Didattica Multmediale del CNR, a Rocco Ronchi, che ha approfondito il problema del rapporto fra scrittura e filosofia, ad Alberto Castel vecchi, il primo editore italiano di ipertesti). Con il Goethe Institut di Roma, la rivista "Omero" ha organizzato una retrospettiva del cinema di Edgar Reitz prima di "Heimat" con la presenza del regista; e a Castiglion Fiorentino prima, in occasione della "Città della Scrittura" (una manifestazione interamente dedicata alla "scrittura creativa", giunta alla sua seconda edizione, che prevede laboratori, incontri con autori italiani e stranieri, mostre, spettacoli teatrali e rassegne cinematografiche), e all'universit~ di Roma poi, nell'ambito del seminario per la cattedra di Tullio De Mauro, la rivista ha proposto una prima riflessione sul cinema di ricerca in Italia, che ha visto l'intervento, fra gli altri, di Marco Bellocchio, Enrico Ghezzi, Lietta Tornabuoni e Valerio Caprara. È inoltre iniziato un progetto di collaborazione con il festival teatrale di "Intercity" di Firenze, che prevede la pubblicazione dei testi più rappresentativi della nuova drammaturgia europea, e un progetto di ricerca sulla scrittura, il comico e l'improvvisazione teatrale. Il fatto che al lavoro della Cooperativa si affianchi quello della rivista consente che le riflessioni e i materiali prodotti nelle varie iniziative possano immediatemente essere resi pubblici e ulteriormente approfonditi. Quest'apno le attività della cooperativa si sono concentrate su due progetti principali (oltre a quello per la prossima "Città della Scrittura_" prevista per l'estate prossima) che dovrebbero garantire mfo sviluppo più continuativo a una ricerca che, come si è visto, ha una vocazione transdisciplinare, a partire dalla "trasversalità" delle pratiche di scrittura. A febbraio è stata inaugurata la "Scuola Internazionale di Scrittura Creativa" presso la John Cabot University di Roma e dallo scorso novembre è partito il seminario-laboratorio in 'Teoria e Pratica della Scrittura Creativa" al Dipartimento di Scienze del Linguaggio dell'Università di Roma. La Scuola Internazionale propone due corsi, uno introduttivo e "propedeutico", condotto dallo sceneggiatore e romanziere Andrea Porporati, e uno per studenti "avanzati" condotto da Lidia Ravera volto alla realizzazione di un progetto editoriale specifico, quello della pubblicazione di un libro di racconti scritti dagli allievi sul tema dei "legami familiari" (un terzo laboratorio, condotto da me e da Diana Finch, è rivolto a studenti di lingua inglese e si occuperà, ad esempio, del problema della traduzione). Il seminario ali' Università di Roma, invece, ha una dimensione più "teorica" e di approfondimento di vari temi legati alla scrittura: al lavoro di laboratorio sui testi scritti dagli allievi si affianca un programma di incontri con autori rappresentativi della scrittura contemporanea in vari campi, con uno sconfinamento anche nella riflessione "filosofica" (sono previsti, ad esempio, una serie di miniseminari sulle "scritture del pensiero" seguendo un percorso che va da Platone a Wallace Stevens, insieme a un incontro con Emilio Garroni, professore di estetica ed anche, da molti anni, scrittore "creativo" di romanzi e racconti). Le due iniziative della Cooperativa sono complementari (quella alla John Cabot, è più orientata verso il "mercato" mentre quella all'Università di Roma ha un indirizzo più sperimentale e di ricerca) e vengono in un certo senso a definire le linee di un progetto che investe sia il problema del "che cos'è" la scrittura creativa sia quello del senso complessivo del suo insegnamento. L'ipotesi di lavoro alla base di queste iniziative è che uno sviluppo costante della riflessione sulla scrittura, anche sperimentale, e sempre svolta attraverso progetti concreti, possa cominciare a produrre dei risultati significativi sul sistema editoriale e culturale nel suo complesso. A partire da questo primo sguardo panoramico sulle iniziative delle scuole di scrittura negli Stati Uniti e in Italia, è possibile forse sviluppare alcune considerazioni generali. La funzione primaria delle scuole di scrittura creativa è certo quella di insegnare a seri vere e a produrre opere "artistiche" in senso lato, siano esse poesie, racconti, romanzi, sceneggiature o altro. In questo senso queste scuole si differenziano dalle scuole di giornalismo o d'altro tipo (come ad esempio quella creata da Umberto Eco all'Università di Bologna) rivolte alla formazione di professionisti della comunicazione. Il problema della stessa distinzione fra "scritture informative" e "scritture creative" è tuttavia tale da richiedere un tipo di riflessione che molto raramente le scuole di comunicazione possono permettersi di fare. Un'altra distinzione che viene frequentemente problematizzata nei laboratori di scrittura creativa è quella tra "scritture private" (lettere, diari ecc.) e "scritture pubbliche". Se in generale il luogo comune che "il talento non si può insegnare" è vero per la scrittura creativa come per qualunque altra pratica artistica, d'altra parte è altrettanto vero che la scuola può sempre aiutare a scoprire e a sviluppare un talento "naturale" non sufficientemente "educato". L'apprendimento di alcune tecniche di scrittura (una pratica che sempre e comunque richiede la messa in opera di una certa "creatività", anche nella pubblicità, nel giornalismo, nella saggistica critica e filosofica ecc.) è utile indipendentemente dal fatto che le scuole possano o meno creare dal nulla delle nuove Susanna Tamaro o dei nuovi Thomas Bernhard: le tecniche apprese possono sempre essere impiegate per finalità espressive e comunicative varie e le scuole si propongono anche di formare dei lettori meno "passivi" e più attenti e sensibili ai linguaggi e alle produzioni culturali. La maggior parte delle scuole italiane pone l'accento sull'insegnamento delle "tecniche della narrazione" (costruzione di personaggi, ambienti, intrecci ecc.) e, come abbiamo visto, con una attenzione particolare al cinema. Meno frequentata è, per il momento, la poesia, anche perché la scrittura narrativa è senz'altro quella che più facilmente si presta ad essere insegnata, sia che si ricorra ai metodi della "narrato logia" sia che si preferisca (come in genere accade) un approccio più empirico e pragmatico. Quello che tuttavia forse sorprenderà molti è il fatto che le aspettative e le richieste di chi frequenta queste scuole vanno spesso ben oltre il desiderio di apprendere le tecniche per diventare romanzieri di successo o autori di ben confezionati "prodotti". Bisogna dunque forse riflettere su quella che è inizialmente un'altra funzione fondamentale del le scuole di scrittura, che è quella di fornire sia agli allievi sia ai "docenti" il contesto o le situazioni più adatte per fare concretamente una esperienza volta a scoprire e a sviluppare, al di là di fini pratici immediati, la propria creatività. Nei corsi che ho insegnato finora sono sempre partito da questa dimensione "esperienziale" della scrittura, proponendo ad esempio esercizi legati al tema del ricordo, della percezione e del sogno, e ponendo in risalto
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