tarmi." Si stiracchiò sbadigliando: "Sono sempre ... Ma che caspita...". Mentre lui se ne stava con la faccia rivolta al soffitto, sua moglie era venuta a prostrarsi ai suoi piedi di marito, signore e padrone. Sen abbassò uno sguardo allarmato. Lei innalzò uno sguardo appannato dalle lacrime che le scorrevano per le gote mentTegli diceva: "Sono indegna", senza che si potesse capire se si trattava di una domanda o di un'affermazione. E prima ancora che lui potesse spiccicare verbo, lei si portò le falde del sari agli occhi e scappò dentro. "Che diavolo succede?", bofonchiò Sen, e s'accasciò in poltrona. Aveva capito perfettamente che cosa lei intendesse. Rimase seduto a lungo, grattandosi la testa e fissando inebetito il prato assolato davanti a sé. Non aveva alcun desiderio di rincorrere la moglie per farsi perdonare. Entrò il locandiere, appuntando uno sguardo di riprovazione al vassoio del tè intatto, ed annunciò che la colazione era pronta. Sen si alzò di malavoglia: era evidente che lei non avrebbe toccato cibo senza prima ricevere un'abbondante dose di coccole. E lui, per Dio, non glie)' avrebbe mai offerta. Come si sbagliava: lei era già seduta al tavolo. Sen evitò di guardarla. "Tè?" chiese, e riempì prima la tazza di lei, poi la sua. Ancora una volta mangiarono i loro cibi differenti, nei loro modi differenti, e senza dirsi una parola. Non appena finito il pasto, lei passò al suo bete!, lui alla sua pipa. Lei si ritirò in camera, lui sulla veranda ad ascoltare il notiziario mattutino. Fu l'arrivo della posta di mezzogiorno che gli suggerì l'idea: si INDIA, MESSICO,CINA 55 trattava solo di una copia del suo congedo matrimoniale per due settimane, ma lui rientrò sventolando quella busta gialla con la scritta: "Ordine di Servizio Ministeriale". "Temo proprio che dovremo rientrare immediatamente. È una lettera urgentissima del Ministro: dovrà rispondere a ce1te interrogazioni parlamentari collegate con ilnostrodipaitimento. li locandiere ti aiuterà a prepai·are i bagagli mentre io darò una controllatina alla macchina. Locandiere! Locandiere!", e se ne uscì continuando a sbraitai·e. Mezz'ora dopo erano sulla strada per Delhi e poco prima del tramonto Sen riattraversava il portone di casa sua. Madre e figlio si abbracciarono a lungo e si separai·ono solo quando la sposa venne ad inchinarsi ai piedi della suocera. "Dio ti benedica, figlia mia," disse la vecchia accarezzando le spalle della ragazza, "ma che cosa " Suo figlio estrasse la busta gialla di tasca e la sventolò trionfante: "Una convocazione urgente del Ministro. Questa gente non ha il minimo rispetto per la vita privata degli altri! Non ho potuto far altro che tornare." "Naturalmente", rispose la madre asciugandosi furtivamente una lacrima. Poi si rivolse alla nuora: "I tuoi genitori sai·anno entusiasti di sapere che siete tornati. Perché non li chiami al telefono?" Pochi minuti dopo i genitori della signora Sen sbarcavano da un taxi. Ulteriori lacrime vennero versate e ulteriori spiegazioni fornite a proposito della lettera del Ministro. Ci fu anche chi tirò un sospiro di sollievo. Ora che la sposa aveva trascorso almeno una notte con il marito e consumato il matrimonio, poteva ben tornare a casa dai genitori per qualche giorno. Sen passò l'indomani gironzolando tra librerie e caffè. Poi venne il fine settimana. Domenica mattina, mentre la madre era in preghiera, Sen telefonò a casa del Direttore per raccontargli del suo ritorno e chiedergli il permesso di riprendere servizio: "Le condizioni di salute di mia madre non sono buone ed io ho preferito non lasciarla sola per troppo tempo." Sapeva bene che, posto in questi termini, il suo comportamento non poteva che suscitare comprensione ed approvazione. Infatti il Direttore mostrò viva preoccupazione e caldeggiò fervidamente l'adempimento dei sacri doveri di ogni buon figlio indù verso la propria madre vedova. "E poi, facciamo una bella festa per il tuo matrimonio e ci fai conoscere tua moglie ... certo, non appena tua madre sta meglio.". "Sicuro, Signore. Non appena sarà ritornata in forma, ci concederemo l'onore di invitarLa." Gli "acciacchi" della madre, il suo "non essere in forma" divennero la scusa ufficiale di Sen per aver cancellato il viaggio di nozze ed esimersi da organizzare feste di sorta. Riuscirono persino a tener buono Santa Singh, che aveva progettato grandi gozzoviglie a spese di Sen. Passarono i giorni, poi le settimane. Kalyani capitò un paio di volte da quelle parti per riprendere le sue cose accompagnata dalla madre, proprio mentre Sen era in ufficio e non potè vedere che la suocera. Lasciarono detto che, viste le circostanze, era Sunny Sen che doveva andare a riprendersi la moglie dai genitori. Per qualche tempo Sen rimandò, poi dovette assentarsi per un giro d'ispezione nell 'lndia meridionale. I genitori della ragazza vennero a sapere che era tornato in città solo quindici giorni dopo il suo 1ientro. Le relazioni tra le due famiglie si fecero molto tese. Nulla fu detto ape1tai11ente,ma iniziarono a circolai·e voci che i Sen fossero dei cacciatori di dote e la madre di Sen avesse un vero caratteraccio. Sen ricevette infine una lettera dal suocero: cortese, ma decisainente fredda. Dal contenuto si evinceva chiaramente che era stata concepita e stilata dietro parere di un avvocato e che ne veniva conservata
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