S4 SPETTACOLO/ LEIGH no in quegli anni le prime produzioni di Ken Loach, di Tony Garnett ed anche i Wednesday Plays. Successivamente, Tony Garnett produsse Hard Labor, il mio primo film per la televisione che seguì a Bleak Moments. Ho veduto Hard labor in televisione due mesi or sono. È un film al quale sono molto affezionato. Contiene elementi molto personali ed è autobiografico. Nonostante ciò, in esso vi sono cose totalmente estranee al mio lavoro - riprese improvvisate, la passeggiata attraverso il mercato - cose che non si ritrovano in nessun altro mio film precedente o successivo. Poiché Tony aveva lavorato così a lungo con Ken Loach, vi erano cose che lui aveva incoraggiato ed io ero felice di condividere lo stile di Play far Today. E ne ero anche onorato, perché queste persone sono più anziane di me. Tutto ciò è stato bello, ma in realtà non mi apparteneva, non era quello che avrei voluto fare. Ero molto affascinato dai film di Loach - in particolare ricordo Kes. Ken e io sotto molti aspetti abbiamo parecchio in comune, ma per altri versi siamo agli opposti estremi. Queste differenze sono di natura politica, oltre che cinematografica? Sono certo che lui, dal punto di vista politico, mi considererebbe, nella migliore delle ipotesi, un liberale codardo. E giustamente. Vi sono altri registi britannici contemporanei che lei ammira? Nutro grande rispetto nei confronti di Stephen Frears che:·all'epoca di Playfor Today, aveva avuto moltissimo successo. È un regista molto bravo, eclettico, e penso che ciò che realizza sia brillante. Il suo interesse per il cinema è andato a discapito del teatro? Sì. Ho seguito il teatro, ma, senza ombra di dubbio, il cinema è stato il mio principale interesse. Il teatro rappresentava qualcosa che si poteva sempre fare. A scuola facevo teatro, mentre non c'era la possibilità di fare cinema. Infatti, quando mi sono occupato di teatro è stato perché mi si era offerta l'occasione per farlo. Si può fare teatro a partire da nulla, mentre non è così per il cinema. È necessario seguire una lunga trafila. Non appena ho imparato a recitare la prima cosa che ho fatto è stata quella di lavorare in film orrendi, così da entrare nell'ambiente e vedere come andavano le cose. In quali film ha recitato? In un film intitolato Two Feet Left, da non confondersi con il suo singolare successore, e in altri ancora. Abbiamo letto un saggio critico che descriveva i suoi .film in termini di umorismo tipicamente ebreo, e legava il suo approccio collaborativo alle influenze ricevute in adolescenza quando partecipò al movimento Habonim. Ha qualcosa da aggiungere a questi commenti? Ho sentimenti leggermente contrastanti riguardo a ciò, perché ritengo siano osservazioni che possono distorcere i fatti e lasciare delle perplessità. Comunque, incidentalmente, è possibile vedere un certo tipo d'influenza ebraica. Ma credo sarebbe errato etichettare questi film come "ebraici", oppure costruire su questo fatto interpretazioni completamente inedite. Credo proprio si tratterebbe di una cosa senza senso. D'altro canto, considerando che in essi vi è una certa vena tragicomica, è possibile che questa sia una prospettiva critica applicabile. I momenti tragici possiedono sempre un'ironia comica. In tal senso, potrei ammettere che questo è un elemento valido. Vi è una tesi su Pinter che sostiene la stessa cosa - anche il suo retroterra è ebraico - ma sarebbe eccentrico affermare che Pinter è simile a lsaac Bashevis Singer. Oppure sarebbe pericoloso affermare che questo costituisce una sorta di piano occulto. Sì. Questo è ciò che mi preoccupa maggiormente. In termini di problematicacoscienteodeliberata, l'unicofilm che si occupa di ciò - ed in modo molto marginale - è Hard Labor. Il personaggio lavora alle dipendenze di un ebreo e va in giro a raccogliere soldi per suo conto. Sarebbe assolutamente ridicolo per chiunque ipotizzare l'esistenza di una quinta colonna ebrea o sionista. Negli anni Cinquanta, prima che la parola sionismo diventasse un brutto termine, Habonim era un movimento di sinistra nel quale militavo da ragazzo. Poi, a diciassette anni, mi allontanai da tutte queste cose, retroterra ebraico compreso. L'organizzazione faceva parte di un meccanismo propagandista che voleva spingerci tutti ad andare a vivere in un kibbutz. In effetti, realizzavamo molte cose in cooperazione e facevamo lavori di gruppo. II lato positivo - poiché ero un individualista allora così come lo sono adesso - era che si facevano molte cose in collaborazione. Per certi aspetti, questa esperienza ha influenzato il mio modo di lavorare con gli attori durante un film. Comunque non si può dire che quel che faccio sia cooperazione in senso stretto, perché tengo ogni cosa sempre sotto controllo. Così, tutte queste questioni andrebbero collocate in una giusta prospettiva, molto distaccata. Vorremmo chiederle qualcosa riguardo il suo lavoro teatrale It' s a Great Big Shame !. Sotto molti punti di vista appare ambizioso quanto Naked e, allo stesso modo, sembra indicare una nuova direzione. Per quattro mesi abbiamo lavorato assai intensamente a quest'opera. Poi è andata in scena solo per sette settimane. Costituisce un'esperienza profondamente frustrante perché si tratta di una produzione molto elaborata. Vi sono miei lavori teatrali, in particolare Abigail's Party, che vengono rappresentati incessantemente e, in questo senso, sono sempre vitali. Infatti, ne è stata fatta una versione video, così è possibile vederne la produzione originale. Il nuovo lavoro teatrale è talmente elaborato, talmente pirotecnico e completo, che credo sia estremamente improbabile diventi un successo-quand'anche venisse pubblicato. Lo considero morto e sepolto, davvero. Nei primi tempi ho fatto molti lavori teatrali che hanno subito questa stessa sorte. È la prerogativa del teatro, per il cinema è completamente diverso. Sono convinto di ciò perché ho fatto principalmente cinema e mi sono abituato al suo carattere duraturo. Da dove proviene l'idea di giustapporre in It's a Great Big Shame! l'intreccio vittoriano e la saga del personaggio nero contemporaneo? Stranamente, deriva da un idea piuttosto prosaica. Il Theatre Royal, aStratford East, nel West End di Londra, dove l'opera è stata prodotta, è un teatro vittoriano. Si trova proprio nel mezzo di ciò che ora è un'area multirazziale, proletaria. Ed è un fatto notevole che il teatro esista ancora. Un tempo, c'erano molti teatri simili tutt'attorno all'area metropolitana di Londi-a. Sono tutti scomparsi, eccetto questo. È riuscito a resistere. Per tradizione vi rappresentano spettacoli di varietà tendenzialmente vittoriani. La storia di caraffe remoderno rappresenta invece la sua prima messa in scena importante di personaggi neri?
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