li "New York Times" mi chiese di scrivere un articolo sulla guerra in termini di conflitto indu-musulmano, sulla base della mia conoscenza del Pakistan. E io scrissi quell'articolo in una notte, mi avevano dato soltanto dodici ore per farlo: tremila parole. Lo pubblicarono come l'aiticolo principale. Poi ho scritto molti altri articoli. Uno era sulla condizione della donna, e poi Indira Gandhi divenne primo ministro, poi un altro sull'Jndiadel sud, esu qualsiasi altro argomento che mi richiedevano. Ho iniziato quindi a collaborare con l"lllustrated Weekly oflndia", il periodico più venduto nel paese, di cui sono stato direttore. Poi divenni direttore del "Hindustan Times". In quegli anni però non ha svolto solo attività giornalistica. No, infatti, nel frattempo ho continuato a scrivere, in tutto più di 18libri.Ho fatto anchemolte traduzioni di romanzi e poesie. Emolti dicono che i miei racconti brevi sono mjgliori dei romanzi. Ma qual è il rapporto, nel suo lavoro, tra i libri e il giornalismo? Mah, sa, il giornalismo mi dava soldi. I libri non procuravano altrettanto denaro. Impiegano anni di lavoro, e non danno altrettanto denaro a meno che non si sia fortunati. lo sono stato fortunato: Delhi mi ha fatto fai·e un mucchio di soldi. Mi chiedono perché non la smetto di scrivere quelle stupide "columns" e non mi dedico alla scrittura seria e creativa. Ma il giornalismo, e io scrivo tre o quattro "columns" a settimana, mi permette di avere anche di avere un KhushwonlSingh INDIA, MESSICO,CINA 47 notevole impatto, perché le mie "columns" sono pubblicate in centinaia di giornali, in tutte le lingue.Non solo mj portano assegni, ma dovunque vado la gente sa chi sono perchéha letto, nellapropria lingua, i miei aiticoli. E ciò fa molto piacere, è una grande soddisfazione. Inoltre le "colurnns" che scrivo mi danno un enorme potere di ricatto, se voglio violentare qualcuno sul posto posso farlo e di conseguenza vengo continuamente invitato da ministri che organizzano banchetti inmioonore, mi mettonoelicotteri adisposizione per visitai·eil loro Stato, mi mandano delle guide, delle accompagnatrici, sempre carine, perché conoscono il mio punto debole. Questo è il motivo per cui continuo a scrivere aiticoli. Il giornalismo è inoltre un modo per continuare a scrivere: ho notato che se la gente smette di scrivere diventa difficile riprendere. Se scrivi qualcosa ogni giorno il passaggio alla scrittura seria diventa più facile. La linea tra giornalismoeletteraturaèinoltre molto sottile, nel giornalismo pai·li di episodi, incidenti, che possono essere convertiti inracconti brevi, se li metti insieme e se c'è un personaggio che li attraversa hai un romanzo. Il giornalismo è più veloce, si occupa di politica, clieventi correnti, ma sono gli stessi che puoi trasformare in racconti, o in poesia, e allora diventa letteratura. Certo, nel giornalismo ti devi attenere ai fatti, devi essere onesto, non puoi andai·e al di là della narrazioneeclelranalisi degli eventi, mentre nel lavoro creativo non haj limiti, sei libero di aggiungere delle cose, e di condirle come vuoi, ti basta un solo incidente per creare un romanzo. Come è nato il romanzo Train lo Pakistan? Da un trauma, un'esperienza profonda, vivere attraverso un
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