Linea d'ombra - anno XIII - n. 105 - giugno 1995

Hiroshima da cinquant'anni, rilasciò questa eccezionale dichiarazione: So che per i nostri amici giapponesi è difficile affrontare l'episodio di Pearl Harbor avendo davanti agli occhi il ricordo di Hiroshima e Nagasaki. Concordo sul fatto che quegli attacchi atomici siano soggetti a dibattito; l'ho fatto anch'io, e con me un gran numero di americani, mentre la critica giapponese nei confronti dell'operato giapponese dalla Manciuria a Pearl Harborrimane silenziosa. Ritengo che quanto successo a Nagasaki non fosse necessario, e che anche Hiroshima fosse discutibile, e concordo col fatto che gli americani che commemorano le 2500 vittime di Pearl Harbor dovrebbero ricordare anche le 50 che morirono a Hiroshima per ogni vittima di Pearl Harbor. Ciononostante, possiamo dire a proposito di Hiroshima che suggellò la fine della guerra necessaria di cui Pearl Harbor fu la miccia necessaria. E il contesto nel quale ho scritto questo saggio - la commemorazione per il cinquantenario della Seconda guerra mondiale- probabilmente servirà a ribadire quel l'abito mentale, per miope e autogiusficatorio che sia. Ma la guerra non è mai stata il contesto adatto per Hiroshima, che segnò l'inizio del resto della storia. La retorica apocalittica di J. Robert Oppenheimer con il suo riferimento al Bhagavad Gita - "Ora sono divenuto la morte, la distruttrice dei mondi" - era del tutto pertinente. Considerate il commento di Paul Kennedy: "Oggi è evidente che il lancio di bombe atomiche nel 1945 fece da spartiacque nella storia militare del mondo" (notate come Kennedy non parli di spartiacque nella guerra). Continua: "La devastazione di cui fu vittima Hiroshima, insieme alla presa di Ber] ino da parte del!' armata rossa, rappresentò non solo la fine di un'altra guerra, ma anche l'inizio di un nuovo ordine negli affari mondiali".Nel 1967 RobertJ. Lifton scrisse: "Siamo tutti superstiti di Hiroshima, e nelle nostre menti, di futuri olocausti nucleari". Senz'altro in qualche modo siamo tutti superstiti della Seconda guerra mondiale; ma in modo speciale siamo i superstiti dell'olocausto nazista e atomico. Aveva ragione B. V .A. Roling a metterli in relazione, ma tale legame va ben al di là del semplice ricordo; tocca oggi nel profondo le nostre vite. Eppure, nonostante la visione improbabile che ha aperto questo saggio, dubito che arriverà mai il giorno in cui il presidente degli Stati Uniti aprirà un museo commemorativo dell'olocausto atomico sul Mali. A proposito dell'attuale dibattito in corso in Germania sulla possibilità di commemorare l'olocausto atomico nel paese, James Young scrive: "In realtà, il miglior monumento commemorativo tedesco ali' era fascista e alle sue vitti me potrebbe non essere un monumento, ma semplicemente il mai risolto dibattito a proposito del tipo di ricordo da conservare, come farlo, nel nome di che, e a quale scopo". La mancanza di progetti per monumenti commemorativi e l'assenza di dibattito non sono che una silenziosa testimonianza della (in)coscienza di Hiroshima e Nagasaki al giorno d'oggi. Gli unici monumenti americani a Hiroshima e Nagasakj sono in onore degli aguzzini, non delle vittime, e non vi è traccia di dibattito. Note I) "Signore e signori/ Queste sono le mie mani/ le mie ginocchia./ Posso essere pelle e ossa/ Posso essere giapponese" (NdT). Sylvia Plath, Lady Lazarus in Ariel, New York 1965. 2) Primo Levi, Ad ora incerta, Milano, Garzanti 1990. 3) Per Hara, Ota e Toge vedi: Hiroshima: Three Witnesses (Princeton 1990), curato e tradotto da Richard H. Minear; per Kurihara vedi 8/ack Eggs: Poems (Ann Arbor 1994), curato e tradotto da Minear. La poesia di Kurihara risale al dicembre 1989. e L A MOLIÉRE Il misantropo A cura di Patrizia Valduga lntrod11zio11edi Giovanni Raboni Note e apparati di Paolo Vellore. pp.XXVl+/66, L.28.000 A s s T s I e I ELIZABETHGASKELL Cranford A cura di Marisa Sesti/o. pp.XXX + I 78, L.28.000 R E A CARMEN MARTÌNGAITE Nuvolositàvariabile Un 'ami:izia vissuta sul filo della scri1111rae con il linguaggio del se11ti111e11to. pp.432, L.20.000 N A R R CURTGOETZ Unastregaa BeverlyHills "Sorprendente, origi11alissi1110 Goetz" (I.A.Chiusano). pp.200, L.20.000 M E R e A T o R I ENZOSICILIANO Ondinadi Acqualoreto Una delicata favo/a romantica nel rnore del 'Umbria. pp.96. L. /0.000 u R I o AURELIOPICCA VINCENZOPARDINI !!esamedi maturità Rasoiodi guerra Un a11110di scuola, di vita e di amori Storie di banditi e animali, narrato con scandaloso stupore visionario. tra istinto e leggenda .. pp./20, L./8.000 pp./76, L.20.000 GIORGIOVANSTRATEN Corruzione li 1v111c111~0 che affmnta lo scempio morale di 1111agenerazione. pp. 120, L.18. 000 S A G G I ANTONIORUBERTI MICHEL ANDRÈ Unospazioeuropeo dellascienza La ricerca scientifica e tecnologica nell'Eu1vpa di oggi. pp.168, L.18.000 LUC MONTAGNIER MARISAVOLPI Congedi Sei racconti sul distacco, sull'amore e sul tempo che lo conrn111a. pp. /20, L.18.000 G I U N T I PEPPINOORTOLEVA Vent'annia colori Nascita e sviluppo della televisione co111111erciale in Italia ( /975-1995) pp.128, L./4.000 FABRIZIOARDITO DANIELAMINERVA AIDS!!uomocontro il virus Laricercadi Eva Storia di 11n'epide111ia raccontata dal suo scopritore. pp.288, L.26.000 e A SAMY FAYAD Vitadi Donizetti Una biografia affascinante dalla penna di 1111affermato co111111ediografo. pp.260, L.28.000 M u Viaggio alle origini dell'uo1110moderno pp.264, L.28.000 N I A WANDAMENICHELLI Catullo,Erose amore La vita del poeta scandaloso nella Roma del I sec. a.C .. pp.210, L.25.000

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