GIOVANI E CONTROCORRENTE ' PREMIOLINEAD'OMBRACITTADICASTELL1O995 Lunedi 6 marzo 1995, a Città di Castello, è avvenuta la consegna del III Premio Linea d'ombra, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Perugia e del Consiglio Regionale dell'Umbria. Presidente, Goffredo Fofi. Giurati: Stefano De Matteis, Piergiorgio Giacchè, Roberto Koch, Roberta Mazzanti, Paolo Mereghetti, Maria Nadotti, Georgette Ranucci, Marino Sinibaldi, Paola Splendore. Le edizioni precedenti del Premio si sono svolte il 20 giugno 1992 a Santa Maria diLeuca (Lecce) e il 4 dicembre 1993 a Città di Castello. Qui di seguito i vincitori del Premio e le motivazioni. RAUL MONTANARI • È l'autore di due romanzi, Il buio divora la strada e La Perfezione, molto originali nel panorama della giovane Ietteratyra italiana. Mettendo a frutto i modelli del noir statunitense letterario e cinematografico, si è dimostrato attentissimo alla costruzione di scritture narrative di forte suspence, alla definizione di personaggi al limite, dietro i comportamenti dei quali si esplicita una riflessione sul tema del male, oggi centrale nell'esperienza che ne fa il mondo, ma che ben pochi scrittori italiani hanno il coraggio o la statura per affrontare. MARCO PESARESI Ha fotografato Rimini, e il suo modo di raccontarla ha certamente delle affinità con quello di due grandi artisti suoi conterranei, Federico Fellini e Tonino Guerra, ma ha affrontato con uguale spirito innovativo i terni dell'emarginazione giovanile o la vita quotidiana nelle capitali europee colta dall'interno delle loro ferrovie sotterranee. La commistione di bizzarria e realtà fa di Pesaresi una grande promessa della nostra giovane fotografia, un'arte ricca peraltro di grandi talenti. ALBERTO RONDALLI Ha realizzato con Quam Mirabilis un film in bianco e nero e a basso costo su alcune monache di un convento di clausura e i loro rapporti. È una storia narrata con grande asciuttezza, con ellissi che dicono e nascondono e lasciano nel "non detto" i sentimenti, le pulsioni fisiche e quelle spirituali. Opera prima segreta e pudica, dal perfetto ritmo visivo, Quam Mirabilis rivela un autore decisamente controcorrente nel quadro del cinema italiano. "INTERNAZIONALE" Formata da giovani poco più che studenti, la rivista "Internazionale" ha avuto il coraggio di scommettere su un'impresa unica nel campo dei nostri media: un settimanale dedicato all 'inforrnazione internazionale, sociale, economica, politic~. Giornali e televisione dedicano in Italia pochissimo spazio alle questioni internazionali e uno spazio spropositato a quelle nazionali. La scelta di "Internazionale" è stata intelligente, premiata dall'attenzione dei lettori meno provinciali. Segnalando "Internazionale" si premiano le intenzioni, i risultati e il modo di lavorare e la capacità di De Mauro e dei suoi amici di costruirsi una società autogestita retta da serissime motivazioni politiche e morali. DANIELE SEPE Si muove con il suo gruppo jazz alla confluenza tra più esperienze e tradizioni: quella del jazz più spericolato, quella della canzone napoletana, quella del folclore campano, quella della musica terzo mondiale. Ma di Sepe si ammira, assieme alla capacità di coinvolgere persone e gruppi nella nascita di una musica "comunitaria", anche una forte carica ironica e perfino autoironica .. Napoli si rinnova restando il terreno di intrecci culturali necessari, autentici e autonomi nel variegato confronto con le tendenze più vitali della musica del pianeta. SABRINA FERILLI Sabrina Ferilli si è fatta notare con "Diario di un Vizio" di Marco Ferreri in un ruolo di calda vitalità proletaria contrapposto a un protagonista accidioso e abulico, e si è imposta con "La Bella Vita" di Virzi conquistando il plauso del pubblico e della critica. La sua avvenenza non è di quelle banali, da televisione o da top model, la sua simpatia non è costruita nelle scuole di recitazione e di pubblic relations, la sua recitazione è basata su un istinto sicuro, sulla capacità di immedesimarsi con intelligenza nei ruoli che affronta. Il suo entusiasmo contagioso si comunica agli spettatori senza fatica. È una diva non diva, oggi diversa da tutte le altre.
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