Linea d'ombra - anno XIII - n. 103 - aprile 1995

VERONICA: Spiegare che? Che stavi solo aspettando il momento giusto per mollare me e rimetterti con quella. DANTE: Ma non è affatto così! VERONICA: Puoi giurarci che non è affatto così! Perché sono io che te lo dico, sono io! Cos'è che vuoi? Quella mignotta. Perfetto. Vattela a prendere. DANTE: Ma io non voglio Caitlin. VERONICA: Tu non sai mai quello che vuoi! Ma io non ci penso nemmeno a stare qui a farti da balia finché decidi. Ci ho provato in tutti i modi. Ho cercato di convincerti a lasciare questo posto di merda per tornartene a studiare e prendere in mano la tua vita, fare qualcosa di serio. Ho anche cambiato università pensando: magari con me qui una buona volta si decide. E tutti a dirmi: è una stronzata, non farlo. Ma io niente, perché ti amavo e avrei fatto qualsiasi cosa pur di strapparti a questo cazzo di buco nero in cui sei precipitato da quando quella puttana ti ha mandato a fare in culo un secolo e passa fa. E adesso vorresti anche tornarci insieme per farti fottere una seconda volta? DANTE: Ma io non ci penso nemmeno a... VERONICA: Oh, certo che no. Non adesso (fuori campo) che sei con le spalle al muro. Pari una biscia per come sai sfuggire quello che ti tocca (in campo) Beh, stavolta non attacca. Devi toccare il fondo, almeno da farti vedere quanto sei stronzo. (fuori campo) E quando lei ti avrà scaricato di nuovo, voglio venirti a fare una bella risata in faccia, almeno lì capirai per quale bel risultato hai mandato al diavolo la nostra storia! Sono contenta che Randall abbia avuto le palle per dirmelo, visto che se aspettavo te! ... DANTE: Randall? VERONICA: E farmelo sapere da lui è stato il massimo della vigliaccheria. Sei un verme. DANTE: Veronica, ti amo. VERONICA: Va' a farti fottere! CATARSI RANDAL: Dante?- Come va l'occhio? DANTE (fuori campo): Non pare tanto gonfio. È più il disinfettante. E a te il collo? RANDALL: È un po' dura deglutire. Che bisogno c'era di strangolarmi ... DANTE (fuori campo): E tu che bisogno avevi di dire a Veronica che la scaricavo per Caitlin? RANDALL: Pensavo di farti un favore. DANTE: Oh Gesù! RANDALL: Sei stato tu a dire che non ti riesce di dare una svolta. Così ho pensato di farlo io. DANTE (fuori campo): Molte grazie. RANDALL: Ma di qui a strangolarmi ce ne passa. DANTE: Fa' il piacere. Già è tanto che non t'ho ammazzato. RANDALL: Perché dici così? DANTE: Perché dico così? - Randall. .. - lascia perdere. RANDALL: No, davvero. Che avrei fatto di tanto grave? DANTE: Ma dì cosa non hai fatto! A volte penso che tu venga a lavorare solo per rendermi la vita ancora più impossibile. RANDALL: In che modo, scusa? DANTE: Oggi a che ora sei venuto a lavorare? RANDALL: Alle dieci, dieci e mezza. DANTE: Con più di mezz'ora di ritardo. E non hai fatto altro che startene da me. RANDALL: Sì, per parlare un po' DANTE: Il che significa che hai tenuto il negozio chiuso. RANDALL: Capirai, manco fossi chissà dove. SPETTACOLO/ SMITH 65 DANTE: Salvo quando te ne vai a noleggiare i video da un'altra parte. RANDALL: Gli ermafroditi? Ma perché mi andava di vederlo con te. DANTE: Prendo una multa per colpa tua; t'incazzi coi clienti e a me tocca di metterci una pezza, ci fai buttare fuori da un funerale per profanazione della salma e come massimo dei massimi mandi a puttane la storia della mia vita! Ma cos'altro vorresti farmi? Sodomizzare mia madre mentre mi versi dello zucchero nel serbatoio della macchina? ... Poi vuoi saperlo qual è la vera tragedia in tutto questo? Che io oggi neanche pensavo di dover essere qui. RANDALL: Oh, vaffanculo. Ma vaffanculo sul serio! Sempre a fare quello che si nasconde dietro a un dito! Sicché sarei io la causa delle tue disgrazie!. .. Beh, chi è stato a chiudere per andarsene a giocare? Chi è stato a chiudere per andarsene alla veglia? Chi è che si è rimesso appresso alla sua ex fidanzata senza dire un cazzo a quella con cui sta? Se proprio vuoi dare la colpa a qualcuno, dalla a te stesso. - "Neanche pensavo di dover essere qui". Me sei proprio uno stronzo. Cristo, nessuno ti obbligava a venire. Se l'hai fatto è perché t'andava. Ci godi al pensiero di avere tutto il mondo da portare sulle spalle, come se qui tutto, senza di te, fosse destinato alla rovina. Cazzo, ti sopravvaluti per compensare il fatto che fai un lavoro da scimmia. Batti dei tasti e chiuso; qualunque deficiente potrebbe prendere il tuo posto senza il minimo problema. Tu, tu sei ossessionato dall'ansia di farlo sembrare una cosa epica, molto più importante di quello che non è. Cazzo, lavori in un negozio di generi alimentari. E con uno stipendio di merda. Io noleggio video che fanno schifo. Con uno stipendio altrettanto di merda. Beh, vuoi saperlo? Quel Jay sì che è uno in gamba. Lui almeno non si fa illusioni. Noi invece? Ci crediamo chissà chi, come fossimo meglio di tutti quelli che vengono a comprare giornali e sigarette. Li guardiamo dall'alto in basso, manco fossimo di una razza superiore. Beh, se davvero lo siamo come mai lavoriamo qui? là. EPILOGO RANDALL: Il pavimento direi che è pulito. Il gatto è già di DANTE: Ti serve un passaggio? RANDALL: No, ce l'ho. M'aspettano. DANTE: Tu lavori domani? RANDALL: Come oggi. Tu, invece? DANTE: No, domani no. Vorrei passare in ospedale a trovare Caitlin. Poi cercherò di parlare con Veronica. RANDALL: Se vuoi che mangiamo qualcosa insieme dopo i tuoi incontri e quando io finisco qui ... DANTE: Meglio che ti chiamo e te lo dico. RANDALL: D'accordo. - Ehi, buona fortuna con Veronica. Se vuoi che ci parli io, magari per chiarire un po' ... DANTE: No, grazie. Dovrei farcela da solo.C'è un mucchio di cose di cui dobbiamo parlare. RANDALL: Che giornata! DANTE: Puoi ben dirlo. RANDAL: Posso fare niente per te prima di andarmene? DANTE: Sì, fammi il passo del teppista. RANDALL: No. DANTE: Su dai, fammi il passo del teppista. RANDALL: No no no, dai che debbo andare. DANTE (canta): Arriva il teppista - un tipo tremendo - Che sa quel che vuole - non appena la vede. RANDALL: Chiuso.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==