Linea d'ombra - anno XIII - n. 104 - maggio 1995

Critic,al Art Ensemble Sabotaggio elettronico. Il primo gruppo americano di critica e attacco ai mass media. prefazione di Emanuele Bevilacqua Castelvecchi, 1995 pp. 131, Lire 12.000 Bunker, barriere, barricate: queste metafore della resistenza culturale presupponevano un Potere occupante stanziale, che tuttavia nell'età postmoderna è divenuto nomadico, liquido, ha traslocato dal luogo spettacolare, dalla scena sociale allo spazio virtuale: ogni cittadino ha un doppio inorganico, un gemello elettronico tenuto in ostaggio nelle banche dati economiche e burocratiche, Più che un programma per hacker e pirati informatici, i massmediologi americani mascherati nella sigla Criticai Art Ensamble mettono a punto un manuale per artisti, scrittori, attivisti culturali: si tratta prima di tutto di prendere atto una buona volta del mutamento di paesaggio - e non è poco, visti i cascami che incrostano tuttora l'idea di Arte, Scrittura. Cultura ... Quanti intellettuali italiani saranno disposti a confrontarsi sul serio con i capitoli sul plagio e sulla cultura post-libraria? Il plagiarismo utopico avverte artisti del linguaggio e aspiranti innovatori che "esplorare le possibilità di significato in quel che già esiste è più urgente che aggiungere nuova informazione ridondante". Rispetto agli ipertesti elettronici, la cultura del libro tende a nascondere "che l'informazione è utile quando interagisce con altra informazione, piuttosto che quando è deificata in una specie di vuoto". Davide Borrelli Ironia senza limiti. La cornice nelle strategie della comunicazione. Costa & Nolan, 1995 pp. 95, Lire 12.000 "In fondo non credo molto a ciò che mi succede", dice il protagonista di un racconto di Cortazar, che potrebbe candidarsi come personificazione concettuale di questi saggio: l'ironia illimitata appartiene alla spiritualità postmoderna, l'epoca dell'abbattimento delle cornici. L'effetto cornice aveva garantito la costruzione simbolica della realtà, ordinava il caos, riduceva il panico, permetteva l'autonomia della norma e della forma. Confini, margini, inquadrature, criteri selettivi, processi di inclusione ed esclusione erano presupposti letterali e metaforici del mondo incorniciato. Ma oggi "siamo di fronte a una nuova e più radicale demistificazione di ogni residuale aura delle forme estetiche e sociali". Borrelli verifica lo stato di collasso in arte, ermeneutica, sociologia, architettura, ciberspazio: "i flussi elettronici dei nuovi media attraversano e smantellano le comici simboliche della società". Diagnosi: sensazione di poter essere tutto e non riuscire a essere nulla, estetizzazione frigida sospesa sul vuoto, schizofrenia. Borrelli elenca e confuta le terapie conservatrici, propone soluzioni moderate: chi invece predilige gli estremi rimedi, non si lasci assolutamente sfuggire Luther Blisset, Guy Debord è morto davvero, Crash edizioni. • Rev. William Coòper Sesso estremo. Pratiche senza limiti nell'epoca cyber. Castelvecchi, 1995 pp. 162 , Lire 15.000 Esercizi spirituali disciplinati dalla carne. Ma il cibernauta del corpo non è affatto senza limiti come vuole il sottotitolo, ci mancherebbe. Questo manuale è politicamente correttissimo: non perde occasione per ribadire la contrattualità originaria, l'accordo fra adulti consenzienti, la regola del gioco non trasgredibile. Sadomaso, tatuaggi, cicatrici, trafitture, marchi a fuoco, addobbi feticisti, cOI-pofilia, affetti animali: il reverendo Cooper, già autore ottocentesco di una storia della flagellazione, si reincarna dopo un secolo e mezzo per dare consigli affabili. li gioco vale la candela purché coli cerca rovente sulla pelle, altrimenti il corpo continuerà a rimanere il più sottoutilizzato degli strumenti cognitivi. Esempio: il fist~fitcking "è l'unica via che consenta alla mano di un essere umano di penetrare all'interno del corpo di un altro essere umano" (auguri). L'identità sessuale si scioglie in una moltitudine di io sperimentali fluidi, in transito fra generi, ruoli, maschere sociali: spunta anche qui il nome collettivo postsituazionista Luther Blisset, che citiamo apposta di passaggio perché, come sempre, "è appena andato via" (ma per ricevere la sua "Rivista di guerra psichica e adunate sedi2;iose"). Tiziano Scarpa Raphael Confiant La profezia delle notti Zanzibar,Milano 1994 pp. 208, Lire 20.000) Benché non di recentissima pubblicazione, è opportuno segnalare la presenza nella vetrina italiana del romanzo La profezia delle notti del martinicano Raphael Confiant, noto fra gli specialisti per essere stato difensore e fautore, attraverso saggi che già hanno segnato un'epoca, della causa antropologicopolitico-culturale della creolità, ovvero dell'identità originale dei popoli che abitano oggi l'arcipelago Caraibico. Anche sul versante narrativo, lo scrittore non si discosta da quegli interessi primari che sono alla fonte della sua ispirazione più genuina: difatti, La profezia delle notti restituisce un'ampia visuale delle molteplici realtà del mondo antillano negli anni Cinquanta. L'infanzia del protagonista si svolge tra il villaggio di Macédoine e il borgo di Grand-Anse, per approdare infine alla città, Fort-de-France. Qui ha fine la magia dei vagabondaggi, tra nonni e zie che godono della situazione privilegiata di chabin - mulatti nati dall'unione tra piantatori e schiave negre, cui era stato dato il nome di una varietà di pecore dal pelo rossastro (chabin, appunto), equiparandoli così ad animali affinché non avessero l'audacia di reclamare di1itti sulle ricchezze dei padri. Attorno a questa elitaria comunità creola si anima un'umanità variegata dall'esistenza imperniata sull'eterno problema di mettere insieme il pranzo con la cena. Con la narrazione successiva di alcuni aneddoti - i primi amori, gli scherzi, la scuola, il mondo degli adulti - la vita antillana prende forma nelle sue credenze, superstizioni, leggende e racconti. Il personaggio ricorrente della letteratura orale caraibica, Ti-Jean L'Horizon, Giannino Orizzonte in un'improbabile traduzione italiana, si presenta nella duplice veste di strumento educativo, usato dalla nonna nei momenti difficili, e di compagno ficfato dei ragazzini della famiglia materna del giovane Raphael. La rievocazione autobiografica dell'infanzia trascende la semplice cronaca per assumere un andamento narrativo nell'uso del punto di vista infantile, mentre il narratore, sapientemente evocato da una cantilenante e coinvolgente seconda persona verbale, ridipinge un universo arcaico, poetico e magico, se non di grande spessore letterario, certamente di grande fascinazione. Antonella Emina ♦

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