Linea d'ombra - anno XIII - n. 103 - aprile 1995

Aprile 1944, comando di Gop, nel cuneese nasce un giornale partigiano ("Quelli dello montagna"). tro la sto1iadel breve periodo e degli eventi: la garanzia di scientificità dell'impresa storiografica veniva1intracciataa, li'opposto,nello studio dei fenomeni di lungo periodo e delle struttureprofonde della società. e) Il silenzioriguardatuttaviala sola storiografiadi sinistra:dentro questo silenzio,si sviluppa,nello stessoperiodo,un attaccodecisoalla Resistenza:è la fase della Resistenza"vituperata".Ne forniscoalcuni esempi,precisandoche ilteITenosucui si svolgequestoattaccoè quello dei mezzi di comunicazionedi massa, nonquellodella ricercastorica: lacontrapposizionedell'antifascismo(edellaResistenza)allademocrazia,acausadellapresenza,trairesistenti,diunafortesenonmaggioritaria componente comunista; la 1ichiesta,avanzata nel 1987da Renzo De Felice,dipurgarelaCostituzionedel1948del"pregiudizioantifascista"; la polemica sul cosiddetto "aiangolo della morte" (l'area attorno a ReggioEmilia,nellaqualedopoil 25 ap1ile 1945 expartigianicomunisti avevano uccisoex fascistie altri oppositoripolitici). Piu in generalelaResistenzavienecaiicatadi responsabilitàchenon leappartengono:comequelladiaverinaugw-atolapolitica"consociativa", dell'accordo trapartiti,imprigionandolasocietàitalianae impedendone l'autonomo sviluppo(ribaltandocosì sul periododi formazione della repubblica i vizidi una fase politica assaipiu recente). I nodi del dibattitopolitico-storiografico Mi soffermoora su alcuni nodi del dibattitostoriografico,se non i più importantice1toi più dibattuti. 25 APRILE 7 a) Il primo problema è quello del rapporto tra la politicaformale, rappresentata dai partiti, e l'iniziativa dei singoli, applicato al problema dell'origine della Resistenza. Battaglia, ad esempio, insiste sul problema della organizzazione della Resistenza, guidata proprio dagli antifascisti storici; e Chabod sottolinea la continuità a·aantifascismo storico eResistenza: per lorocome per lagran parte dei vertici politici tale continuità è un fatto scontato. È solo in ambiente cattolico che il problema viene sollevato (e pour cause, se si tien conto della scarsa presenza dei cattolici dentro l'antifascismo del ventennio). Ad esempio Sergio Cotta sostiene, nel 1964, che tra antifascismo e Resistenza c'è opposizione non continuità; l'uno è elitario e minoritario, l'altra è di massa e, al limite, impolitica. In questi termini la contrapposizione è assurda perché neppure laResistenza fu un fenomeno di massa e d'altra parte la stessa scelta di resistere ha un evidente significato e peso politico. E tuttavia tra antifascismo storico e Resistenza esistono delle differenze. Lo si ricava anche da giudizi provenienti da ex resistenti. Giorgio Amendola, ad esempio, unodei maggiori dirigenti del Pci., ha sottolineato le debolezze dell'antifascismo storico durante la guerra. Guido Quazza, ha parlato di un antifascismo nuovo che nasce con la gue1Tae che ha poco a che vedere con il vecchio antifascismo. Perché è un antifascismo di giovani non politicizzati e spesso di fascisti che durante la guerra prendono coscienza della tragedia a cui il regime sta portando il paese. Il problema del rappo1totra antifascismosto1icoe origini della Resistenza potràessere in realtà risolto soloquando si farà unastoria del fascismo edell 'antifascismo noncome due fenomeni da studiare separatamente, ma come due facce della medaglia della società italiana fra le due guerre, cosa che fino ad ora non si è fatto.

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