Linea d'ombra - anno XIII - n. 104 - maggio 1995

C.F. GE DES TllANSPO Francesi rimpolrioli do Algeri Fola Keyslone/Sygmo/G. Neri. bersaglio era l'etnologia, una scienza coloniale rilevata ormai dal la sociologia, così come nelle società moderneed eliminata in quanto scienza di selvaggi, che non aveva più senso in Algeria. Non era il momento di coltivare le differenze, considerate cose selvagge e barbare. Numerosi ricercatori del terzo mondo vennero sedotti da questo discorso promozionale, non è da stupirsene. Ma che le università occidentali, e in particolarmente francesi, abbiano manifestato compiacenza nei riguardi di una tale tendenza demagogica è più sorprendente: le conseguenze sono apparse in seguito 9 . Gli algerini non ne volevano sapere niente, i francesi altrettanto. Per i liberali che avevano tanto investito nella causa algerina, moralmente e materialmente, era difficile rischiare una tale disillusione. Paul Thibaud e Pierre Yidal-Naquet rivelano questa realtà in una chiara espressone relativamente alla storia dell'FLN: "Poiché era orribilmente tragica, in molti si sono raccontati storie per diminuirne l'evidente realtà" 10 • Nel!' ambito della cooperazione culturale e tecnica, l'obiettivo è sempre stato l'Algeria in quando "altro da noi stessi". ln tutti i settori l'obiettivo era quello di mantenere la posizione del la Francia, di non favorire i fattori che avrebbero differenziato l'Algeria. L'ambito linguistico ne è particolarmente esplicativo. Quali che siano le riserve da me espresse in precedenza sul modo in cui fu condotta la poi itica d' arabizzazione, era evidente che questa nazione aveva bisogno di ritrovare attraverso l'arabo una referenza a un patrimonio proprio, un referente per sentirsi differente dalla Francia che l'aveva costituita. Sarebbe stato contemporaneamente onesto e abile aiutare questo paese nella realizzazione di un' arabizzazione ALGERWGRANDGUIUAUME25 moderna attraverso un sostegno pedagogico illuminato, essendo per altro largamente assicurato lo spazio riservato alla lingua francese. Al contrario, in tema di francofonia è stato costruito attorno ali' Algeria un muro di sabbia, dispensando ampiamente crediti sul vicino Marocco e non praticando che un'assistenza ambigua alla lingua e alla cultura francese, sempre nei toni di un amore finito: "Non ne vogliono sapere di noi!" L'odissea - che sarebbe pittoresca che non si fosse svolta in un'occasione altrettanto tragica - di due ministri francesi 11 che decisero improvvisamente di sbarcare ad Algeri, trascurando ogni preliminare diplomatico, parla più chiaro di lunghi discorsi sui significati inconsci dei comportamenti: in questo mondo tenebroso dominato di arcaismi, l'Algeria è sempre la Francia ... Se l'Algeria ha faticato a tagliare il cordone ombelicale per costituirsi come entità indipendente, la Francia ha altrettanto esitato a spezzare il legame. Tuttavia occorrerà farlo per poter creare un rapporto paritario. Nel momento in cui tutto il mondo crolla, è saggio guardare alla situazione nella sua globalità. In realtà, in Algeria, sussisteva una situazione bloccata da molto tempo e insensibile a ogni tentativo di cambiamento. Un pò come accade oggi, anche se le condizioni attuali e il costo sono enormi. Sento spesso dire: "C'è un'altra Guerra d'Algeria". I segni sono identici: vengono citati gli stessi luoghi di allora e molto spesso gli stessi metodi. Ma la comparazione è da ricercare altrove: tutto il paese è stretto in una tensione verso un 'altro obiettivo, verso una liberazione di una situazione che non si sarebbe mai dovuta presentare. Verso quale obiettivo può orientarsi questa ricerca di liberazione? lo spero che l'Algeria aspiri in verità ad essere se stessa, dopo 160 anni di gestione altrui. Essere se stessa, per questa società, consisterà nel!' assumersi le proprie origini, quelle delineate dalla propria lingua. Precisamente: - le origini del territorio, del suolo algerino, che fu berbero, punico, romano, quindi arabo nelle sue diverse fasi; origini che evocano la lingua madre, quella del berbero e dell'arabo parlato; origini che evocano sia la strutturazione del paese in nuclei di cittadine, in segmenti di tribù, in affiliazioni regionali; - le origini della storia arabo-islamica, che ha dato un' impronta costitutiva al paese, e particolarmente alcune città, che l'ha definirà nel culto e nella cultura e di cui la prestigiosa lingua araba ne è il testimone; - le origini coloniali che, sebbene attraverso il dominio e lo sfruttamento, hanno costituito l'Algeria come nazione moderna, dando acceso alla modernità attraverso la lingua francese. Assumersi le proprie origini non significa ridurre il proprio significato. Al contrario, queste non possono essere superate senza essersene prima appropriati. Amare le proprie origini, significa amare se stessi, riconoscersi il diritto di seguire la vita, di trasformarla. Ciò ha significato per le società e per gli individui. Per l'Algeria, accettare di essere se stessa significa anche prendere coscienza dei compiti da portare a termine. Compiti che si ria sumono nel!' assicurare il difficile passaggio.fra il passato e il.futuro, fra le tradizioni e l'era moderna, fra la chiusura in sé, anche se valorizzata, e l'apertura verso l'esterno, fra la referenza regionale e il senso nazionale. Sarebbe sufficiente creare un attaccamento alla patria per rendere sopportabile la necessaria diversità fra le lingue, le opinioni, i partiti, i comportamenti d'adattamento a uno stile clivitaclifferente. Per coloro che subiscono la diaspora sarebbe la possibilità cli non cercare solamente cli

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