Linea d'ombra - anno XIII - n. 104 - maggio 1995

14 trova in molti libri musulmani delle origini dell'Islam. Basterebbe leggerli. Rushdie non ha inventato nulla, anzi è persino stato assai moderato. Purtroppo, i musulmani di oggi sono molto ignoranti sulla storia dell'Islam, conoscono solo i luoghi comuni, la versione ufficiale. Ciò non giustifica Lacondanna dello scrittore ... Naturalmente no. E poi questo libro non è il primo e non sarà l'ultimo ad essere critico nei confronti del profeta. Ma il libro di Rushdie è diventato un caso in virtù delle circostanze. Khomeini infatti ha sfruttato questo episodio a fini propagandistici. Il problema è che ora, dal punto di vista del diritto musulmano, la sua fatwa non può essere abolita. Sarebbe necessario che un grande capo religioso musulmano più carismatico di Khomeini prendesse posizione contro la condanna. Ma per il momento ciò mi sembra impossibile. Cosa fare difronte all'integralismo? Alcuni pensano che La vera democrazia possa agire da freno alla sua espansione. Lei cosa ne pensa? Questo non è un problema specifico dei paesi musulmani. Dappertutto infatti si è di fronte al dilemma di come comportarsi di fronte ai nemici della democrazia. È vero che talvolta la democrazia può favorire proprio coloro che la disprezzano. È un problema di politica generale: di fronte a movimenti di questa portata cedere e lasciare che si sviluppino significa dare maggior forza agli estremismi? È meglio invece combatterli sul nascere? Non è facile scegliere, è sempre una scommessa, e ogni paese deve comportarsi in base alla situazione interna. In Algeria, forse IPE·RBOREA FINE VANBROOKLYN ,~, DALNOijDLALUCE MikaWaltari FINE VANBROOKLYN pp.112-Lire16.000 L'ironicoaurori1ra1IO delloscrirroreda giovanperesoai lacci di unafarniepassioneper la bellae capricciosFaine,lasciatrapelarelamalinconiadi unavira soloallorarealmente vissutae amata. Henriklbsen VITADALLE LETTERE pp.188-Lire24.000 Per la primavolra pubblicatain lralia, un'ampiasceltadell'episwlaricoi resriruisceunrirrarroineditoe unabiografia nascostadel grande e discussodrammaturgonorvegese. G1:rhml Durl.1..:h~·1 STRISCE NELCIELO GerhardDurlacher STRISCE NELCIELO pp. 140-Lire18.000 Sul costantesfondo dellaSroriac,onfrequemiriferimentai srudiefilmatiu,nromanzo-ricordsoulla realtàdeilagercome puma di parrenza per chiedersi un coinvolgente CO· sciente"perché". LarsGustafsson LAVERASTORIA DELSIGNOR ARENANDER pp. 16.J-Lire22.000 Unmetaforic"oviaggio al centrodella terra", che l'uomo Arenandercompie scendendoall'internodell'io,mentrela viragliscorreirraggiungibilaeccanto. Via Palestro, 22 - 20121 Milano - Tel. (02) 781458 Fax (02) 798919 è stato un errore interrompere il processo democratico e non lasciare che gli integralisti sperimentassero le difficoltà del governo. Lei stesso ha scritto infatti che non è possibile governare un paese solamente con il Corano ... È vero. Anche l'Iran, dopo Khomeini, ha attenuato il suo rigore religioso, è stato obbligato dall'evoluzione della società. Ciò significa che occorre contare su questa inevitabile tendenza al pragmatismo e lasciare che gli integralisti prendano il potere, in modo che la pratica temperi poi la loro intransigenza? O invece occorre usare la repressione, impedendo loro di impossessarsi dello stato? Come ho detto, non è facile dare una risposta. Personalmente, non sono così certo che la democrazia da sola possa fermare lo sviluppo dell'integralismo, dato che il malcontento è sempre presente in ogni società. E in Algeria il malcontento era molto forte, anche perché, di fronte allo strapotere economico dell'Occidente, essa è rimasta un paese sottosviluppato. È pur vero, tuttavia, che più democrazia e giustizia avrebbero ridotto un poco le tensioni presenti nella società. Ma gli algerini hanno fatto molti errori, errori che per altro sono stati fatti anche in molti altri paesi. Alcuni sottolineano che molti degli attuali problemi del mondo arabo nascono dal nodo irrisolto della modernità. È d'accordo? La modernità pone problemi a tutte le società. Forse nell'Islam ne pone di più perché coloro che difendono i valori arcaici contro la modernità occupano spesso posizioni di potere e quindi hanno la possibilità di orientare maggiormente l'opinione pubblica. Lo si vede bene in Turchia, dove da un secolo i modernisti e gli innovatori si trovano a combattere contro le masse inquadrate dai predicatori e dai quadri musulmani. Costoro si sono sempre appoggiati sul desiderio di mantenere valori e modi di vita tradizionali: questo scontro è quasi una lotta di classe, dato che le classi inferiori si appoggiano all'ideologia dell'Islam tradizionale, mentre le classi più agiate sono maggiormente aperte alla modernità di tipo occidentale. Per molto tempo, infatti, i rappresentanti della modernizzazione sono stati gli aristocratici, i quali hanno adottato i costumi europei in totale contraddizione con le leggi dell'Islam. Coloro che invece predicavano contro la modernità erano quadri religiosi molto vicini alle masse popolari, le quali di conseguenza traducevano l'odio dei ricchi in odio della modernità e della laicità. Eppure in passato ci sono anche stati alcuni periodi di forte modernizzazione, in cui un Islam aperto e tollerante ha occupato i vertici della cultura. Penso ad esempio al periodo abbàside. Infatti, alcuni intellettuali arabi parlano oggi di processo di modernizzazione interrotto ... Forse è vero, ma ci sono state cause ben precise. Non è solo l'idea della modernità che ad un certo punto ha smesso di funzionare. Come ho già detto, purtroppo non sono le idee che fanno avanzare il mondo. Se i processi di modernizzazione si sono interrotti è perché sono intervenuti precisi fattori storici e economici. Gli arabi identificano l'Islam con il mondo arabo, ma in realtà i paesi arabi sono stati sottomessi ai turchi e ai persiani fin dal X secolo. La loro decadenza viene identificata con la decadenza dell'Islam, ma ciò non è vero. Nel XVI e XVII secolo, l'impero ottomano arrivava a Vienna, senza dimenticare l'impero del gran Mogol e quello iraniano. Insomma, all'Islam facevano riferimento le più grandi potenze mondiali, le quali hanno continuato a prosperare fino al XVII secolo. E queste potenze a modo loro erano moderne. Pur con dei limiti, facevano una politica

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