68 TEATRO/WILSON un servizio recapiti in cui lui sarebbe stato l'unico fattorino, in bici ... e tenete presente che un buon lavoro ce l'aveva già. Si metteva a tavolino a studiare i tragitti migliori per arrivare da un posto all'altro. S'era trovato pure un nome, Manhattan Transit. Ogni tanto faceva delle corse di prova, sapete, nelle ore di punta. Comunque, era solo un modo di bruciare tutta quell'energia nervosa che aveva addosso, perché non ha funzionato mica: non aveva il senso degli affari, per niente. Magari era capace di organizzare qualsiasi cosa, ma non era mica in grado di prendere un'iniziativa. Arrivò al punto di mettere un annuncio sul Village Voice per due settimane di seguito, con su il nostro numero di telefono e tutto. Aveva preso due settimane di ferie: dovevamo andare giù a St. Pete e invece fece questa bella pensata. Solo che, mi ven'isse un accidenti se il telefono ha squillato una sola volta. Anzi, no, non è vero: una volta, sei mesi dopo, vado a rispondere e un tizio mi fa, "Parlo con la Manhattan Transit?" e io gli ho detto "Sì, era qui, ma si sonovenduti la bicicletta". (Pausa) Sarebbe stato bravo come fattorino. lo glielo ho detto, perché non ti metti a lavorare per qualche agenzia di recapiti? Ma a lui non interessava mica stare sotto padrone, c'era già, aveva un lavoro normale che già lo faceva diventar matto e uno pensa che fosse abbastanza impegnato da mettersi a inventare progetti folli, ma bisogna ricordarsi di tutti quei fili che aveva nella testa ... e poi non era il tipo fatto per lavorare in un ufficio. Prima stava al San Vincenzo, poi s'è trasferito su al Doctors Hospital e alla fine era tornato al San Vincenzo e si occupava degli acquisti per l'intero ospe aie. ordinava camion interi di alcol canforato e tutte le medicine, le padelle, le stampelle eccetera, perciò capite che non era mica uno scherw; però aveva sempre in testa uno dei fili che lo portavano fuori a correre in bici sotto la pioggia, usando questa mappa fotografica della città che portava stampata, tipo nella memoria: i sensi unici, le strade chiuse al traffico durante la ricreazione degli scolari. Magari qualche volta l'avrete visto anche voi: era il tizio che andava cinque volte più veloce del traffico. Affrontava ogni cosa come se ci litigasse. Per lui non c'era niente di facile. Si buttava in tutte le cose come un matto. Staccava da lavoro e aveva la faccia tutta rossa e allora capivi subito che s'era rimesso a grattarsi e che sarebbe stato su tutta la notte a mettere a punto la bici. Perciò non è che voglio farlo passare per un tipo tranquillo. Anzi, tutto era meno che tranquillo. Ero io quello tranquillo. (Pausa. Si stira o addirittura si alza in piedi, ma poi si rimette seduto. Fissa il vuoto, assorto) Ero io quello tranqui Ilo. Lui era sempre lì che voleva cambiare le cose e invece a me andavano bene come stavano, non me ne fregava niente. E lui cambiava posto di lavoro, o almeno cercava di cambiarlo. S'incazzava con qualcuno e se ne andava sbattendo la porta, ma gli chiedevano sempre di tornare e invece io sono vent'anni che lavoro sempre nella stessa panetteria. Da quando avevo sedici anni. E ne sono contento perché è una di quelle panetterie all'antica dove, fatti conto, fanno sempre le cose allo stesso modo. Magari voi vi credete che fare il pane oggi è una cretinata con tutte le macchine che ci sono e che fanno tutto, misurano, mischiano e impastano e l'unica cosa che resta da fare è mettere le sfilze in forno e poi tirarle fuori, e invece no: il lievito è una cosa viva e non si può mica darla per scontata. Ogni infornata è diversa dall'altra e dipende dall'umidità e dalla temperatura che c'è nella stanza. E a Johnny gli piaceva tanto. Io ormai non sento più niente, ma lui sentiva l'odore che mi rimaneva addosso. Diceva che le persone assorbono il carattere del lavoro che fanno e allora io m'immaginavo di star diventando una bella pagnotta croccante di pane italiano. Ad ogni modo, come la vedo io è che è una buona cosa, perché, come ho detto, è nutriente ed è una cosa viva. Il pane. Però mica m'illudevo sul fatto che è un lavoro che richiede tanto cervello, come quello di Johnny, per esempio. Forse ci vuole solo un po' d'istinto. Anche il salario non è mica tanto male e poi si mangia sempre pane fresco. L'unica cosa che non mi andava tanto giù era che io lavoravo di notte e lui di giorno. (Pausa. Guarda i poliziotti) Diamine, finalmente qualcosa che vi ha fatto effetto, eh? Adesso starete pensando: "Allora dopotutto, non è uno come pensavamo. Meno male, non dobbiamo più preoccuparci di niente." Invece lo ero, una volta ero proprio così, lo so bene. Ma sapete, le circostanze sono un po' pazze; ci sono un sacco di cose che possono accadere così, di colpo, e cambiare tutto. Tipo, io non mi sono mai sentito veramente parte di qualcosa. Ero, be' sì, insomma, credevo di stare al di sopra della mischia e da lì osservavo tutto. Ma la verità era che non ero capace di impegnarmi in niente. (Pausa) Insomma, io stacco alle sette e vado a mangiare al solito posto. Johnny è lì che fa colazione, depresso perché i Cosmos hanno chiu,so. La squadra di calcio, ricordate? Mi pare che avevano chiuso tipo cinque anni prima, ma gli era rivenuto in mente e s'era intristito. Così ci mettiamo a parlare dell'influenza delle variazioni di pressione atmosferica, perché si dà il caso che io abbia letto un sacco di cose su questo argomento e sia a me che a lui ci piace leggere solo roba pratica e informativa, solo che io leggo piano e mi scordo tutto e invece lui corre e poi non dimentica neanche una parola. Tutt'e due c'eravamo sposati giovanissimi e avevamo un figlio, solo che come ho già detto, poi s'è scoperto che per lui non era vero. Poi mi racconta che ora era diventato omosessuale e che per cinque anni aveva scopato come un matto, solo che ora gli era venuta un po' di frustrazione ed era un mese che non scopava con nessuno, poi ci siamo messi a lamentarci del lavoro. A un certo punto si alza e se ne va un po' e quando ritorna mi dice perché non andiamo a casa sua, dietro l'angolo, perché così teniamo occupati i due posti e il locale ci rimette e io gli ho risposto che no perché lui doveva andare a lavorare e lui, pronto: "Ho appena telefonato e mi sono dato malato." (Sorride, poi ci ripensa. Si acciglia per un attimo. pausa tormentata) È buffo. Però è vero, sapete, s'è dato malato la prima volta che ci siamo incontrati. Non ci avevo mai pensato - fino a questo momento. (Pausa) Gesù, a forza di parlare di mangiare mi sono appena reso conto che sono due giorni che non mangio niente. (Altra pausa. Rivolge ai poliziotti uno sguardo speranzoso. Apparentemente loro non reagiscono) E va bene, 'affanculo, lasciamo perdere. Ad ogni modo, se m'aveste detto che vivevo con un uomo, sapete, v'avrei detto di andare affanculo. Insomma, siamo andati avanti così e la cosa ha sempre sorpreso anche me, capite? Ma naturalmente voi non capite un cazzo. Stronzi! Però io mi svegliavo, andavo in soggiorno e lo trovava lì seduto in preda ai suoi tic che faceva finta di star andando a fare una consegna da qualche parte. Oppure, certe volte, stava a letto lì. E la cosa, in un certo senso mi lasciava sempre di stucco. Mi chiedevo, che cazzo ne sai tu di queste cose? Se fosse stato un omone grande e grosso e peloso, magari sarebbe stato diverso e forse non sarebbe successo niente, invece Johnny non aveva un pelo in tutto il corpo, solo una specie di peluria come la buccia di una pesca che ti dava la sensazione come di ... lasciamo perdere. Adesso sì che sono uno di quelli che pensate voi, giusto? Invece io non penso, non analizzo niente. Insomma, sapete ... siamo stati così. .. tipo, tre anni. Ci siamo andati poi giù a St. Pete. Ne aveva tanto sentito parlare che aveva sempre voluto andarci. Ma non c'è piaciuto granché. Abbiamo proseguito per Key West, aveva sentito un sacco di cose anche su quel posto. Fu ancora peggio. Allora siamo tornati qui, abbiamo noleggiato una macchina e siamo andati su in Vermont. Lì è andato tutto bene, a parte il fatto che ho dovuto guidare quasi sempre io: non potevo mica far guidare lui, perché se no dava fuori di matto. Appena capitavamo dietro a un trattore o qualche cosa del genere,
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