52 SPETTACOLO/ LEIGH Lei si serve dell'umorismo per temperare la desolazione presente in questo film. Ad esempio, quando Sebastian si getta su Sophie, lei alza gli occhi e dice: "Ecco, ci risiamo." È un momento al contempo divertente eppure terribile. Ovviamente, sappiamo bene che, rispetto a tutti gli altri personaggi, lei si è trovata infinite volte in situazioni come questa. Questa miscela di umorismo eferocia spietata costituisce un effetto fortemente voluto? Non mi sforzo di ottenere ciò. È una cosa per la quale non m'impegno minimamente. Viene naturalmente. Dipende dall' atteggiamento con cui guardo alla vita. Quindi, questo genere di humour nero nasce spontaneamente dai personaggi? Certo. Lo si scopre precostituito, esiste già. Io trovo gli aspetti tragicomici della vita. È di questo che trattano i film. Sembra che lei riservi molta attenzione ai libri che ipersonaggi leggono e portano con loro. Ovviamente, Johnny è molto influenzato da Chaos. Sia David Thewlis che io ne eravamo decisamente affascinati. Una volta che si è penetrati in certi campi, le cose si rivelano completamente. Noi ci siamo addentrati anche in tutta la questione relativa a Nostradamus. Poi abbiamo scoperto questa faccenda riguardo il codice a barre europeo. La scoperta che la somma del codice a barre europeo dava la cifra 666 è stata fondamentale. L'abbiamo scoperta in un opuscolo. Stavamo attraversando Soho quandd·un tizio strambo ci ha offerto quest'opuscolo. Abbiamo pensato: "Strabiliante, utilizziamolo." L'hanno sperimentato sulle truppe statunitensi con il tatuaggio laser. È assolutamente reale. Un aspetto straordinario dei suoi film è sempre stato l'uso del dettaglio minuzioso. Questo film è un tour de farce sotto tale punto di vista. Il personaggio di Johnny è un capolavoro di dettaglio. Non c'è bisogno di dire che questo risultato non avrebbe potuto essere conseguito senza qualcuno come Thewlis. Lui è un attore straordinario ed un uomo straordinariamente intelligente. Ed io ho allargato ulteriormente i confini, lavorando in questo modo creativo. Lo conoscevo già da un po' di tempo. Aveva recitato in Life is Sweet e The Short and the Curlies. In Life is Sweet non aveva ricevuto la parte che gli spettava. A causa di tutto ciò che era accaduto in seguito, avevo deciso che avrei dovuto assumere un atteggiamento duro, irremovibile, e mi dicevo: "Non ha senso che tu debba rivedere questo tizio". C'era un'intera scena con lui che alla fine ritornava dopo l'incidente, e c'era una sequenza con lui e Andy nel pub. Avevamo fatto le riprese, ma avevamo dovuto tagliarle. Allora era stato pagato di meno. Così, quando stavo preparandomi a girare il film successivo, ho pensato: "All'inferno, devo ingaggiarlo. Devo impegnarmi nei suoi confronti in un modo che normalmente non rientra nelle mie consuetudini. Avrà un ruolo straordinariamente buono." Una volta presa questa decisione, mi sono gettato a capofitto nel lavoro. Se mai ho mantenuto una promessa, è stato in questo frangente. Anche la breve parte di Claire Skinner nei panni di Sandra è un notevole pezza di capacità interpretativa. Non so se sia la mia scena preferita, ma la sequenza con Sandra la trovo proprio divertente. In Life is Sweet Claire Skinner era stata davvero brava nel ruolo dell'idraulico Natalie, ed io desideravo molto chiamarla per farle fare qualcosa di diverso. Abbiamo seguito la solita prassi e verificato la disponibilità dell'attrice, quindi, dopo un po', abbiamo preso una decisione. Quando siamo ritornati dall'agente, questi ha detto: "Oh, adesso è impegnata con qualcos'altro." Era una serie televisiva. Ma io dovevo fare in modo che lavorasse nel mio film, così dissi: "Fai questa serie televisiva, e alla fine ti troverò una parte per chiudere in bellezza il film." Si è trattato di una vera e propria aggiunta, poiché abbiamo costruito un'intera scena attorno a quel personaggio. Il pubblico si aspetta una tremenda Florence Nightingale e si ritrova invece di fronte ad una pazza scatenata, svitata come tutti gli altri. Lei sembra iniziare il suo lavoro a partire gli attori, e poi altri elementi si accumulano. Sì e no. A volte queste cose dipendono da fattori economici. Non ci si può permettere di avere tutti contemporaneamente presenti durante il periodo delle prove. Ed in effetti sarebbe uno spreco di denaro, perché la gente starebbe in ozio per gran parte del tempo, e io riesco a lavorare soltanto con una persona alla volta. Così strutturo il tutto come una piramide. Ho iniziato a lavorare con David, Katrin Cartlidge, che recita la parte di Sophie e Leslie Sharp che impersona Leslie. Quindi, l'opera si costruisce gradualmente a partire da ciò e, ali' interno di questo schema, è possibile realizzare ogni sorta di cose. Ha lavorato in stretto rapporto con Dick Pope, l'operatore cinematografico? Assolutamente, ed anche con Alison Chitty, il production designer che aveva lavorato anche in Life is Sweet. I film più recenti sembrano mostrare, a livello di progettazione, una consapevolezza molto maggiore. La verità è che, nonostante tutto quanto abbiamo appena detto, vi sono dei problemi con i film prodotti dalla BBC. Sono stati tutti girati in 16mm e molto in fretta. Gli operatori sono molto bravi, ma il personale della troupe spesso si trova altrove a girare documentari. Non è possibile dedicare ai film il tempo dovuto in modo tale da avere la stessa qualità fotografica che si ottiene con i lungometraggi. Roger Pratt, la cui opera è ben conosciuta in altri contesti, ha effettuato le riprese di High Hopes. Ha girato anche in The Fisher King, Brazil e Mona Lisa, senza contare tutti gli altri lavori, Meantime compreso. Noi avremmo voluto avere più tempo da dedicare al film, così da realizzare qualcosa di eccezionale sul piano visivo. La musica sembra giocare un ruolo importante in Naked. Funziona particolarmente bene con certe lunghe riprese. Non sarebbe sincero affermare che si pensa alla musica in quanto tale, sebbene io non abbia mai realizzato un film nel quale si è dibattuto così tanto circa la musica, e così tanto si è discusso riguardo quale genere di musica avremmo dovuto scegliere. Ovviamente, mentre si gira si pensa alla musica, ma solo nel senso che si pensa musicalmente, in termini di ritmo. Questo fa parte del mestiere e del modo di concepire il film, benché non sia possibile pensare con una chiave di violino davanti agli occhi. In definitiva, la musica viene messa per ultima. Solitamente non prendo nessuna decisione in merito a chi dovrà comporre la colonna sonora sino a quando non abbiamo finito di fare le riprese. In questo caso la decisione è stata inevitabile, poiché si trattava di Andrew Dickson, che aveva realiz-
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