IL CHIODO E LA VITE TRE RACCONTDI IFABIOMORABITO a curadi BarbaraBertoni Fabio Morabito è scrittore e poeta messicano con passaporto italiano: è nato infatti ad Alessandria d'Egitto nel 1955 da genitori italiani. Ha vissuto a Milano fino a quattordici anni, quindi si è trasferito a Città del Messico dove vive tuttora. Ha svolto ricerche in Italia sotto la guida di Cesare Segre e attualmente lavora nell'Universidad Nacional Autonoma de México, affiancando alla sua attività di ricercatore un'altrettanta intensa attività di traduttore dall'italiano. È strettamente legato alla rivista "Vuelta", diretta eia Octavio Paz. Ha pubblicato due libri di poesia: Lotes baldfos (Terreni incolti, 1985) e De lune.s·todo el aiio (Tutto l'anno di lunedì, 1992), e due cli prosa: La lenta.furia e Caja de herrarnientas ( Cassa degli attrezzi, 1989). Questi ultimi stanno per essere pubblicati in Germania e negli Stati Uniti, mentre le poesie sono state incluse in diverse antologie e riviste, europee e americane. I testi qui proposti appaiono per la prima volta in italiano. La vite è tratto da Caja de herramientas, una raccolta cli brevi riflessioni poetiche su attrezzi a prima vista assai banali e prosaici come il martello, il chiodo, la vite, la spugna, l'olio, il coltello eccetera. In parole vivide e divertenti l'autore analizza la natura estetica e ontologica, l'origine, l'uso e le potenzialità cliogni attrezzo domestico, riscattandoli dal ruolo insignificante rivestito nel nostro immaginario e traendo eiaognuno una sorta di insegnamento morale. Il secondo racconto, / Vetriccioli, è tratto dal volume La lenta furia ed è, insieme a Mio padre, indispensabile per la comprensione dell'opera di Morabito. Incentrato su di un tema alquanto insolito, la traduzione, narra di due famiglie che riescono a sintentizzare i due opposti atteggiamenti al riguardo: quello secondo cui il traduttore deve scomparire per lasciar parlare l'autore e quello secondo cui sull'autore ci si deve imporre. Le due opposte filosofie sono rispecchiate nei modi di vita, nelle dimore e nell'aspetto delle due famiglie: i Vetriccioli, alti e slanciati, vivono in gran numero in una misteriosa casa dai corridoi angusti e tortuosi dove lavorano giorno e notte in spazi esigui, mentre i Guarnieri, grassi come la loro prosa, vivono in un moderno palazzo a più piani; i Vetriccioli, in un desiderio di completo annullamento nei confronti dell'opera che traducono (''abbiamo sempre saputo di essere semplicemente"delle cinghie cli trasmissione, e questo ci appassionava"), inorridiscono all'idea che il loro nome possa apparire sulla copertina, mentre i Guarnieri, come la famiglia cli liutai riecheggiata dal cognome, hanno la pretesa cli "firmare" il loro lavoro. T Vetriccioli, quindi, al pari ciel vetro cui il loro nome si ispira, non hanno altra aspirazione che lasciar filtrare in trasparenza la bellezza dell'opera senza alterarne le caratteristiche; ma questo annullamento della personalità, a lungo andare, diventa pericoloso e porta ad esiti catastrofici. Così la famiglia Vetriccioli viene distrutta, non dagli odiati concorrenti, ma dai loro giovani rampolli che mal sopportano le manie degli anziani. Mio padre, tratto anch'esso da La lenta.furia, contiene l'idea che è alla base cieli' opera poetica cliMorabito: l'amore e l'attenzione per le piccole cose insignificanti che possono però rivelarsi, a chi le sa guardare, intensamente poetiche e ricche dei più grandi misteri dell'esistenza. Non a caso l'epigrafe iniziale del volume di racconti è "Nessuna cosa è più importante cli un'altra", tratta da un'opera cli Silvina Ocampo, che il narratore cita e fa propria. li racconto parla dell'educazione di un bambino, impartita dal padre durante le passeggiate per le strade del quartiere, tra terreni incolti, palazzi in costruzione, reti metalliche e tombini. Il padre insegna al figlio al fare attenzione alle inezie, a guardare il fondo e il lato nascosto cli ogni cosa. È proprio questo interesse per le piccole cose insignificanti è uno dei motivi di fondo cieli' opera di Morabito, quello che fa di un volgare verduraio un artista, cli una stupida caccia alle lucertole un'impresa memorabile, cli un campo di foraggio un mare brulicante cli aggressioni e resistenze.
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