Foto Allan Tannenbaum/ Sygma/ Grazia Neri. Un attimo, però. Sono forse pazzo? Cosa sto dicendo? Che c'entra questo con Hitler? Forse, dentro di me, provo degli impulsi malati, ma la differenza tra Hitler e me è che in lui non c'era niente che lo trattenesse dal portare i suoi impulsi malsani fino alle loro logiche, folli conclusioni - era capace di tutto, se gliene si dava l'occasione-, perché non aveva alcun rapporto con la moralità. Ma io stavo proprio pensando di tagliare a mia volta ogni rapporto con la moralità. Sì, ci stavo pensando. Ma non l'ho fatto. Almeno, non lo ricordo. Oppure c'è stato un momento in cui l'ho fatto e che ora ho dimenticato? Mi sembra di non ricordare nulla di ciò che è successo. So che c'è stata un'epoca in cui non ero come Hitler. Il passato sembra così tremendamente vicino. Come se, allungando la mano, lo si potesse toccare. Che io sia diventato come uno di quelli che ricordano, quasi fosse ieri, l'epoca in cui i principi della decenza gli crescevano freschj nel cuore, quando l'amore per l'umanità gli faceva abbandonare la strada che la vita gli aveva tracciato, come uno di quelli che credono ancora che ogni sua azione sia prodotta e motivata da quegli stessi principi e da quello stesso amore, ma che nei fatti è un bruto volgare e limitato che da lungo tempo ha sotte1nto amore e principi? Come fa una persona a spezzare il cordone che lo lega alla moralità e a non accorgersene, non sentirlo, non averne memoria? Può una persona perfettamente decente trasformarsi in una bestia dal cuore freddo, in un mostro, e tuttavia continuarè a sentirsi sostanzialmente identica a prima? SPETTACOLO/SHAWN 69 Certo. Una persona perfettamente decente può trasformarsi con pe1fetta facilità in un mostro. E non c'è nessuna ragione che si senta diversa. Perché la differenza tra una persona perfettamente decente e un mostro sta tutta in qualche pensiero. La persona perfettamente decente che segue una ce1ta catena di ragionamenti, qua e là vagamente e sottilmente scorretti, alla fine della catena diventa un perfetto mostro. Nel mondo degli uominj i pensieri hanno un potere straordinario. Sono capaci di fare strane cose. Pensie1i familiari possono condurci per mano a pensieri molto bizzarri. E, in un certo senso, noi non siamo intelligenti come i nostri pensieri, che hanno la peculiare abitudine di svilupparsi per conto loro e di condurci a conclusioni a cui mai abbiamo desiderato in modo paiticolare arrivare. Persino ali' interno di ciascun pensiero si nascondono altri pensieri, pronti a sgusciar fuori. Sul far del mattino, mi giro lentamente a guardare l'ora sullo scaffale accanto al letto e già i pensieri mi saltano e giocano nel cervello, generando incessantemente altri pensieri, cambiando forma, dividendosi in due e poi ancora in due, mescolandosi, danzando tra loro in giganteschi viluppi. Non c'è fine alle cose che i pensie1i faranno se nessuno presta loro attenzione. I pensie1i saltano e volano attraverso i meandri della nostra mente. Il mondo corre in avanti. E intanto noi camminiamo lentamente in tondo in preda allo stordimento, cercando di ricordai·e se siamo ancora in contatto con la moralità oppure no. Falsi argomenti, espressi frettolosamente, ci confondono, ci seducono, ci corrompono. Le catene del ragionamento, del pensiero, avevano l'aria di essere solide. Che cosa è andato storto? Ma dimentichlamo che l'attività di pensiero ha patologie sue proprie, ci sediamo in una stanza ad ascoltare una discussione, sentiamo dire qualcosa di
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