Linea d'ombra - anno XIII - n. 104 - maggio 1995

Bob el Dued FotoJeon Cloude Coutosse/Contoct Presslmoges/G. Neri. arabo: era un melodia asiatica, dava ai versetti una dimensione celeste, che rimandava a spazi lontani e misteriosi. Dopo la lettura del Corano, ci faceva ascoltare un'esortazione sulla responsabilità del musulmano e su quello che è avvenuto all'Islam. Abbiamo trascorso mesi in quelle condizioni. Eravamo felici: fra tutti gli abitanti del quartiere, eravamo noi i prescelti. In seguito, il misterioso personaggio ci ha incaricato di vendere delle cassette: Corano ed esortazioni. Quel passo non pregiudicava né la nostra reputazione né il lavoro scolastico. Inoltre, ricevevamo circa il 5% del prezzo di vendita, cosa che ali' inizio abbiamo rifiutato. Ma il prsonaggio ha insistito, arrivando fino a infuriarsi. ln realtà, avevamo bisogno di quel denaro, ma la nostra morale ci impediva di essere retribuiti per servizi resi a beneficio di Dio. Ha finito per convincerci ricorrendo a un hadith del Profeta: "Il miglior salario è quello che vi procura il Libro." Un anno dopo, o un po' più tardi, ci hanno fatto raccogliere doni per la co truzione di moschee in tutto iI paese. Poi i nostri legami con il personaggio e lo sceicco della moschea si sono rafforzati. Allora ci hanno domandato se desideravamo visitare alcuni paesi islamici per conoscere la situazione dei musulmani. Su nostra richiesta, il viaggio si è concluso con un periodo di formzione in una caserma di Peshawar, seguito dal nostro arruolamento volontario per la jihad in Afganistan. Allahou akbar! Abbiamo seguito un percorso difficile, con momenti di sbandamento, per raggiungere infine il percorso della luce! L'ispettore di polizia, sia maledetto! Ha osato dire: "Camminate verso il suicidio senza esserne consapevoli. Vi hanno usato, hanno sfruttato fa vostra giovinezza e il vostro entusiasmo. Vihanno sprofondato in un tunnel senza via d'uscita_!" Sia maledetto! Se la jihad è un tunnel senza via d'uscita, quali sono i tunnel che ne conoscono una? La corruzione? L'ateismo? L'oppressione? Laj ihad è una via d'uscita, imbeci Ile! E un giorno Al.GERIA/BENHEDOUGA 39 te ne renderai conto, quando purificheremo la terra dall'ateismo, dal la corruzione, dalla depravazione e dal!' oppressione. L'emiro lo sapeva bene, lui che denunciava i luoghi comuni e gli slogan degli atei: "Se citano questo basso mondo, opponetegli l'altro mondo; se vi parlano di un'illusione che chiamano scienza, parlategli del Corano. Se ricorrono alla parola di un tale, rispondetegli: 'Dio ha detto/ ... '" Ma sono ottusi come i muri che ho sotto gli occhi. li carcere in cui sono rinchiusi è più ripugnante, più orribile di questa cella. [I mondo terreno li acceca. La mia cella non mi priva della vista, dacché la luce eterna mi ha aperto gli occhi. No, non confesserò nulla. Non fornirò alcuna informazione. Non manifesterò alcun pentimento. l rimpianti li lascio a loro. Parlano di nazione, noi parliamo di religione. La nostra religione non ammette compromessi. La terra intera ci appartiene, e pure l'altro mondo. "Lascia che si accechino nel foro smarrùnenlo. "Parola di Dio onnipotente. Noi siamo l'eternità, il mistero nascosto, l'Universo. "È inutile discutere con loro, diceva l'emiro. Se siete obbligati ad ascoltarli, non allribuite importanza a quanlo dicono. Voi dovete compiere fa jihad, non riflettere. Rimane/e saldi, là dove il destino vi ha collocati. Compite la missione che il destino vi affida/" Allahou akbar 1 Devo combattere, non rinettere. Distruggo, non dialogo. La mia religione mi vieta qualsiasi compromesso con loro. Questo basso mondo che vagi iono sai vaguardare, glielo strapperò di mano. Anche se imprigionano il mio corpo, non imprigioneranno la mia anima. Ho dalla mia l'eternità ... e il fucile' da '"Le Monde diplomatique". Copyright A. Benhedouga 1993. Nota I) L'espressione è usataper designare il potere oppressivo e comprende tutti quelli che non condividono il punto di vista del Fronte islamico di salvezza (NdT).

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