38 ALGERIA/BENHEDOOOA Ognuna delle sue parole metteva in risalto le galere della gehenna, oppure i tizzoni capaci di incenerire comunisti, miscredenti, atei, musulmani che esitavano a impegnarsi nella rivoluzione islamica. Sottolineava anche la felicità, la beatitudine di cui godono i mujahidin afgani, iraniani o sudanesi, così come i giovani che, sparsi per il mondo, si preparano alle battaglie della jihad. Ascoltandolo, la gioventù arabo-musulmana prendeva coscienza delle realtà dell'altro mondo, misurava l'incoscienza e l'empietà connesse a questo basso mondo. Alcuni fratelli, iniziati ai suoi segreti, dicevano di lui: vive con noi e contemporaneamente con i primi sciiti uccisi insieme a Hussein, in paradiso, nel giardino delle guide immortali! No'n so se è vero. Mi sono sforzato di concentrare la mia attenzione, d'immaginare, ma non ci sono riuscito. Ho l'impressione di essere sempre al primo stadio della mia spiritualità. Ah! Se potessi superarlo! Trasformerei la mia cella in un giardino del paradiso, con i suoi urì, i I suo nettare, i suoi frutti e le sue delizie. Sarei dimentico della mia stessa persona, della baracca della bidonville e dell'emiro ... l'emiro che diceva: "Quandofaifuoco su Taghout e Djabarout' ripeti 'Allahou akbar1 ' Non pensare a colui che prendi di mira, pensa a Dio. Sei un mujahid. Quelli che giustizi non sono persone, sono Taghou/. Sii inflessibile, non commuoverli. Fai fuoco, non ascoltare né le grida né le suppliche. Dio è più grande di Taghout. Ogni volta che ammazzi qualcuno, togli una spina sulla via dell'Islam. Non pensare a colui che giustizi, pensa a quelli che rimangono nel regno di Taghout!" Un giorno, gli ho fatto notare: "E se tutti gli altri non fossero Taghout?" "Interroga la /ua coscienza", mi ha risposto. "Tu stesso, sei Taghout o moudjahid?" "Moudjahid!" "Allora, loro sono Taghout... Non lasciare che questo tipo di domande ti ronzino in testa. Ogni volta che ti vengono in mente, rileggi la sura Gli Uomini, e le tenta;,ioni del diavolo si allontaneranno." Taghout, il subdolo, mi ha torturato. Pensava con la tortura di strapparmi i nomi dei membri del gruppo al quale appartengo. L'imbecille! "Se uno di voi sifa arrestare, ci diceva l'emiro, non fornisca nessL!na informazione in grado di nuocere all'edificazione dello Stato islamico. Se, sotto tortura, vi forzano a dare dei nomi, denunciate i ,nembri della polizia e del 'esercito accusandoli di lavorare segretamente con voi. Ogni informatore fornisce al suo gruppo una lista di alcuni collaboratori della polizia e dell'esercito; soltanto i nomi propri, allo scopo di seminare lo scompiglio fra le loro fila. Nella guerra psicologica, è un'arma temibile. Giustificate la collaborazione degli uomini della polizia dichiarando che noi gli versiamo delle grosse somme di danaro. Taghout ci crederà volentieri, dato che i problemi di corruzione gli sono familiari. Non lascia/evi .sfuggire questi nomi mendaci al primo colpo, ma soltanto dopo che Taghout vi avrà sottoposto a una serie di interroga/ori e alla tortura. Taghout vi torturerà, se vi arresta. Usano dei carnefici malvagi. Non crediate che siano contro Israele. Sono tutti Taghout. Ricordatevi sempre questo: l'esistenza dell'uomo sulla Terra non ha altra giustificazione se non l'adorazione di Dio; non esiste adorazione di Dio all'injiwri dell'Islam, e non c'è Islam all'infuori di uno Stato islamico." Al momento di sparare, da dietro, su un ateo, mi è capitato di esitare: e se non fosse l'ateo o il comunista che mi hanno ordinato di uccidere? Un giorno, abbiamo condotto un'operazione contro i gendarmi. La loro risposta violenta ha portato il nostro gruppo a intensificare il fuoco, e una pallottola ha raggiunto un bambino su un balcone di fronte ... L'ho visto cadere. Testimone della mia tristezza, l'emiro mi ha detto: "Sei un nnijahid, si o no? - Sono un mujahid. - Il mujahid non pensa, esegue gli ordini di Dio1 " Pieno di sollecitudine, l'emiro temeva di vederci cedere nel corso delle operazioni: "Sparate sui vostri nemici alla schiena, diceva; guardandoli infaccia, potreste cedere!" Aveva una grande esperienza e sapeva confortare le menti colte: "Mettetevi bene in testa che siete dei mujahidin, dei soldati di Allah! Non ave/e coscienza personale. La vostra coscienza è l'Islam, è Dio, è la vostra guida! Se i prùnifratelli - che Dio li benedica! - nel corso delle grandi conquiste, si fossero posti delle domande su coloro che uccidevano durante lajihad, l'lslamnonsisarebbe mai diffiiso nel mondo. Forse i Beduini l'avrebbero fatto scomparire subito dopo la morte del Profeta - che la pace sia con lui1 La coscienza di tu/li queifratelli mLijahidinera rischiarata dalla luce del 'Islam. Non si trai/ava né di riflettere né di porsi domande. La jihad è illuminazione, dispensa da qualsiasi altra/onte luminosa." Il suo volto era soffuso di luce. Mi era più cara della jihad, più cara dell'illuminazione. Tutto in lei era radioso: l'incarnato, lo sguardo, il sorriso. li liceo ci aveva riunito, il matrimonio ci ha separato. Suo padre, benché non abitasse nella bidonville, non nuotava nell'oro. Il responsabile locale del partito ha proceduto a un vero e proprio rapimento. L'ha sposata per interesse e abusando della sua autorità. Si preparava a entrare all'università e si è ritrovata presa in trappola dal matrimonio. "Una bella sera, ha raccontato, arriva in 504 nera, accompagnato da mio cugino; porta una scatola di dolciumi e un mazza di fiori. Mentre rnio cugino parla con mio padre, domanda in virtù di che cosa mio padre potrebbe rifiutare, non è al suo intervento che noi dobbiamo l'alloggio? Tento di resistere. 'Figlia mia, mi dice mio padre, come posso rifiutare? È un responsabile del Partito!"' Il liceo l'ha condotta al matrimonio, e me ... in Afganistan, poi a poco a poco, fra queste quattro mura. Ma non verranno a sapere nulla da me, anche se dovessero tenermi qui mille anni 1 L'avrei steso volentieri prima di essere condotto qui. Ma l'emiro ha dichiarato: "No, non abbiamo interesse a sopprimere questo genere di individui: i loro intrighi servono alla nostra causa." Poi, non l'ho più rivista. Suo marito le vietava di uscire, e io non lo biasimo. La donna non può mostrarsi, compie la sua missione in casa, non per strada. Tuttavia suo marito, il responsabile del Partito, ricorreva alle studentesse per trovare volontari per la rivoluzione agraria ... "Per purificare le noslre città dal vizio e dalla perversione, diceva l'emiro, bisognerebbe inondare le strade con il sangue degli atei e di Taghout!" Ma a che pro parlare, e a chi? li maledetto mi ha dato un consiglio: "Dacci informazioni sui tuoi compagni e ti giudicheranno con indulgenza invece di giustiziarti" Sia maledetto. Non esiste altro giudizio all'infuori di quello di Dio. Preferisco l'esecuzione, preferisco il paradiso. Ho compiuto la jihad in vista del paradiso, e per vendicare la mia gioventù. Non esiste altro giudizio ali' infuori di quello di Dio. Mahmoud, A issa, Sadek e io, quattro mujahidin generati dalla bidonvi Ile, formati non solo dal la scuola, ma anche dal la moschea del nostro quartiere, la scuola ci ha semplicemente insegnato quanto riguarda la vita materiale. All'inizio, restavamo alla moschea dalla preghiera del pomeriggio fino a quella della sera, il lunedì e il giovedì, giorni in cui non avevamo lezione al liceo. Abbiamo visto arrivare un personaggio sconosciuto: non era del quartiere. Porta va con sé un magnetofono e delle cassette. Ascoltavamo la salmodia del Corano. li lettore aveva una voce piacevole e ammaliatrice. Ascoltandola, ci si sentiva colpiti dalle angosce dell'inferno. Più di una volta, mi ha fatto venire i brividi. La salmodia non era quella di un paese
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