Linea d'ombra - anno XIII - n. 105 - giugno 1995

lacrime traboccavano dai loro occhi. "Mia signora", disse il Nonno "io ti ho fatto del male, non avrei dovuto portarti in questo luogo". "Non chiamarmi 'mia signora"', esclamò la Nonna con le lacrime che le rigavano il viso. Il Nonno la stava a guardare, e si sovvenne del passato mentre ella prorompeva in un pianto fragoroso: "Lao San .... fai una buona azione .... dammi un coltello ...". "Mia signora", replicò il Nonno "non pensare alle cose brutte, prova ad immaginare, invece, le infinite difficoltà che sapremo affrontare assieme. Se sarà necessario ammazzare qualcuno, tu mi passerai il coltello; se dovremo appiccare un incendio, tu mi fomirai la paglia. Con i tuoi piccoli piedi di giglio, sei riuscita a percorrere migliaia e migliaia di li per giungere sino a qui, ed ora non riesci neppure a partorire un bimbo grande quanto un gattino?". "È la verità. Non ho più neppure un briciolo· di forza.", ribatté la Nonna. "Aspetta un attimo, ti preparo un po' di cibo.", replicò il Nonno. Il Nonno, scarpe grosse e mani rozze, fece bollire mezza pignatta di riso e, dopo aver riempito due scodelle fino all'orlo, ne tenne una per sé e porse l'altra alla Nonna. Ma ella, esanime nel suo giaciglio, scosse la testa in senso di diniego. Il Nonno, con uno scatto d'ira, scaraventò la scodella di riso fuori della capanna e ruggì: "Bene! Se vuoi morire, moriremo assieme! Tu, il bambino ed io!", quindi smise di parlare e non guardò più la Nonna: osservava i topi affamatilottarecomelupiperilcibo.LaNonnaconunosforzositirò su, a sedere, sul letto. Afferrò una scoqella di riso e cominciò a mangiarne un po', ma le lacrime le rigavano le guance mentre mangiava. Il Nonno, commosso, allungò le grosse mani per massaggiarle la schiena, consolandola. Quello stesso giorno, la Nonna per tre volte pers~ conoscenza. Verso l'imbrunire, lunga e distesa nel suo giaciglio, pareva una morta. Il Nonno la teneva sotto controllo: il suo corpo era in un bagno di sudore mentre dal viso gli traboccavano le lacrime. Verso sera gli s'infossarono le occhiaie e gli crebbe la barba: il suo cuore era un mondo in subbuglio. I colori del crepuscolo si diffusero nella capanna lenti lenti, mentre innumerevoli uccelli enormi volavano nuovamente verso la montagnola. Così come la sera precedente, i grilli sfregavano le ali. Ma i fruscii erano malinconici e languidi. I ratti, in frotta, fuori dalla capanna, allungavano il collo per sbirciare: i loro occhietti erano vispi e brillanti, come carboni ardenti. Un gran fascio di desolati raggi lunari si proiettava all'interno della capanna sino ad avvolgere il Nonno e la Nonna. Il Nonno, che era un tipo valoròso, sembrava un eroe sfinito: i suoi occhi neri, da falco, pareva fossero stati irritati dai raggi del sole, il mento gli cascava tra le mani mentre il busto ricurvo gli conferiva un aspetto da rapace affamato. La Nonna, con il collo lungo e i seni pieni, le braccia sottili e i piedi appuntiti, portava mio padre in quel suo grembo prorompente e superbo. Il Babbo venne al mondo accompagnato da alcuni prodigi metereologici e, fattosi grande, divenne un contadino onesto e sincero. Ad occidente calavano i raggi del sole mentre, ad oriente, il chiarore della luna abbracciava il Nonno e la Nonna: essi sembravano chiari e lindi, come appena lavati. I topi, spioni, entrarono nella capanna sbirciando e, poiché il Nonno se ne stava immobile, cominciarono liberamente a correre all'impazzata. Agli occhi del Nonno, tutto ciò che stava all'interno della capanna divenne oscuro e indefinito e la Nonna, con le mani alzate e i piedi scomposti, gli pareva un grosso uccello ferito sotto il chiaror lunare. Il suono delle acque e il cinguettio degli uccelli si riversavano su di lei a ondate. Verso le cinque del pomeriggio, il Nonno avvertì una ventata di aria fresca colpirgli la schiena e non poté trattenere un école La scuola non è un) azienda. Costruire t uguaglianza) liberarele dif/erenze. MENSILEDI IDEEPER{'EDUCAZIONE ABBONAMENTOANNUALE(9~UMERI)L.45.000 CCP.26441105 INTESTATOA SCHOLEFUTUROVIA O.ASSAROTTI,15 TORINO TEL. / FAX 011.545567 COPIESAGGIOSU RICHIESTA DISTRIBUZIONIEN LIBRERIAP:DE \IDff\n}ffl Lavoro, sostantivopluralefemminile ~1twu1:tJ 1 l;l!131JIUI Rossettoealtre lezionidi femminismo W!••iil'lll!,lmh1M 1 1 Collettivi,centrisocialie... Quasiunamappa E11 k$t1UMadre Armenia ì,; 1, l•:DH:01, \ I PHDII DI li \GGIO 65

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==