una) bensì la percezione fantastica della carnalità che suscitava negli altri. Allora, come intimidita dall'emozione che la raggiungeva, abbassava il capo, e i riccioli fulvi le coprivano il volto fino all'altezza delle labbra, chiuse in una difesa corrucciata e sensuale della propria intimità. Chi l'avesse veduta in quella recita, la stessa con cui sedusse il marito e ogni altro uomo, non avrebbe dubitato che Gilda fosse una creatura devota e appassionata; né avrebbe immaginato che lei si stesse esibendo in tutta la teatralità e la finzione di cui era capace. Gilda appartiene a quella specie di donne che giudicano gli uomini indegni di loro. Un simile giudizio, quando venga accompagnato da comportamenti conseguenti, produce donne dai destini eccezionali; Gilda, invece, come Narciso con lo specchio d'acqua, ha bisogno dell'ammirazione del più insignificante dei maschi, e in questa dipendenza sconta il proprio dominio. "Sto venendo!" rispondeva mollemente alla sorella; e il suo tono, dove affioravano venature altezzose, aveva lo scopo di metterla a posto. "Gesù!" si sbalordiva Gabriella." Io non ci posso credere: ma tu non dici niente?" domandava, cercando il sostegno della sorella. Ma Gemma, che si era seduta sulle scale della vicina di casa e assisteva alla scena con il riserbo di un'estranea, si alzava aggiustandosi la gonna ammassata sui fianchi, e faceva un sorriso rapido come una constatazione. "Mi lasci fare la pazza da sola? Io me ne stavo andando per i fatti miei, e tu mi hai detto di aspettare! E adesso nessuno parla?" STORIE/DI LASCIA 51 Gabriella diceva nessuno col tono amaro di chi non conta sugli altri. "Ma perché ti arrabbi?" la consolava Gemma prendendola a braccetto "Gilda è vanitosa, non rinuncia mai ad un'occasione per esibirsi. Hai visto che ha un vestito nuovo?" "E cosa ci posso fare io? Devo sopportarla tutte le mattine?" sbottava Gabriella, mentre una voglia di piangere le stringeva la gola. "No, prendila così come è... Io mi diverto, e quando non mi diverto, mi disinteresso di lei." Rimanevano in silenzio, camminando vicine come due complici che tornano da un'impresa comune, come le ho viste tante volte concertarsi nella guerra contro Gilda. Le scarpette con i tacchi sottili battevano sul selciato con un rumore che, se non fosse stato attenuato dall'animazione della strada, avrebbe potuto essere assordante. Gilda veniva dietro, solitaria e corrucciata, e, nel suo sguardo sdegnato, c'erano ancora le ombre del recente dissidio. Pensava - come sempre ha pensato nella vita - che Gabriella non capisse nulla degli obblighi che lei sentiva verso i suoi ammiratori; Gemma, al contrario, capiva perfettamente e non si era mai dato il caso che interferisse nelle sue relazioni con il mondo. Se, com'era inevitabile, accadeva che a una festa concentrasse intorno a sé tutta l'attenzione degli uomini presenti, e li seducesse per diritto naturale, come un ape regina dispone dell'intero sciame nel proprio regno, Gemma rimaneva da parte, serena e Vienna 1993 Moriotereso Di lascio con il rappresentantedel Doloi lama.
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