CINQUANT'ANNIFA LA MEMORIA E L'OBLIO Kurt Vonnegut DESTINIPEGGIORIDELLAMORTE traduzionedi AlessandraMascaretti Cinquant'anni dopo Auschwitz e Hiroshima, "Linea d'ombra" dedica queste pagine alla riflessione storica su/l'Olocausto. Il brano di Kurt Vonnegut, già pubblicato sul n. 37 di "Linea d'ombra", è qui presentato in una nuova traduzione. Sentite un po' il candido sermone che ho pronunciato nella cattedrale di St. John the Divine a New York: "Vi illustrerò, oggi, le terribili conseguenze di un'eventuale abolizione delle bombe all'idrogeno. La cosa, in teoria, dovrebbe procurarci un gran sollievo. Sicuramente non ne potrete più di sentir raccontare come tutte le creature viventi sfrigolino e scoppiettino all'interno di una palladi fuoco radioattiva. Lo sappiamo da più di un terzo di secolo-da quando abbiamo sganciato la bomba atomica sui gialli abitanti di Hiroshima. Loro, certamente, hanno sperimentato di persona cosa significhi sfrigolare e scoppiettare. "Dopo tutto, che cos'erano quello sfrigolio e scoppiettio, al di là della mirabile tecnologia che li ha provocati, se non la nostra vecchia amica morte? Non dimentichiamo che Giovanna d'Arco, in tempi ormai lontani, fu fatta sfrigolare e scoppiettare con nient'altro che un semplice falò. Finì per morire. Anche gli abitanti di Hiroshima finirono per morire. E un morto è un morto. "Gli scienziati, per quanto ricchi di idee, non scopriranno mai un metodo per rendere un morto più morto di quello che è. Così, se qualcuno di voi si preoccupa della bomba all'idrogeno, in realtà ha semplicemente paura della morte. Non c'è nulla di nuovo, in tutto questo. Se anche non ci fossero bombe all'idrogeno, la morte ci starebbe comunque allecalcagna. E che cos'è lamorte se non assenza di vita? Non potrà mai essere altro. "La morte è il nulla. Perché agitarsi tanto? "Alziamo la posta, come dicono i giocatori d'azzardo. Parliamo dei destini peggiori della morte. Quando il reverendo Jirn Jones vide i suoi seguaci in Guyana posti di fronte a un destino peggiore della morte, diede loroKool Aid conetto con cianuro. Se il nostro governo si accorgerà che stiamo per incorrere in un destino peggiore della morte, sommergerà i nostri nemici con una pioggia di bombe all'idrogeno; e anche noi, a nostra volta, ne saremo sommersi. Ci sarà Kool Aid in abbondanza per tutti, se così si può dire, quando verrà il momento giusto. "Ma da cosa lo riconosceremo, quel momento? "Non vi farò perdere tempo parlando di destini banali, peggiori della morte solo in senso relativo. Immaginiamoci, per esempio, invasi da un nemico che non capisce il nostro meraviglioso sistema economico: le Braniff Airlines, l'International Harvester eccetera eccetera andrebbero in rovina e, di conseguenza, milioni di americani in cerca di lavoro resterebbero disoccupati. O supponete che a invaderci fosse un nemico troppo meschino per prendersi cura di vecchi e bambini. Oppure un nemico che decidesse di spendere fino all'ultimo centesimo in armamenti per la Terza guerra mondiale. Sono tutte sventure cui potremmo adattarci, se vi fossimo costretti - Dio ce ne scampi, naturalmente. "Ma pensate un po' se noi, stupidamente, ci fossimo sbarazzati delle armi nucleari, il nostro Kool Aid, e arrivasse un nemico a crocifiggerci. La crocifissione è la pena più dolorosa che gli antichi romani abbiano mai escogitato. Loro, sul dolore, ne sapevano tanto quanto noi sul genocidio. Capitava che crocifiggessero centinaia di persone in una volta sola. È quello che fecero ai superstiti dell'esercito di Spartaco, composto per lo piùdi schiavi ribelli. Li crocifissero tutti. Miglia e miglia di croci. "Se fossimo appesi a una croce, con le mani e i piedi inchiodati, non desidereremmo forse avere ancora bombe all'idrogeno con cui pone fine a ogni forma di vita dappertutto? Assolutamente sì. "A pensarci bene, conosciamo qualcuno che è stato crocifisso tanto tempo fa,e che, presumibilmente, sarebbe stato ingrado almeno quanto noi o i russi di porre fine a ogni forma di vita dappettutto. Ma Lui, al contrario, scelse di andare incontro a una passione. Tutto ciò che disse fu: 'Perdonali, Padre, perché non sanno quello che fanno'. "Lasciò che la vita continuasse, tanto terribile quanto lo era per lui, visto che, a quanto pare, siamo ancora tutti qui. "Ma Lui era uncaso a parte. Non mi sembra giusto prendereGesù Cristo a modello di quante sofferenze e umiliazioni noi comuni mortali dovremmo sopportare prima di invocare la fine di tutto. "Io non credo che siamo sul punto di essere crocifissi. Quale dei nostri potenziali nemici di oggi potrebbe dispo1Teanche solo della metà dei falegnami neccessari? E poi, neanche quelli del Pentagono al momento del bilancio hanno mai menzionato la crocifissione. Mi dispiacerebbe mettere loro in testa quest'idea. Saprò a chi dare la colpa se, tra un anno, i Capi di stato maggiore, all'unisono, dovessero testimoniare sotto giuramento che siamo sul punto di essere crocifissi. "E se invece annunciassero che, nel caso in cui non si stanziasse denaro sufficiente per gli armamenti, cadremmo tutti in schiavitù? Questa sembra un'ipotesi già più probabile. Malgrado la nostra reputazione internazionale di lavoratori un po' approssimativi, pensate al gusto che proverebbe i I nemico nell'assoggettarci con la forza, vendendoci e comprandoci come fossimoelettrodomestici o macchine agricole o accessori pornografici gonfiabili. "La schiavitù, certo, sarebbe un destino peggiore della morte. Su questo siamo sicuramente tutti d'accordo. Bisognerebbe forse mandare unmessaggioalPentagono: 'Quando gli americani si troveranno sull'orlo della schiavitù, allora vorrà dire che è giunta l'ora del Kool Aid'. "E loro capiranno. "Vada séche, nell'oradel Kool Aid, non solo noi ei nostri nemici, ma tutte le forme superiori di vita della tena saranno annientate.
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