42 ALGERIA/YACINE ne. Per tre secoli il paese è stato arabizzato, ma al contempo è stato spazzato via il tamazight. La cosa è andata di pari passo. L' arabizzazione non può far altro che coincidere con la distruzione del tamazight. L'arabizzazione consiste nell'imporre a un popolo una lingua che non è la sua e, dunque, nel combattere la sua, per ucciderla. Come i francesi, quando impedivano agli studenti di parlare arabo o tamazight perché volevano un'Algeria francese. L'Algeria arabo-islamica è un'Algeria che si volge contro se stessa, un'Algeria estranea a sé stessa. È un'Algeria imposta con le armi, perché l'Islam non usa fiori e caramelle. Tutto avviene con lacrime e sangue, attraverso l'annientamento, la violenza, il disprezzo, l'odio, le peggiori abiezioni che un popolo possa tollerare. E se ne vede il risultato. Prendiamo Ibn Khaldoun...perché non si è mai.fatta un'edizione popolare di lbn Khaldoun? Glielo propongo adesso: prenda L'histoire des berbères, faccia un'edizione popolare di lbn Khaldoun. Si dice che è difficile e così via. Ci sono parti un po' ardue: leorigini delle tribù. Tolte quelle pagine, ci sono passi illuminanti sulla storia. Prenda, per esempio, dove dice che questo popolo ha fatto apostasia due volte...come dire che la pillola non è passata. Si è avuto il.fenomeno di Bergwata, che è una palese presa di coscienza di quella che alcuni han chiamato una ''.forma di nazionalismo nord-aji-icano ". Ma lei non può dire che questifatti culturali islamici e, di conseguenza, arabi, non sono assimilati dal popolo. Sono anzi parte integrante - che lei lo vogija o no - della cultura algerina e del Maghreb. Non sono d'accordo. La gente crede perché non ha nient'altro. Ci sono tantissime cose da dire. Noi siamo immersi in un oceano di menzogne. Abbiamo un filo che ci conduce alla verità, ci sono secoli di menzogne, e lbn Khaldoun, che è molto importante, perché lui era totalmente arabo-islamico, ma possedeva lo spirito scienti fico. Vedeva la realtà così com'era. Per noi è una fonte straordinaria. Bisogna riprenderla. Bisogna che L 'histoire des berbères diventi materia di insegnamento. È ciò che ci preme di più. È la sua opera fondamentale. Leggendola si può arrivare a porsi anche altre domande. Cioè? Si può arrivare alle donne. A come questo popolo è stato governato da una donna. E poi, attenzione! Questo popolo non era solamente l'Algeria ... Va da sé, giacché Algeria, Tunisia e Marocco sono creazioni recenti. ...era l'Africa del Nord. Un'Africa del Nord ben più vasta di quella che abbiamo in mente poiché andava dalla Libia fino all'Africa. Anche il Maghreb è una nozione restrittiva. La parola giusta è africani. Tamazight è una lingua africana: la cucina, l'artigianato, la danza, la canzone, i modi di vita, tutto è africano. Il Maghreb arabo e tutto il resto sono invenzioni ideologiche; per stornare la nostra attenzione dal!' Africa. Tanto che si è creata una forma di razzismo. D'altra parte, io ho scoperto con vero stupore qui - in quel che si chiama Bureau arabe de travail, dove si organizzano seminari - questa parte dell'Africa. Un giorno ho ascoltato la musica del Mali: ero sconvolto di non conoscerla. È vergognoso. E tuttavia, col Mali, siamo sullo stesso piano. Ci sono il Niger, il Mali, l'Africa. Anche lì, si vede l'arabo-islamismo sotto forma maghrebina occultare l'Africa, occultare la nostra dimensione reale, profonda. È importantissimo. I pr~m,o gnnzanceavour Il Premio Grinzane Cavour e la Seat Divisione Stet d'intesa con il Ministero degli Affari Esteri e il Consiglio Nazionale delle Ricerche promuovono al Salone del Libro il Convegno: LETTERATURE DEI CARAIBI: DAL NUOVO MONDO AL MONDO NUOVO Austin Clarke (Barbados) Raphael Confiant (Martinica) René Depestre (Haiti) Rosario Ferré (Puerto Rico) Franketienne (Haiti) Edouard Glissant (Martinica) Relatori: Wilson Harris (Rep. Guyana) Antonio Olinto (Brasile) Lisandro Otero (Cuba) Senel Paz (Cuba) Pedro Pietri (Puerto Rico) Ana Lydia Vega (Puerto Rico) Introduce: Wole Soyinka (Premio Nobel) Torino, 19 Maggio 1995
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