Linea d'ombra - anno XIII - n. 104 - maggio 1995

DALL'INTERNO DI UNA GUERRA CIVILE Beniamin Sfora ' UN COMPROMESSOCHEVERRA Incontro con Fabio Gambaro Lo storico francese Benjamin Stora si occupa da molti anni della storia del l'Algeria, il paese in cui è nato e a cui ha anche dedicato due serie di documentari per la televisione. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui La gangrène et l'oubli, la mémoire de la guerre d'Algérie (La Decouverte, 1992), Histoirede l'Algériecoloniale( 1993), Histoire de l'Algérie depuis l'indépendance (1994) e, in collaborazione con Zakya Daoud, Ferhar Abbas, une utopie algérienne (Denoel, 1995). Stora insegna Storia della colonizzazione francese all'università di'° Paris VIII. Benjamin Stara, può darmi qualche informazione sulla situazione della guerra in corso in Algeria? Le autorità algerine annunciano ufficialmente L0.000 morti, ma probabilmente le vittime sono almeno 40.000. Qualche settimana fa i militari hanno dichiarato di aver ammazzato in tre giorni 2800 islamisti: basta solo questa indicazione per rendersi conto della violenza del conflitto in corso. L'esercito pensa di poter "sradicare" i gruppi islamisti, ma lo dice da tre annj e per ora non c'è ancora riuscito, mentre gli integralisti islamici sperano di riuscire ad abbattere militarmente il potere. Tuttavia, più il tempo passa, più ci si rende conto che accanto a questo contro visibile e centrale, stanno diffondendosi altre forme di violenza. Ad esempio, la violenza del grande banditismo che si sviluppa grazia all'indebolimento dell'autorità statale; la violenza che nasce dal racket legato alle attività economjche e commerciali, la violenza che ha origine nella storia passata del paese e dai vecchi rancori che risalgono ai tempi della Guerra di liberazione. Insomma, oggi c'è una sorta di violenza privata che si somma a quella pubblica, complicandola e moltiplicandola. Vuol dire che, a causa della guerra tra stato e integralisti isIamici, la violenza si è banalizza/ a ed è diventata uno s I rumento come un altro a cui la gente fa ricorso per risolvere i propri contenziosi ... Esattamente. In genere, una società esiste grazie alle mediazioni politiche, sindacali, associative, culturali, ecc .. Una società enza mediazionj va alla deriva. Secondo me, il problema centraledell' Algeriaèchelasocietànon ha più mediazioni identificabili. Per molti anni, la mediazione centrale è stata quella del partito unico, l'FLN (Front de Libération ational), con le sue organizzazioni satelliti delle donne, dei giovani, dei sindacati. Esattamente come nei paesi dell'est. Questo sistema però è crollato alla fine degli annj Ottanta. Il vuoto lasciato è stato occupato da un multipartitismo anarchico e scomposto, dal quale sono emerse nuove forze politiche che corrispondono ad alcune componenti della storia del!' Algeria: ad esempio, l'identità berbera, l'Islam, il nazionalismo arabo. L'FLN di oggi è completamente diverso da quello di cinque anni fa: è passato all'opposizione, si è trasformato radicalmente, ha sposato l'ideologia del nazionalismo arabo. L'FFS (Front des Forces Socialistes) di Hocine A1t Ahmed, che è presente soprattutto nella Cabilia, esprime essenzialmente l'identità berbera. Il FIS (Front Islamique du Salut) o Hamas ripropongono il discorso religioso e la centralità dell'Islam. C'è inoltre l'UGTA (Union Générale des Travailleurs Algeriens), il sindacato che si è separato dal FLN. Questa situazione di trasform.azione è precipitata nel gennaio 1992, quando è stato interrotto il processo elettorale ... Sì, e l'esercito, che fino ad allora aveva sempre controllato il potere dietro le quinte, ha deciso di esercitarlo apertamePte. Il FIS è stato sciolto, l'FLN e l'FFS, che avevano ottenuto più di due milioni di voti, sono passati all'opposizione, denunciando il colpo di stato. L'UGTA ha conosciuto una crisi profonda. Insomma, all'improvviso tutte le grandi formazioni politiche capaci di inquadrare e canalizzare la società algerina sono state messe fuori gioco. Così, la società ha cominciato ad andare alla deriva. Sono emerse derive mafiose, anarchiche, cianiche e tribali. Sono emersi rancori personali. Tutto quello che fino ad allora era stato contenuto dal partito unico si è riversato nella società senza più la possibilità di essere rappresentato politicamente. All'improvviso, gran parte della società si è ritrovata senza più rappresentazione politica. Questo è il problema fondamentale della crisi algerina. È per questo che occorrerà rendere possibile una ricomposizione del quadro politico del paese: solo così sarà possibile abbandonare progressivamente il braccio di ferro armato tra integralisti ed esercito. Ma certo non sarà facile spostarsi dal terreno della violenza a quello della politica. La società civile come reagisce a questa situazione? ln Algeria ci sono 28 milionj di abitanti, e questo dato non va mai dimenticato. La società algerina, quando non va alla deriva verso gli estremismi (e agli estremj ci sono probabilmente alcune centinaia di mjgliaia di persone), ha due aspirazioni fondamentaJj_ Innanzitutto, il ritorno della sicurezza, in modo da garantire la vita della gente, la libera circolazione, ecc .. Gli algerini non vogliono più avere paura ogni giorno di vedere un padre o un fratello morire all'improvviso. TIsecondo bisogno molto forte è quello della pace civile, la gente vuole uscire dalla crisi, sentirsi Liberae in pace. Questi due sentimenti 0110 condivisi da tutti gli algerini, sebbene siano due desideri quasi contraddittori. Da un lato, infatti, si chiede più stato per aver più sicurezza; mentre dall'altro si chiede meno stato in nome della pace civile e della libertà.

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