Linea d'ombra - anno XIII - n. 105 - giugno 1995

NOVITÀ Giinther Anders ESSERE O NON ESSERE DIARIODI HIROSHIMA E NAGASAKI A cinquant'anni dalla bomba atomica una riflessione di drammatica attualità. Il 6 agosto 1945 è cominciata una nuova era: in qualunque momento, ora, l'uomo può trasformare l'intero pianeta in un'altra Hiroshima. I doveri morali nell'era atomica. pp.256, Lire 15.000 Paolo Bertinetti DALL'INDIA Un panorama pressoché completo di una produzione letteraria di straordinario interesse, il romanzo indo-inglese e della diaspora indiana. Un profilo della letteratura indiana in inglese attraverso i romanzi e gli autori apparsi in traduzione italiana pp.168, Lire 15.000 Norberto Bobbio ELOGIO DELLA MITEZZA E ALTRI SCRITTI MORALI Per la prima volta una raccolta di scritti di Norberto Bobbio che si collocano nell'ambito della filosofia morale. Verità e libertà. Etica e politica. Ragion di stato e democrazia. La natura del pregiudizio. Razzismo oggi. Eguali e diversi. Pro e contro un'etica laica. Morale e religione. Sul problema del male. pp. 224, Lire 15.000 Bianca Guidetti Serra STORIE DI GIUSTIZIA, INGIUSTIZIA E GALERA Cinque casi esemplari che hanno segnato nel l'arco di mezzo secolo la memoria e l'identità dell'autrice: testimonianza del!' impegno poi itico e sociale di una famosa penalista democratica. pp. 160, Lire 15.000 Cees Nooteboom COME SI DIVENTA EUROPEI? Un grande scrittore si interroga sul!' identità e il futuro del vecchio continente in un vivace intreccio di analisi storico-culturali, narrazione autobiografica e ironica riflessione sul nostro presente. pp. I 12, Lire 15.000 Aniitav Ghosh DANZANDO IN CAMBOGIA L'indagine di uno scrittore indiano su Poi Pote sul suo ambiente, i suoi familiari, i suoi maestri e seguaci. Non una guerra civile, ma una guerra contro la storia. A cura di Anna Nadotti pp. 80, Lire 12.000 1 LINEAD'OMBRA A·P·E·R·T·U·RJ9 lo ha già detto, a suo tempo, Shakespeare ... Per la gente la situazione forse non è molto felice, ma per me come autore è eccellente. Ecco la dichiarazione ottimistica di un pessimista. Credo l'abbia eletto, a suo tempo, anche Gramsci: pessimismo della ragione e ottimismo della volontà... Perfettamente, è proprio così anche per me. Molte sono le suefigure.femrninili. L'ultima in ordine cli tempo è Amanda nel romanzo che lei ha pubblicato un paio di anni fa. Ne aggiungerà presto altre? Non voglio dire di essere diventato femminista all'improvviso. Scrivendo Amanda senza cuore, a un certo punto, mi resi conto di essere molto insoddisfatto delle figure femminili che avevo creato fino a quel momento. Poi un giorno ho cominciato ad occuparmi di linguistica femminile, che è molto diffusa soprattutto in America. La cosa mi ha toccato profondamente. Ho capito che tipo di lingua condizionata dal maschio io parlo, e che orribili atteggiamenti maschilisti abbia quotidianamente. Così si chiude il cerchio: in me è cresciuta una ce11asensibilità in rapporto alle ingiustizie che compio ogni giorno. Ora spero in una società dove tale sensibilità venga presa sul serio. Me lo auguro anche per me stesso: si può essere sensibili solo in rapporto a qualcosa che si conosce, che è nella nostra coscienza, sia che si scriva libri con o senza donne. Se scriverò ancora libri con figure femminili, non lo so, dipende dalla trama. lo posso solo mettermi a scrivere una storia ... Ne ha già in mente una? Prima devo decidere se scriverò ancora libri ... Siamo in molti ad augurarcelo ... Sa che cosa fa uno scrittore quando finisce di scrivere un libro? Ne scrive un altro. E perché? Perché è uno scrittore. Ebbene, questa è una giustificazione che non mi basta più, che mi lascia insoddisfatto. Entro in una libreria e vedo tanti libri scritti solo per questo motivo. Se io ora decido di scrivere un nuovo libro, devo credere che sarebbe teITibile per l'umanità se non lo facessi. È folle ... È una responsabilità enorme ... È folle ... lo riconosco anch'io in momenti normali. Quest'autoconsiderazione appai1iene al mestiere dello scrittore. Solo se l'autore è convinto di produITe qualcosa di importante, riesce veramente a farlo. Tale convincimento io non riesco più a trovarlo tanto facilmente. Vent'anni fa non avevo questi dubbi, oggi sì. Ma non sono disposto a cambiare idea. Non è un vezzo. Se scrivo una sceneggiatura non ho questo problema, ma se mi chiudo per due anni in una stanza, allora sì, perché devo smettere di essere un buon padre, un mai·ito, un amico ... E mi devo chiudere in una stanza ... Jurek Becker ha smesso quel suo sorriso simpatico e sornione. Parla in modo serio e convinto. Il suo pessimismo sembra avere la meglio. Per un attimo le immagini del passato e del presente si confondono. Vedo Jakob nei giorni grigi e angoscianti cielghe110e vedo Becker che testimonia con testarda ironia un destino clidisperazione. Chiuso nel suo passato aveva la libertà del testimone involontario, la forza innaturale che nasce eia un'esperienza di tragedia. L'ottimismo, allora, contro ogni buon senso, aveva vinto. Deve averne avuto molto per racconwre le sue storie da/l'i11ferno. Oggi, dice, che non ne vale più la pena, ma ci auguriamo che torni presto ad ascoltare la voce clisuo padre, le storie della sua gente, e tomi ad intrallenerci con una memoria piena di guizzi ironici e cli speranze un po' scolorite.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==