bianca smuovendo, così, le acque. Allora, la loro superficie divenne una distesa di riflessi argentei, come squame di pesce, e di verdi riverberi, come frammenti di giada. Il giorno seguente la nascita del Babbo, di mattino presto, si tennero grandi baldorie sulla montagnola abbracciata dalla piena autunnale. Nella capanna di paglia, in piedi se ne stava il Nonno, sdraiata era la Nonna e addormentato il Babbo; appoggiata se ne stava la Dottoressa, accovacciato era l'Uomo dall'Abito Nero e seduta era la Fanciulla dalle Vesti Bianche. L'oggetto galleggiante che il Nonno aveva visto quella notte era una grande urna di vetro spinta da un uomo vestito di nero. L'urna conteneva la Fanciulla dalle Vesti Bianche. L'Uomo in Nero era basso di statura. Sul suo viso ossuto e scarno s'infossavano le occhiaie mentre i suoi occhi erano bianchi come la porcellana. Le orecchie diritte e appuntite parevano ventagli. Egli se ne stava lì, accovacciato. "Fratello, hai sigarette?", chiese, "Le mie sono tutte inzuppate d'acqua.". La sua voce nasale era rauca e profonda. Il Nonno scosse la testa in senso di diniego:"È da mesi che non sento odor di fumo." L'Uomo in Nero fece uno sbadiglio e il suo collo divenne così lungo da sembrare un nero tronco mozzo al quale erano annodate due corde nere nere. Procedendo con lo sguardo verso il basso, lungo le corde, si potevano vedere delle armi allacciate saldamente alla vita. L'Uomo in Nero si alzò e si stiracchiò per bene la schiena. Lo sguardo del Nonno esprimeva ostinazione. Le sue pupille sostavano fisse e immobili sulle due Mauser che quell'uomo portava alla vita e il sudore gli colava appiccicaticcio sul palmo delle mani. L'Uomo in Nero abbassò il capo e buttò l'occhio sul suo cinturone, quindi digrignò un'intera bocca di denti e con un ghigno malefico ordinò:"Fratelli, procuratemi un po' di cibo; ioho fratelli ed amici ovunque al mondo. INDIA, MESSICO,CINA 67 Per due giorni e due notti intere sono rimasto inzuppato nell'acqua e tutto questo, per lei." Così dicendo egli indicò la Fanciulla dalle Vesti Bianche che se ne stava lì, seduta. Ella aveva un viso da bimba, nonostante il corpo di ragazza. Ogni tratto del suo volto era stato perfettamente concepito: il naso era sottile come un filo, le labbra rosee erano minute e squisite, ma i suoi occhi enormi erano completamente spenti ed ella si muoveva a tentoni nel buio. Era cieca. La fanciulla cieca indossava una veste di seta bianca e teneva stretto nel suo grembo uno sanxianqin4 • Era lenta nei movimenti, leggera e fluttuante come i personaggi dei sogni. Il Nonno mise due chili di riso e dieci pesci in una casseruola, ravvivò il fuoco e lasciò che il fumo bianco e il fuoco rosso fuoriuscissero impetuosi dalla bocca del focolare. L'Uomo in Nero uscì dalla capanna con un colpo di tosse e a schiena ritta. Dall'urna gigante estrasse un sacchetto dal quale vuotò un mucchio di pallottole d'ottone. Sfregò il fondo delle pallottole quindi le infilò nel caricatore, una ad una. La Donna dall'Abito Purpureo che si era definita medico, non poteva aver superato i venticinque anni di età. Dopo aver dormito di un sonno profondo per una notte intera, appariva rilassata e risollevata mentre si intrecch1vai capelli neri. Ella era appoggiata su un lato della capanna e, con uno sguardo freddo freddo, osservava le abili mosse dell'Uomo in Nero. Il Nonno, tuttavia, non riusciva a dimenticare la ferocia dell'arma che ella possedeva per cui, guardandola di traverso, le perlustrò la cintola ma, inaspettatamente, non vide nessun rigonfiamento, nessuna protuberanza. Tre simili personaggi fecero la loro comparsa sulla collina nell'arco di una nottata. Neppure il Nonno, che pur aveva ammazzato delle persone, poté FotoChamberlandl/mapress/G. Neri.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==