<.,i im~rcenibile. ,ull'incontro tra Oriente e Occidente. sulla reciproca incomprcn<.,ionc accentuata da un .imbien1e arretrato. Al di fuori di un ·atmosrera sottilmente ~uggerita e di una visione che non ~i piega mai al folklore da ba:ar. i due francesi occupano il primi\- simo piano di que<.,toromanlo~cronaca: il bonario Davi Ile. autore di qualche articolo pubblicato su Le Mo11i1eur, parigino e poeta della domenica. sembra rappresentare quelli che non avev;;mo c;.1pitoquasi niente della Rivolu1ione e che tuttavia avevano seguito- e magari ammiralo - Napoleone. senza troppo rimpiangerne la caduta: per contro. il gio,ane Dc.., Fo..,sés. figlio di una nuova cpoc,1. mrnuncia dhcrernmen1e un nuovo comportamento. se non un nuovo tipo d'uomo. un Julien Sorel che. pur appa<.,<.,ionatdoella propria impresa. non si lascerebbe mai domi• narc dall'ambi1ionc. Qui la legge,ula non può avere lo stesso spazio che nel l'opera precedente: ci troviamo di fmntc a una Moria vera e verificata che autommicamente elimina il lcggend.irio o lo riduce a una proporzione minima. Un.t <.,ortadi ..maledi,ione" aleggia sulla Bo\nia, "pae\c muto ... fa110 di \ilcn7io e di incertezza", dove si ha rimprc'>sione. M!guendo i rapporti di D..ivillc. che ·•niente .11 mondo si la<.,ccrebbcpacificare né regolare··. Uno dei tre visir che si \uccedono nel racconto. apparentemenle affabile. arriva persino a mostrare ai suoi ospiti stranieri. durante un ricevimento ufficiale. le orecchie mozzate di insorti serbi. Una soffere,ua profonda. simile talvolta al male, fu interiorizz:ua da tempi remoti. riapparendo ogni tanto. scn.la mai sparire. lnqucs1a pane dell'Europa si difendeva l'Europa stessa. Soltanto Dc1, Fossés riesce a penetrare un po· dentro a quel mondo e al suo passato contraddittorio. Araldo di una storia nuova, si rcndecon10 che "la cattiveria e la bontà di un popolo sono un prodotto delle circostanze". In ceni momenti. si sente dalla sua bocca la lezione dell'Encyclopétlie. diventala racconto grazie all'arte dello scrit• tore. Soltanto il giovane francese riesce a comunicare con la strana fauna che frequenta i consolati. come il medico Cologna. un ··origina1e··chcgli rivela il verodcstinodell'uomodcl Levante ..che penosamente si divincola tra Oriente e Occidente, senza appartenere né all'uno né all'altro. ma colpito da entrambi. Sono le villime di questa fatale separazione fra cristiani e non·cristiani... Si tratta di una piccola umanità separata che geme sono un doppio peccato originale e che dovrebbe ancora una volta essere riscattata e s,1lvata. ma che non riesce a vedere da chi potrebbe esserlo. né in che modo. Sono uornini che vivono su frontiere fisiche e spirituali. su una linea nera e insanguinat.t. Qucll.1 linca. per via di un malinteso assurdo e duro. è stata tracciata in mezzo a uomini che non dovrebbero incontrare frontiere fra loro". È po~sibilc colmare questa frattura quasi mctafoica e stabilire un'unione occidentale-orientale nel senso che Gocthe dava al tem1ine west•iistlic/J'? Andric evita di rispondere alla questione: si limita a suggerirla. Nel momento in cui l'Impero sarà davvero "logorato". nel 1814. la Francia non ..ivrà più bbogno di un consolato in "una borgata in capo al mondo". L' Au\tria nemmeno. La vita opaca e monotona degli abitanti di Travnik. turbata per poco più di !-.Cile anni da un avvenimento poco rassicurante. ricomincerà a stagnare soddi!.fatta: "La paura cambia nome, e le preoccupalioni cambiano forma. E i visir si succedono. L'Impero si logora. Travnik langue. ma la sua gente ,ive ancora. come il verme in una mela caduta ...... È forse esagerata la disum:.a di Andric rispetto all'attu.ilità. la sua apparente defezione di fronte al momento prc.!.Cntc. Il !,UO tc,to U, Corte del ,tiamlo (cominciato nel 1928 e concluso nel 1934) racconta l'orribile s~nacolodclla prigione di Istanbul che porta quel nome che mette paum. vero luogo dì maledi1ione dove si incomrano indifferentemente tanto chi è accusato di un delitto quanto chi è scmpliccmen1e "sospettato ... Il prete cauolico di nome Pctar. racconl.t la !!.uac<:.pcrienzain quel luogo Fatale: ..Ci sono accusati di ogni tipo. perché il sospetto va !omano. si estende in ampie21a e profondità ... La Corte maledeua piega rapidamente e in\Cmibilmente l'uomo e lo !!.01tome11e.Egli dimentica che CO!,'èMato e pensa sempre meno a cosa diventedì: il pa<.;<:.aeto l'avvenire connuiscono in un presente unico. nella vita 1erribile e !,traordinaria della Corte del diaw,/o". Que..,,a de,cri.1ione è ben più di un·allusione al terrore e ulla dittatura. Quel libro non è la semplice anticipazione delle testi mo· nianle che oggi possiamo leggere su prigioni e campi di pena: ne ha cspre.,,o lo ,piritoe ne ha narrato. a modo ,uo. k1mitologia. Il giovane Kamil. nato a Smirne da padre turco e madre greca. si era identificato nei suoi sogni e nelle we ricerche emdite al destino del defunto sultano Ojem. È que<,ta la prova che egli ordisca un compiono contro l'attuale tiranno ottomano? Poiché ne viene smpcttato. bisogna metterlo in prigione. Lì non JX)Ssonoe!lserei degli innocenti. ··nessuno c'è dentro per caso". co1hl,1ta L.uifoga. signore :i..<,olutodi quel poMo e appa\\ionmo artigiano del suo mestiere: "dal momen10 in cui uno ha passato la soglia di quella eone. non è più innocente. Ha commesso un errore. fosse pure in sogno··. Seè vero chc1wrratori si nasce e romanzieri si di1•e11u1. questa formula potrebbe benissimo essere applicata ad Andric: i suoi romanli articolano e fanno convergere s1raordinarie serie di racconti e di novelle. Già le sue prime raccolte di poesia in prosa (Ex Ponto e sopra11u110 Disordini) contenevano in germe dei racconti. come la piccola favola intitolala Storfo giclpponese. una delle migliori difese e illustralioni dcll'indi~ndc111.a dello scrittore che siano mai state scritte. Ceni racconti di Andric hanno rampieaa di brevi romanzi (è in particolare il caso di li Tempo
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