Linea d'ombra - anno XIII - n. 105 - giugno 1995

68 INDIA, MESSICOC, INA trattenere l'agitazione che gli faceva palpitare il cuore. E così, mentre preparava il cibo, faceva mille congetture. La Nonna era debole e completamente spossata: apriva gli occhi solo per richiuderli immediatamente. La Donna dall'Abito Purpureo s'avviò senza fretta verso la fanciulla cieca, s'accovacciò di fronte a lei e le chiese con un tono lieve: "Sorella, da dove vieni?". "Da dove vieni? ...Da dove vieni? ...", ripeteva la fanciulla cieca sfoggiando, improvvisamente, un radioso sorriso, mentre due fossette grandi grandi le comparivano sulle guance. "Come ti chiami?", provò nuovamente a domandare la ragazza in abito rosso, impiegando ancora un tono delicato. La ragazza cieca non rispondeva. L'espressione sorridente di una dolcezza penetrante le ravvivava il viso, c0me fosse entrata nel mondo lontano e remoto della completa felicità. Il Babbo cominciò a piangere a squarciagola, senza lacrime e senza aprire minimamente gli occhi. La Nonna gli infilò in bocca un capezzolo bruno che soffocò immediatamente quel pianto. Di tanto in tanto risuonava lo scoppiettio della legna bruciacchiante che rendeva ancor più profonde e misteriose le voci lontane delle acque. L'Uomo in Nero era completamente immerso nella luminosità del mattino: pareva che uno strato di ruggine rossa si fosse formato sul suo collo e sul suo volto. I proiettili dorati brillavano fulgidi attirando gli sguardi frequenti delle persone nella capanna. La Donna dall'Abito Purpureo uscì con passo lento e, giunta al fianco dell'Uomo in Nero, con il viso cosparso di un colorito che lasciava trasparire un qualcosa di simile alla vergogna, chiese balbettando: "Zio, cos'è quello?" f'IRHLA GèSTTSCHt: LOWE ~ Per grattarsi il nrignolo. Per sposarsi l'anulare. Per insultare il medio. Per viaggiare il pollice. Per leggere l'Indice. E in edicola L'Indice di questo mese. Assaporate il vero gusto della cultura. E non accontentatevi di un assaggio. Sull'ultimo numero troverete tutte le indicazioni per abbona:vi e scoprirete [INDICE come ricevere in regalo la tessera sconto valida in tutte le DEI LIBRI DEL MESE Librerie Messa~~erie. COME UN VECCHIO LIBRAIO. L'Uomo in Nero alzò il capo, la squadrò da capo a piedi e disse con un ghigno feroce:"Accendi il fuoco!". "Faccio aria?", chiese ella ingenuamente. "E prova un po' a soffiare!". La piega di un sorriso feroce gli increspava il mento aguzzo. L'Uomo in Nero, le mani ferme e il mento alto, aveva penetranti occhi scintillanti, simili a fulmini tra le nubi. "Ma io non oso! Il fiato mi si blocca in bocca e non riesco a buttarlo fuori!", replicò la ragazza, timida timida in presenza di quello sconosciuto. L'Uomo in Nero la guardava con espressione sospettosa. Recuperò le cartucce con grande rapidità, si alzò in piedi e reggendosi sulle punte, con le gambe arcuate si ·avviò verso la capanna traboccante del profumo di pesce e di riso. C'erano solamente due scodelle. Il Nonno !e riempì fino all'orlo e, con entrambe le mani, ne sollevò una per porgerla cortesemente alla Ragazza dall'Abito Purpureo. "Sorella", le disse, "ti prego di accettare questo riso. Siamo una famiglia povera, la nostra casa è collocata in un luogo impervio, non ho nulla di buono da offrirti. Quando le acque si saranno abbassate, troverò altri modi per ringrazarti." Ella accettò la scodella con gli occhi strizzati per l'ampio sorriso, quindi la porse alla Nonna dicendo: "La zia sta peggio di tutti noi; dovresti andare a pescare del pesce e prepararle una zuppa. Le carpe sono dei buoni ricostituenti e la carpa dorata fa latte." Le lacrime danzavano negli occhi della Nonna quando ricevette il cibo, le tremavano le labbra e non riuscì a parlare. Abbassò il capo e una lacrima cadde sul viso del Babbo. Fu allora che il Babbo spalancò i suoi occhi neri: osservava languidamente la polvere sottile che fluttuava tra i raggi del sole. Il Nonno sollevò l'altra scodella di riso e, dopo aver lanciato un'occhiata all'Uomo in Nero, la porse alla Ragazza dall'Abito Rosso. "Fratello, non prendertela, aspetta un attimo!", si scusò il Nonno, ma egli allungò una mano a mezz'aria e si portò via la scodella. Un ghigno freddo comparì sul suo volto. Il Nonno sopprimeva il proprio nervosismo trasformando l'irritazione in colpi di tosse: ad ogni pausa sputava, un colpo dopo l'altro. L'Uomo in Nero non mangiò la scodella di riso che aveva agguantato. Accovacciato di fronte alla fanciulla cieca, con la mano sinistra reggeva la scodella mentre, con la destra, teneva i bastoncini con i quali becchettava del riso e, di boccone in boccone, lo infilava tra le labbra della fanciulla cieca. Ella teneva stretto tra le braccia il suo sanxianqin. Con il collo esteso in tutta la sua lunghezza e il mento minuto rivolto all'insù, pareva una piccola rondine ancora implume in attesa di essere nutrita. Ella mangiava e, allo stesso tempo, le sue dita pizzicavano le corde del sanxianqin che, "blum ... blum ...", risuonava. Il gelo di un suono freddo si diffuse pian piano. L'Uomo in Nero nutrì la fanciulla con due scodelle di riso, una di seguito all'altra, quindi tirò un sospiro leggero leggero. Si arrotolò le maniche per pulirle la bocca e, voltandosi, passò la scodella alla Ragazza dal Vestito Purpureo. "Tocca a Voi, signorina.", disse;ma ella replicò:"Forse vi dovrei lasciare laprecedenza". "Non possiedo né meriti né virtù. Anche se mangerò dopo, andrà bene ugualmente", sentenziò l'uomo. "Vedi un po' di non superare troppo i limiti", incalzò allora la Ragazza dalle Vesti Purpuree. Il Nonno raccontò all'Uomo in Nero gli eventi della sera precedente; gli parlò della Ragazza dall'Abito Purpureo con l'intento di renderlo più ragionevole, ma nulla rimosse il suo ghigno freddo. "Perché mai ridi?", gli chiese allora il Nonno, "Credi forse che ti stia prendendo in giro?". Ma egli si fece serio in volto:"Come potrei osare! E comunque, non vedo cosa ci sia di

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