Linea d'ombra - anno XIII - n. 105 - giugno 1995

8 VONNEGUT/ '45-95 Perfino quegli splendidi e intrepidi e assolutamente stupidi uccelli marini, gli indifesi 'boobies' dalle zampe blu che abitano leGalapagos, moriranno a causa della nostra opposizione alla schiavitù. "A proposito, ioquegli uccelli Liho visti,e anche da vicino.Avrei potuto tirare loro il collo, se solo avessi voluto. Sono stato alle Galapagos due mesi fa - in compagnia, fra gli altri, di PaulMoore jr, vescovo di questa stessa cattedrale. "Ecco il genere di frequentazioni con cui mi intrattengo negli ultimi tempi- tuttociò che sta tra i vescovie gli uccelli dalle zampe blu. Eppure, non ho mai visto uno schiavo umano. I miei quattro bisnonni, invece, li hanno visti eccome. Quando approdarono in questo paese in cerca di giustizia e di fo1tuna, c'erano milioni di americani ridotti in schiavitù. "L'equazione che correla una forteposizione di difesa al fattodi non essere schiavi è contenuta in quel commovente canto di guerra che ci è capitato spesso di sentire ultimamente: Governa, Britannia. Lasciate che ve lo canti. '"Governa, Britannia, governa le onde.' "Questa, chiaramente, è l'invocazione lirica di una marina da guerra che non sia seconda a nessuno. Ora vi canterò il verso successivo, che spiega perché sia essenziale avere una marina così forte: '"Giammai i britanni vedran schiavitù'. "Forse vi sorprenderà sapere quanto sia antica quest'equazione. Il poeta scozzese che compose il canto, James Thomson, morì nel 1748- suppergiù un quarto di secolo prima che nascesserogli Stati Uniti d'America. Thomson promise agli inglesi che non sarebbero mai stati schiavi,e questo in un'epoca incui l'asservimento di chi era militarmentepiùdeboleveniva consideratoun'attività piùche rispettabile. Moltissimi sarebbero stati condotti in schiavitù, e forse se lo sarebbero meritato - ma tra questi mai un inglese. "Dunque, a ben vedere, il canto diThomson non è poi così nobile. Parla del non essere umiliati, e fin qui tutto bene. Ma parla anche dell'umiliare, che non è una cosa esattamentemorale. L'umiliazione degli altri non dovrebbe mai essere tra gli obiettivi di una nazione. "Ecco un poeta che dovrebbe vergognarsi. "Se l'Unione Sovieticavenissequi con loscopodi asservirci,non sarebbe la prima volta che degli americani si troverebbero incatene. Se fossimo noi a invadere i russi e ad assoggettarli, non sarebbe una novità neppure per loro. "L'ultima voltache è capitato agli americani, e l'ultima voltache è capitato ai russi,entrambi i popoli hanno rivelato incredibili risorse di forzainteriore.Si amavano tutti fraternamente.Avevano fiduciain Dio. Trovavano nelle più semplici e naturali soddisfazioni della vita il motivo per essere contenti di stare al mondo. Riuscivano persino a credere che sarebbero venuti giorni migliori, e neanche troppo lontani. E, infine, un'affascinante statistica: si suicidavano molto meno dei loro padroni. "Così è dimostrato che, nel caso si riveli necessario, sia gli americani sia i russi sono perfettamente in grado di sopportare la schiavitù e, nello stesso tempo, di desiderare che la vita continui. "E se la schiavitù non fosse poi un destino peggiore della morte? Dopo tutto, gli uomini sono più resistenti di quanto non sembrino. Ripensandoci, forse non è il caso di mandare quel messaggio al Pentagono - quello sulla schiavitù e il Kool Aid. "Ma ponete che il nemico approdi sulle nostre rive solo perché a noi mancano i mezzi per fermarlo, e ci trascini fuoridalle nostrecase e dalle terre dei nostriavi, nelle paludi e nei deserti. Poneteche cerchi perfino di distruggere la nostra religione affermando che il grande Dio Geova, o chi per esso, ha lo stesso irrisorio valore di un oggetto di bigiotteria. "Di nuovo: questa è una tortura che milioni di americani hanno FotoG. Giovannetti/ Effigie. già subìto - o stanno ancora subendo. È un'altra catastrofe che gli americani, se costretti, sono in grado di tollerare senza perdere del tutto, quasi per miracolo, la dignità o l'autostima. "Per quanto la vita sia terribileper i nostri indiani, loro si ostinano a preferirla alla morte. "E così, non ho fatto molta strada nel cercare di individuare i destini peggiori della morte. Finora, solo la crocifissione l'ha spuntata e, ormai l'abbiamo appurato, non siamo sul punto di essere crocifissi. Non siamo neppure sul punto di diventare schiavi, o di ricevere lo stesso trattamento che gli americani bianchi hanno riservato a quelli neri. E nessun potenzialenemico, che io sappia, ha intenzionedi venirequi a trattarcicomenoi,ancora oggi, trattiamogli indiani d'America. "Quali altri destini peggiori della mortepotrei nominare?La vita senza il petrolio? "Nei melodrammidel secolo scorso,unadonna avrebbepreferito morire piuttostoche perdere la verginitàal di fuori del sacro vincolo del matrimonio. Spero non sia quelloche hanno inmente il Pentagono e il Cremlino - ma non si sa mai. "Morirei molto più volentieri per la verginità che per il petrolio, credo. Non so come dire, mi sembra più letterario. "È possibile che mi stia nascondendo gli aspetti razzisti della bomba a idrogeno, lacui unica funzione è quella di distruggere tutto. Forse ci sono sventure che la razza bianca non dovrebbe essere costretta a tollerare. Ma gli schiavi russi erano bianchi. I britanni, presumibilmente inassoggettabili, sono stati a loro volta resi schiavi

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