24 KRALL/'45-'95 ...Mia madre mi mandò nella parte ariana, da una polacca che le prese dei soldi ma poi s'impaurì e mi portò a Lublino. Vicino alla stazione mi disse aspetta, torno subito e se ne andò e non tornò più, io stavo lì e piangevo finché mi trovò una straniera, Wanda Zolnierczyk, e mi prese con sé. ...Mia madre si era battezzata e dopo la mia nascita stava da Cecylia Januszewska. Cecylia Januszewska era sarta e quando le signore venivano da lei mia madre si nascondeva sotto il letto. Un giorno, mentre piangevo, mamma da sotto i I letto dondolò la culla e la cliente immaginò chi potesse essere, informò la gestapo e portarono via mamma. ...1 tedeschi passarono di casa in casa, trascinarono fuori migliaia di persone, solo per fucilarli e seppellirli nei boschi vicirti. Molti uomini quel giorno rimasero vedovi, perché il posto di blocco li aveva sorpresi per strada, mentre le mogli erano indaffarate in casa. Molti vedovi furono presi allora da depressione e divennero facile preda. ... La gesta po venne nel!' appartamento, mi nascosi sotto i I letto di ferro pieghevole, mi spararono, benché sanguinante non urlai, credettero che fossi morta, alla fine mi lasciarono. Un polacco, un chirurgo, mi cucì la ferita. Quando mia madre ripiegò il letto di ferro vide un buco attraverso la sbarra, grazie a lei il colpo non era stato mortale. ... I tedeschi giunsero a Zamosc che avevo nove anni. Quando uccisero mio padre chiesi a mia madre, perché? Tornai a Zamosc dopo la guerra e nessuno era rimasto in vita. Dove posso trovare dei testimoni? Solo Dio fu testimone e ha visto cosa è successo agli ebrei e alla mia famiglia. ...Ci portarono a Belzec. Durante il tragitto mi riuscì di saltar fuori e mi trovai nella foresta. Per via del freddo e della fame non potei restare nella foresta e penetrai di nascosto nel ghetto di Zolkiew. Mi portarono via in un furgone della spazzatura sotto i rifiuti ... E così via. Con millecinquecento varianti. 7. 1 più giovani - cinquantenni - che hanno appena saputo ... giungono con il loro vuoto di memoria. Malgorzata B. mandava gli uomini dal rabbino. Se il rabbino diceva: "circoncisi alt' ottavo giorno, come vuole il rito", capiva che erano stati nel ghetto. Durante la guerra le circoncisioni si facevano solo nel ghetto. Malgorzata B. raggiungeva la mappa. Trovava il luogo da cui provenivano i genitori polacchi. Poi la città più vicina. Il bosco più vicino. Il più vicino campo di sterminio. Diceva: "Questo ghetto è stato liquidato nel 1943... Debbono essere andati al campo per questa strada ... La madre ebrea deve averla lasciata in questo villaggio ... No, forse in questa foresta ...". Ascoltavano, annuendo con prontezza. Stava dando a ognuno l'inizio della loro biografia e tutti, per qualche ragione, desiderano avere un'origine. La madre polacca di Tomasz N., un marinaio di Gdynia, veniva da Hrubiesz6w. Aveva spiegato con l'esplosione di una bomba il grido dei ragazzi nel cortile: "guarda il suo pisello, è circonciso!". Una scheggia gli aveva colpito il pisello e si era dovuto operare. Le aveva creduto per molti anni. Prima di morire gli aveva sussurrato che lo avevano preso in un orfanatrofio. Malgorzata B. tornò verso la mappa. Vi erano stati ghetti sia a Hrubiesz6w che a Sokal. .. Il campo stava a Belzec ma potremmo prendere in considerazione anche Sobib6r. .. Perché non mette un annuncio sul giornale? L'annuncio apparve su "Folks Sztyme". li testo diceva: "Sto cercando una madre di cui non so nulla. Penso che venisse da Hrubiesz6w". Nella stessa pagina la redazione aveva messo l'annuncio di Betty Szapiro da New York: "Cerco mio figlio" . Ricevette una lettera da Betty Szapiro: "Penso a te da cinquant'anni, giorno e notte". Dopo parecchie lettere si capì che Betty Szapiro non aveva pensato a Tomasz N., ma gli mandò lo stesso cento dollari. Malgorzata B. gli suggerì di chiedere in Israele agli ebrei originari di Hrubiesz6w. Vendette la macchina e comprò un biglietto della El Al. "Chiedi di Fryda Nojmark", gli disse salutandolo il padre polacco, sebbene in passato avesse garantito che la madre sapeva tutto e se l'era portato nella tomba. "Era fuggita dal ghetto, la portai a Sokal. Chiedi a tutti di Fryda Nojmark ..." . Mise un avviso sul più diffuso giornale israeliano.: "Cerco persone che hanno conosciuto Fryda Nojmark". Risposero i fratelli Zylbersztajn. Vivevano vicino a Tel Aviv. Tomasz N. entrò in cortile, un vecchio canuto falciava il prato. "Buon giorno", lo salutò Tomasz N., "lei ha conosciuto Fryda Nojmark?" . "Aron, Aron I" gridò l'uomo verso casa. "Guarda chi è venuto a trovarci! Nojmark. È identico al cento per cento, ma al nonno non al figlio". Dalla casa giunse di corsa un altro uomo. Gettò uno sguardo su Tomasz N. "Che dici Abram, quale cento per cento? È un Nojmark al trecento per cento". Entrambi ricordavano Fryda: scura, piccolina, non aveva ancora vent'anni. Era fuggita a Sokal. Aveva una relazione con un uomo più grande. Avevano avuto un bambino. Lei era morta a Belzec, l'uomo era sopravvissuto. 11 giorno dopo il più giovane dei Zylbersztajn si ricordò anche il suo nome: Lerer. "Cerco Lerer", scrisse Tomasz N. in un successivo annuncio. Risposero trenta Lerer ma nessuno aveva conosciuto Fryda Nojmark. "Ti dirò tutto quando starò per morire" promise a Tomasz N. il padre polacco. 8. La storia della dottoressa vicino a Radom l'aveva raccontata sussurrando suo marito, al telefono. I suoi genitori polacchi avevano finto che lei fosse figlia loro, lei aveva finto di crederci. Malgorzata B. gli aveva chiesto perché bisbigliasse. Perché la moglie stava dormendo dopo un turno di notte. Lei non sapeva che avrebbe chiamato l'Istituto ebraico. "Sua moglie ricorda qualcosa?" domandò Malgorzata B., abbassando la voce involontariamente. "La schiena della madre che si allontanava. La mano di zio Lonia che l'accompagnava per una lunga strada. La lettera C nel suo cognome ... Per cinquant'anni non aveva ammesso di ricordare, per non fare dispiacere alla madre adottiva. L'ama, ma le manca quella vera, non è slealtà, no?" domandò il marito della dottoressa a voce più alta. Malgorzata B. andò in vacanza. Quando tornò dette un'occhiata alla posta. In cima vi era una lettera da Israele. Un certo Eliah W. cercava una nipote di nome Rozenzweig. Uno zio l'aveva portata via dal ghetto. "Rozenzweig ..." ripeté Malgorzata B. e constatò che in Rozenzweig non c'era nessuna lettera C. Cominciò a scrivere la risposta a Eliah W. Voleva sapere una cosa sola. Qual era il nome di quello zio. La lettera non era riuscita bene. Poteva destare una speranza per la quale era troppo presto. Gettò la brutta copia e prese un altro foglio bianco.
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